Home Eco Lifestyle CargoBike, TrikeGo compie dieci anni

CargoBike, TrikeGo compie dieci anni

trikego

In occasione della presentazione della Cargo-Flotta, abbiamo incontrato Francesco Casoli, titolare di TrikeGo, azienda italiana dal nome stravagante (la cui origine Francesco ha voluto tenere riservata) che produce cargo bike a tre ruote da ormai dieci anni.

E ci siamo fatti spiegare da Angelo Barney Lisco, attivista della mobilità ciclabile di Milano, infaticabile organizzatore di eventi ciclistici oltre che gestore della Ciclofficina Nascosta che cosa sia la Cargo-Flotta.

Si tratta di una iniziativa che nasce sulla scorta di una idea mutuata da precedenti esperienze in Germania di Nicola Mogno già viste a Berlino e Potsdam dove entrambe le città hanno una flotta di cargo bike in sharing.

L’iniziativa è stata lanciata qualche mese fa a seguito di un bando del Comune di Milano grazie alla quale sono stati raccolti fondi tramite un crowdfonding civico di circa 60 giorni.

Il Comune di Milano ha raddoppiato la cifra raggiunta con la quale sono state comprate 5 cargo bike attrezzate con pannelli solari, impianto audio e diffusori per la musica che costituiscono la Cargo-Flotta.

A oggi sono in fase di preparazione le modalità per il noleggio della Cargo-Flotta che ha carattere sociale e non commerciale. Le cargo bike della Cargo-Flotta sono fornite dalla TrikeGo di Francesco Casoli, che abbiamo intervistato.

Francesco, raccontaci come nasce l’idea di una cargo bike nuova

Il progetto di produrre una cargo bike, nasce dieci anni fa in seguito a vicissitudini di ordine professionale che mi hanno spinto a una visione nuova di un certo modo di lavorare. Con tutte le cose positive arrivate insieme alla nascita di questo mezzo.

Quindi nasce la TrikeGo…

Ho dato seguito alla volontà di dare corso alla costruzione di cargo bike tutte italiane. Quindi la prima scelta di una cargo a tre ruote per questioni di stabilità nella guida e nella movimentazione delle merci.

Poi la componentistica che negli anni ha subito numerose modifiche e adattamenti, fino alla terza generazione quella odierna la Trk9, che vanta un progetto italiano, di un progettista italiano che arriva direttamente dal mondo del motociclismo e si converte al mondo del ciclismo, una cargo assemblata in Italia, con motore italiano di Oli – Sport 85Nm 250W integrato ed una batteria da 500W/h, con elementi di falegnameria fatti in Italia.

Insomma, un mezzo che pesca a piene mani dalle capacità artigianali e industriali espresse sul territorio nazionale. Utilizzando ovviamente anche componentistica di qualità fornita da produttori di livello mondiale, Shimano fra le altre.

Come si è evoluta la TrikeGo?

La prima versione della cargo bike a tre ruote venne concepita con l’intento di avere un prodotto di buona qualità ma con un costo molto abbordabile adatto al nascente mercato italiano.

Del resto dieci anni fa (almeno in Italia) l’interesse verso il motore elettrico non era ancora così elevato e la componentistica era molto meno prestante e affidabile. Quindi ecco la prima cargo bike, senza assistenza elettrica nella pedalata, con freni V-brake e una particolare attenzione al contenimento del peso da spingere a pedali.

Nei dieci anni successivi il mercato ha subito una evoluzione vorticosa e quindi anche TrikeGo si è adeguata passando prima al motore elettrico e ai freni a disco meccanici, arrivando poi alla versione odierna dotata del motore Oli e di un impianto frenante idraulico.

Caratteristiche principali?

La Trk9 trasporta fino a 100 kg e può essere personalizzata in mille maniere. I colori del telaio sono quelli della tabella Ral. Ne sono stati selezionati 45. Il cassone può essere in legno o in materiali compositi, nudo o addirittura termoisolato, dotato di seggiolini, scomparti, ripiani, apribile anteriormente o solo superiormente.

Decorato con colori o naturalmente con loghi aziendali. Diciamo c’è solo l’imbarazzo della scelta per l’allestimento.

Cosa si può trasportare?

Potrei dire quasi tutto senza tema di smentita. Si passa dalla possibilità di portare i bambini a scuola, persino se piove grazie a una cappottina impermeabile trasparente (roba da velisti), al trasportare cibi refrigerati, al trasportare libri per piccole biblioteche ambulanti. Non ci sono quasi limiti, se non il peso.

Immagino che i prezzi dei mezzi si siano adeguati nel tempo.

Si, rispetto alle prime versioni le sofisticazioni tecnologiche, a cominciare dal motore e dalla batteria, hanno influito sull’aumento del prezzo. Ma va considerato il quadro generale, perché all’aumentare della potenza del motore, aumenta anche la necessità di fermare il mezzo in tempi e distanze, che offrano adeguata sicurezza e quindi si modificano anche la ciclistica e l’impianto frenante.

Un mix che cresce inevitabilmente per garantire sicurezza nel trasporto e durata del mezzo nel tempo. Anche per seguire il mercato l’offerta delle TrikeGo si è diversificata, proponendo sia l’acquisto (anche a rate per il privato) che il noleggio a lungo termine (per le aziende), perché chiunque lo voglia possa sostituire con la cargo bike la seconda auto in famiglia. Con evidenti ottimi influssi sull’ambiente e sulla salute degli utenti.

Poi Francesco si fa trasportare dalla sua vena di appassionato e ci ribadisce che il problema dell’automobile in città non è solo motore termico o elettrico ma che occupa spazio, mediamente 20 volte di più della persona che trasporta e pesa mediamente 15-20 volte di più della persona che la guida.

Una cargo bike che occupa meno di 2 mq pesa nuda circa 40 kg può portare 100 kg di merce e 80-90 di ciclista che spinge. Ci avviamo (troppo) lentamente a un uso più razionale delle risorse disponibili, energetiche e di spazio. E le cargo bike possono contribuire in maniera significativa.

In attesa che la cosiddetta mano pubblica operi nel settore delle infrastrutture, a cominciare dalle piste ciclabili immediate a finire ai progetti di più ampio respiro come le città30 che stanno infiammando il dibattito pubblico locale e nazionale in questi ultimi mesi. Ne riparleremo nei prossimi mesi.

» Leggi tutti gli articoli di Passione Bici (#passionebici)

Marco FardelliMarco Fardelli architetto e designer, ogni anno percorre circa 3.500 km in bicicletta in città, in ogni stagione, per "razionalizzare la mobilità urbana cambiandone l'orientamento, i mezzi e i metodi di spostamento" | Facebook | CityBustoBike
Condividi: