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Quality assurance, figura sempre più richiesta nei laboratori dei principi attivi

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Immagine da Depositphotos

Il personale degli stabilimenti produttivi farmaceutico/principi attivi è costituito da numerose figure, spesso molto diverse tra loro e con livelli di formazione e qualifiche specifiche essenziali per il buon funzionamento dello stabilimento stesso. Tra queste spicca il Quality assurance: vediamo che caratteristiche deve avere e come “conviene” proporsi

Il Quality assurance è una figura qualificata sempre più ricercata in quanto assieme ai dipartimenti produttivi, rappresentano il cuore pulsante di una azienda che produce farmaci e principi attivi.

Tra le sue mansioni quella di scrivere, controllare e garantire la qualità e la consistenza dei farmaci/principi attivi nel processo produttivo. Il Quality assurance è una figura comune alle aziende produttive: la qualità di ciò che viene prodotto, deve essere controllata e standardizzata per rendere il prodotto costante e verificato nel tempo.

Il sistema di qualità aziendale inteso come lo conosciamo oggi, nasce nel settore automotive negli anni 70 in Toyota. Il Quality assurance si è poi esteso anche al settore farmaceutico evolvendosi nelle Gmp (Good manufacturing practic) e nelle recenti Iso farmaceutiche (International organization for standardization).

Le competenze professionali del Quality assurance

Tutte le figure qualificate del settore life-science partono in genere da livelli di studio come la laurea magistrale. Tuttavia, è doveroso sottolineare che se non ci sono requisiti legali come da decreto legislativo 219/2006 o altre leggi, ci possono essere situazioni diverse e azienda specifica.

Dove anche per lo stesso ruolo, si possono trovare persone con un titoli di studio non scientifico o addirittura non universitario.

Competenze hard per il ruolo

  • laurea scientifica (generalmente)
  • conoscenza della statistica di processo
  • conoscenza delle Ich/Gmp/Eudralex/Iso
  • capacità di scrivere documenti tecnici
  • uso del computer (excel, office…)
  • inglese (in genere è sufficiente la conoscenza anche non certificata)
  • conoscenza delle produzioni (principi attivi/ farmaci finiti)

Competenze soft per il ruolo

  • capacità di problem solving
  • capacità di team working
  • capacità relazionali
  • pensiero analitico e critico
  • capacità di gestione del tempo e di più progetti in parallelo

Consigli per capire se è il mestiere adatto per voi

Quello del Quality assurance è  un ruolo adatto alle persone di processo, analitiche che lavorano bene per obiettivi e in team. È un lavoro molto standardizzato dove però è richiesto il problem solving creativo. Ma quali sono, dunque, le competenze minime che deve avere un entry level per tale ruolo?

I ruoli nel settore life-science sono ruoli che si imparano sul campo data la complessità e differenza aziendale specifica dovuta ad i processi e alla relativa organizzazione. Inoltre, con il 4.0, Spor, Idmp e i cambiamenti tecnologici in corso i ruoli evolvono velocemente.

Infatti, come è strutturato il ruolo di Quality assurance, dipende molto dal tipo di prodotti commercializzati, in che mercato, come è organizzata l’azienda, quale è la sua mentalità e approccio alle Ich/Gmp/Eudralex/Iso.

I corsi di formazione danno una visione generale e la conoscenza delle Ich/Gmp/Eudralex/Iso. Gli stage permettono imparare e mettere le mani in pasta per capire il ruolo e acquisire competenza.

Per iniziare a proporsi in questo ruolo, in genere è sufficiente la laurea scientifica unito all’interesse e l’attitudine alla tipologia di lavoro, la predisposizione al lavoro in team e la conoscenza del sistema office.

Nel curriculum conviene mettere in evidenza le proprie capacità di problem solving, pensiero analitico e critico e capacità di gestione del tempo e di più progetti in parallelo.

Ma soprattutto, conviene fare proprio per intraprendere questa specifica professione  la voglia di lavorare in un ambiente preciso e standardizzato dove niente va lasciato al caso.

Crediti immagine: Depositphotos

(articolo redatto da Lorenza Moscarella, orientatore & career coach, consulente Affari Regolatori)

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