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Eolico offshore: Legacoop in Romagna chiede garanzie per pesca e acquacoltura

eolico off-shore
Immagine da Depositphotos

Il progetto di costruzione di due impianti eolici offshore al largo delle coste romagnole mette in allarme Legacoop che chiede al ministro e agli organi preposti rassicurazioni sulle attività di pesca, compensazioni per il comparto ittico, dotazioni di sicurezza e coperture assicurative ad hoc…

Oggi, 13 aprile, scade la possibilità di presentare osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nei confronti del progetto eolico Romagna 1 e Romagna 2 della società Agnes.

Il progetto in questione, su cui Legacoop ha elaborato un testo – frutto di due riunioni di confronto che hanno coinvolto le cooperative della pesca, i lavoratori del mare e i Sindaci della costa – è relativo all’installazione e alla messa in esercizio di un nuovo hub energetico da fonti rinnovabili nel mare antistante la Romagna.

La parte marina, infatti, verrà realizzata nel tratto di mare antistante la costa della provincia di Ravenna e, in minor parte, delle province di Forlì-Cesena e Rimini, tra il limite della acque territoriali e la piattaforma continentale che separa Italia e Croazia (tra i 23 km e 43 km circa dal litorale).

Le opere che la società Agnes si propone di realizzare con questi progetti sono un impianto eolico offshore composto da 25 aerogeneratori con fondazioni fisse da 8 MWp cadauno, per una capacità di 200 MWp; un impianto eolico offshore composto da 50 aerogeneratori con fondazioni fisse da 8 MWp cadauno, per una capacità di 400 MWp; un impianto fotovoltaico offshore composto da moduli galleggianti con sistemi di ormeggio collegati al fondale marino, per una capacità complessiva di 100 MWp; un sistema di stoccaggio di elettricità onshore con batterie agli ioni di litio di capacità 50 MWp; un impianto di elettrolizzazione onshore per la produzione di idrogeno di capacità 60 MWe, inclusi sistemi di compressione e stoccaggio.

Impianti eolici offshore: Legacoop chiede garanzie per pesca e acquacoltura

Il settore ittico della zona in cui verrà costruito il nuovo hub energetico conta oltre 2.300 imprese nella pesca e acquacoltura e ha più di 3.000 occupati e addetti (a cui si aggiungono imprese e occupati di un indotto molto importante).

Si tratta di un settore produttivo che per l’Emilia-Romagna e in particolare per la Romagna, rappresenta una componente importante dal punto di vista economico ma anche storico, culturale e sociale.

Per questo riceviamo e pubblichiamo le osservazioni delle cooperative che riguardano il progetto.

La posizione di Legacoop sull’impianto eolico offshore

Serve prima di tutto una distanza tra gli aerogeneratori tale da consentire il passaggio delle imbarcazioni e lo svolgimento delle attività di pesca, di qualsiasi tipo, ma anche e soprattutto che venga consentita la navigazione e l’attività ittica tra i due impianti previsti.

La società proponente dovrà farsi carico di dotazioni di sicurezza specifiche per le imbarcazioni. Considerando poi che è molto complicato pescare a strascico in un parco eolico, si chiede che cavi ed elettrodotti siano interrati a una profondità di almeno due metri.

L’impatto sulla fauna marina sarà comunque inevitabile, quindi occorre che vengano prese tutte le precauzioni possibili. Per quanto riguarda le coperture assicurative, visti i rincari che i pescatori dovranno affrontare, si domanda un contributo ad hoc per chi dovrà operare all’interno dei parchi eolici.

Legacoop Romagna – spiega il presidente Paolo Lucchiha deciso di presentare un proprio documento, non per contrastare l’iniziativa di Agnes, poiché pensiamo che l’eolico sia una delle potenzialità di produzione energetica che va sostenuta, nel nostro Paese, ma con lo scopo di ridurre gli effetti negativi.

Nella pianificazione di un impianto eolico offshore, quindi, è fondamentale un dialogo preventivo con le parti interessate, soprattutto con i pescatori, le cooperative di pesca e le associazioni di categoria, cosa che, a nostro avviso, da parte dei soggetti proponenti è mancata fino a questo momento.

Mentre abbiamo trovato grande attenzione nei Comuni costieri coinvolti e speriamo di averne altrettanta da parte della Regione Emilia-Romagna“.

Siamo partiti – commenta il responsabile delle cooperative della pesca, Mirco Bagnaridalla necessità di inquadrare il progetto di Agnes in una programmazione di insieme che tenga presente anche le altre iniziative in corso – a partire dal rigassificatore – fino ai vincoli già esistenti, per esempio per le aree marine protette o le aree militari.

Con i suoi 75 aerogeneratori e un’area occupata di quasi 400 chilometri quadrati non ci nascondiamo che il progetto desta forti preoccupazioni per le attività di pesca e acquacoltura.

È importante poi che le eventuali compensazioni (economiche dirette o di altra natura) individuate e concordate per la realizzazione dell’impianto siano definite in modo tale da prevedere un adeguato ristoro per le attività di pesca e per i lavoratori del mare che subiranno l’impatto di tale intervento“.

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