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Pastifici sostenibili: come rendere Green un’eccellenza italiana

Pastifici
Immagine da Pixabay

Riduzione della plastica negli imballaggi, riduzione delle emissioni di CO2 nei processi di lavorazione: i pastifici italiani accettano la sfida della sostenibilità e si impegnano a essere più Green.

Tra pasta e pasta fresca c’è un’enorme differenza tra scadenze, utilizzi e consumi. Ma quando si tratta di imballaggi o fabbricazione a essere simili nei pastifici sono spesso le modalità di produzione.

In questi frangenti, come in molti altri, è possibile fare la differenza puntando sulla sostenibilità. Stando però attenti alle differenti proprietà nutrizionali e alla composizione dei cibi.

Trattare la pasta fresca nei pastifici

La pasta fresca, per esempio, risulta deperibile e vulnerabile all’attacco microbico a causa dell’acqua presente in essa. La maggior parte viene inoltre prodotta in un processo industriale che include il trattamento termico o a effetto equivalente.

Viene poi venduta in imballaggi preconfezionati, ricorrendo a film plastici con barriere. Un sistema ancora necessario per garantire la corretta igiene del prodotto, per garantire una lunga conservabilità ed evitare la proliferazione di microrganismi.

I ricercatori dell’Ibiom, dell’Università degli Studi di Bari e di Food Safety Lab di Corato, insieme a un pastificio pugliese, hanno sviluppato un metodo per ottenere un prolungamento della conservabilità della pasta fresca.

Le innovazioni hanno consentito di intervenire nella modifica del confezionamento in atmosfera modificata, sia in termini di plastica usata che di proporzione del gas, impiegando una miscela di microrganismi probiotici bioprotettivi commerciali.

Gli interventi sostenibili nei pastifici italiani

Oltre alla ricerca, i singoli pastifici si sono messi in gioco per cambiare registro nella produzione. Per esempio il pastificio Lucio Garofalo ha presentato di recente un nuovo packaging composto per il 30 percento di plastica riciclata, ottenuta dal riciclo chimico dei rifiuti da imballaggi plastici.

Un’innovazione prevista per cinque diversi formati di pasta: spaghetti, penne ziti rigate, fusilli, farfalle ed elicoidali.

Il pastificio Astrabio, che rientra nel Gruppo Germinal, ha invece ottenuto la certificazione di filiera promuovendo produzioni biologiche e l’adozione del sistema di tracciabilità agroalimentare secondo la norma europea.

Sono invece 11mila le tonnellate di CO2 risparmiate all’ambiente negli ultimi quattro anni dall’azienda Sgambaro: corrisponde al biossido di carbonio emesso da 4.400 automobili che percorrono in un anno 11mila chilometri.

Il pastificio trevigiano intende puntare al climate positive entro il 2030 intervenendo con progetti di riforestazione e protezione delle foreste che ha intrapreso oltre dieci anni fa. Dal 2019, per esempio, l’azienda ha contribuito all’impianto di 3.630 alberi.

Sono questi i pastifici su cui l’Italia può puntare per avere prodotti eccellenti: sostenibili e con ottimi prodotti da piazzare sul mercato. Un esempio che certamente può essere seguito.

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