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Nuovi orizzonti per una corsa allo Spazio più sostenibile

spazio sostenibile
Immagine da Depositphotos

La corsa allo Spazio diventa più sostenibile grazie all’impegno finanziario dell’Agenzia Spaziale Italiana e il supporto dato ai progetti nazionali dall’Europa.

Il 2023 potrebbe essere l’anno della svolta per la space economy italiana. Secondo quanto è emerso in occasione della conferenza ministeriale di programmazione triennale (Cm22) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), tenutasi a Parigi lo scorso novembre, per l’Italia si è stimato un impegno di budget di circa 3 miliardi di euro, nei prossimi cinque anni, con un incremento superiore al 20% rispetto al budget Esa.

Per la prima volta, il budget nazionale supererà quello europeo. All’Italia spetterà quindi più del 18% del contributo globale stanziato per i 22 Stati membri appartenenti all’Esa, posizionandola al terzo posto fra le economie europee impegnate nelle attività spaziali, subito dopo la Germania e a un passo dalla Francia.

Lo Spazio influenza sempre di più la vita degli esseri viventi e le tecnologie; le innovazioni spaziali sono fondamentali per attività a elevato impatto nel nostro quotidiano, come le telecomunicazioni, l’agricoltura, i servizi di osservazione della Terra e quelli di geolocalizzazione.

I dati generati dalle tecnologie spaziali sono in grado di anticipare e soddisfare i nostri bisogni, con effetti positivi sugli aspetti socio-economici, ambientali e climatici.

Sono sempre di più le attività economiche e commerciali legate allo spazio: dal lancio di satelliti, all’analisi, alla commercializzazione e alla conversione in servizi, dei dati che arrivano dallo spazio.

Investimenti pubblici per lo Spazio

Le attività spaziali e i servizi associati trovano infatti applicazione immediata e favoriscono, in maniera trasversale, anche gli investimenti pubblici, come il Pnrr.

Sono infatti circa 900 milioni di euro del Piano che vengono gestiti direttamente dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), per attivare un portafoglio di interventi a supporto dello sviluppo del settore della space economy.

A queste risorse si aggiungono poi i 90 milioni del fondo Italia Space Venture di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), che potranno essere utilizzati per la formazione e le attività di ricerca specifiche della New Space Economy.

Lo spazio sta evolvendo rapidamente da settore di nicchia, destinato prevalentemente a istituzioni pubbliche, a settore altamente trasversale che può offrire notevoli opportunità per aziende, istituzioni e cittadini.

Richiede però, sia un cambio di marcia nella realizzazione delle attività di ricerca e sviluppo, sia di trovare modalità di sfruttamento dello spazio che permettano di migliorare le condizioni di vita in modo sostenibile ed efficiente.

Competenze ed elevata qualità della ricerca scientifica applicata, candidano il settore spaziale a essere un potenziale volano per la ripresa e la crescita del Paese Italia, anche applicato al settore dei trasporti e della mobilità sostenibile.

Sviluppo di servizi e applicazioni tecnologicamente avanzate, per sostenere la crescita economica e la competitività italiana e partecipare attivamente all’attività spaziale europea.

Questo l’obiettivo del bando di finanziamento dell’Asi, in scadenza il 26 maggio e del valore di 3 milioni di euro, a disposizione di quelle imprese, enti di ricerca, sia pubblici sia privati e delle università in modalità singola o associata, che dovranno candidare delle idee della durata massima di 18 mesi.

Asi supporterà finanziariamente al massimo questo arco temporale, superato il quale, si auspica che i progetti possano proseguire in maniera economicamente sostenibile.

Progetti caratterizzati da aspetti innovativi che siano in grado di mostrare un possibile impiego a livello commerciale e avere un livello di prontezza tecnologica (Trl) minimo di 6, in grado di sostenere le attività di ricerca e sviluppo sulle quali si sta impegnando l’Agenzia spaziale.

Il contributo sarà erogato ai vincitori, tenendo conto del valore del Trl, infatti, l’importo massimo di 500mila euro sarà erogato per i progetti con Trl inferiore a 8 e di 1milione di euro, per le proposte con Trl maggiore o uguale a 8.

Le nuove sfide e l’aumento della concorrenza internazionale implicano che la politica spaziale, sia a livello nazionale sia a livello europeo, si evolva e si adatti costantemente: così si potrà trarre beneficio dei vantaggi offerti entrando dalla porta dello spazio.

La visione prospettica comune è quella che, sempre più il mondo pubblico e quello privato si muovano secondo una maggiore logica collaborativa: l’avventura spaziale sarà così win-win.

Gli investimenti privati e quelli governativi possono creare in maniera sinergica, nuove e più ambiziose prospettive e opportunità socio-economiche e ambientali, favorendo anche nuove attività imprenditoriali con uno sguardo attento alla sostenibilità.

Un premio europeo per la mobilità sostenibile

Dal 19 aprile e fino al 20 giugno sarà aperta una call di candidature per lo European Startup Prize for Mobility (Eusp), il programma di accelerazione, patrocinato dal Parlamento europeo – Commissione Trasporti, che sostiene le startup europee che sviluppano soluzioni innovative per la mobilità sostenibile.

I progetti proposti dovranno riguardare:

  • accessibility and inclusive mobility
  • electro-mobility
  • logistic and freight
  • smart City
  • urban experience and services
  • scale-up
  • blue mobility
  • future skies
  • rail mobility
  • space tech

I primi 4 classificati beneficeranno di un programma di mentoring per lo scale-up, con l’obiettivo di trovare spazio imprenditoriale in un nuovo Paese europeo a propria scelta, mentre i primi 10 beneficeranno di opportunità di finanziamento attraverso un demo day di fronte a diversi investitori europei e potranno accedere a un programma di scaling up della durata di 6 mesi.

Crediti immagine: Depositphotos

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