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Un metro e mezzo, la misura dell’educazione civica stradale

distanza bicicletta
Immagine da Depositphotos

Quanto è lunga la sensibilità civica e l’educazione degli automobilisti? Un metro e mezzo, ovvero la distanza da tenere quando si sorpassa per strada una bicicletta, se non si vuole mettere in pericolo il ciclista.

Alla fine del mese di marzo il senatore Alberto Losacco ha depositato una proposta di legge che modifica gli articoli 148 e 149 del Codice della Strada ed è diretta alla salvaguardia di chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto.

Il dispositivo, che prende il nome di legge Scarponi (modifiche agli articoli 148 e 149 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di sicurezza stradale dei ciclisti), chiede sostanzialmente l’introduzione della distanza minima di sorpasso di un metro e mezzo dal soggetto sorpassato.

È una semplificazione, ma si tratta di un passo importante in tema di sicurezza per chi si sposta in bicicletta tutti i giorni e non solo per chi fa attività sportiva.

Se ne parla perché in realtà chi gira in bicicletta, sia per attività amatoriale sportiva ma anche soprattutto chi usa la bicicletta in città per spostarsi per commissioni, lavoro e altri impegni, sa bene quanto sia pericoloso essere sfiorati da chi si muove invece in automobile o con un camion.

È una cosa importante da capire, perché moltissimi automobilisti non ne hanno la percezione e sfiorano il sorpassato, magari anche a velocità ridotte, mettendolo in pericolo.

Perché il ciclista potrebbe avere uno scarto improvviso dovuto a un tombino ma anche semplicemente a un perdita momentanea di equilibrio. Alla fine un ondeggiare a destra e sinistra in bicicletta non è molto difficile.

È sempre opportuno ricordare che quando si parla di ciclisti, al di là della vulgata che accomuna in questa definizione tutti quelli che fanno attività sportiva, si parla di persone che si muovono in bicicletta per essere più agili all’interno della città e che invece vengono spesso trattati come una sorta di ostacolo alla circolazione automobilistica o, peggio, di bersaglio o birillo su cui fare lo slalom.

La legge proposta da Losacco, che prende il nome dal famoso atleta Michele Scarponi morto qualche anno fa investito da un automobilista, sostanzialmente precisa all’articolo 1 che il conducente che deve effettuare un sorpasso, deve stare almeno un metro e mezzo dalla persona che sta superando.

Il testo della legge dice che in materia di sorpasso “il conducente di un qualsiasi veicolo che effettui il sorpasso di un velocipede, sia tenuto a usare tutte le cautele necessarie al fine di assicurare una maggiore distanza laterale di sicurezza e accertarsi dell’esistenza delle condizioni predette per compiere la manovra completa in sicurezza in entrata per entrambi i veicoli“.

Il testo dell’attuale articolo 148 del Codice della Strada, abbastanza lungo e complesso, è ricco di sottocapitoli che sostanzialmente impongono a chi compie il sorpasso di mettere in atto tutto quello che normalmente potrebbe essere catalogato come buon senso.

L’aggiunta importante nel testo della proposta presentata da Losacco consiste nell’aumento della distanza di sicurezza di 1,5 metri, tale da garantire a chi procede in bicicletta margini di sicurezza per compiere eventuali manovre lungo la direzione di marcia, come schivare un tombino oppure non essere infastidito dallo spostamento d’aria causato dal mezzo in sorpasso. Che naturalmente aumenta con la massa del mezzo e la sua velocità.

È una semplice questione di rispetto stradale, cosa molto diffusa in tutta Europa, ma che in Italia stenta a essere applicata.

Crediti immagine: Depositphotos

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Marco FardelliMarco Fardelli architetto e designer, ogni anno percorre circa 3.500 km in bicicletta in città, in ogni stagione, per "razionalizzare la mobilità urbana cambiandone l'orientamento, i mezzi e i metodi di spostamento" | Facebook | CityBustoBike
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