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Copernicus pubblica i dati climatici 2020: l’Antartide si sgretola e il Pianeta si riscalda

dati climatici europei
Immagine da Depositphotos

Squilla il campanello d’allarme per il clima. Dallo Spazio, grazie ai dati climatici del servizio europeo Copernicus, arrivano importanti informazioni sul pericoloso stress climatico che stiamo vivendo e vedendo quotidianamente.

Il clima sta cambiando e il Pianeta si sta surriscaldando, allagando varie aree geografiche, ma anche, allo stesso tempo, screpolandone altre, per via della siccità. Insomma, è allarme ambiente.

Già i dati pubblicati dal Copernicus Climate Change Service nel 2021 lo avevano mostrato, ma la mappa delle temperature da record registrate nel 2022 non sono da meno, purtroppo.

I Global Climate Highlights, rilevano infatti che il 2022 è stato un anno di livelli estremi, con un aumento delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera: il quinto anno più caldo, considerando che gli anni più recenti, gli ultimi otto in particolare, sono stati, a livello globale, i più caldi mai registrati.

La temperatura media annuale è oscillata tra +0,3°C e +0,4°C, confrontandola con il periodo 1991 -2020, che corrisponde a circa +1,4°C rispetto al periodo 1850-1900.

In Europa, poi, come ci mostrano i dati condivisi durante la conferenza stampa di presentazione dello Stato europeo del Clima 2022, è stato registrato il secondo anno più caldo – il primo è stato quello del 2020, solo poco più caldo rispetto agli anni 2014, 2015 e 2019.

Dati climatici 2022: l’Europa è troppo calda

Poche le precipitazioni piovose alle quali si sono aggiunte elevate temperature, la cui combinazione ha gradualmente facilitato delle rilevanti condizioni di siccità.

Nei mesi estivi, tra giugno e agosto scorsi, si sono manifestati diffusi incendi boschivi in tutto il vecchio continente, in particolare in Francia, Spagna, Germania e Slovenia. Lo confermano i dati meteo dell’osservatorio Copernicus: l’impatto sugli esseri viventi, sull’agricoltura e sulla biodiversità potrebbe quindi essere devastante.

L’organizzazione metereologica mondiale ha rilevato che l’Europa è il continente che si sta riscaldando più velocemente di tutti gli altri e le ripercussioni, in particolare in tema di agricoltura, energia e acqua, si avranno durante tutto il 2023: l’umidità del suolo europeo è il 4% sotto la media, l’8% in alcune aree, come quelle spagnole.

Secondo l’Agenzia Spaziale Europea, “la situazione attuale potrebbe diventare critica nei prossimi mesi se le temperature e la mancanza di precipitazioni persisteranno nella primavera del 2023“.

Anche per il 2022, come per il 2021, in cui Copernicus aveva messo le sue basi-dati sulla città di Siracusa, questa volta invece, guarda alla città di Londra. Infatti, nell’estate 2021 Siracusa, aveva quasi raggiunto nel mese di agosto i 50°C (48,8°C, per la precisone); nel luglio 2022, la città del Big Ben, invece, ha raggiunto i 40°C.

La  preoccupante siccità

Nel 2022, oltre il 60% dei fiumi ha raggiunto un record negativo: quello di essere sotto i livelli di guardia. All’altro estremo, le Alpi, per la parte italiana, in particolare, hanno sofferto di una carenza di neve che si aggira intorno al 60%, raggiungendo anche la quota del 75%.

Carlo Buontempo, direttore di Copernicus, afferma che “è stato un altro anno da record per gli incendi, le temperature, l’assenza di precipitazioni e la concentrazione di CO2. Da queste condizioni dipendono la nostra possibilità di prosperare come società e la nostra stessa vita.

Il rapporto evidenzia i preoccupanti cambiamenti del nostro clima, tra cui l’estate più calda mai registrata in Europa, segnata da ondate di calore marino senza precedenti nel Mar Mediterraneo e da temperature da record in Groenlandia.

Comprendere le dinamiche climatiche in Europa è fondamentale per i nostri sforzi di adattamento e mitigazione degli impatti negativi dei cambiamenti climatici sul continente“.

Adattamento alla condizione climatica

Nonostante l’allarmante condizione in cui vive il Pianeta, secondo i dati di Copernicus, è stato però rilevato un dato positivo, nel 2022: la quantità di radiazione solare ricevuta dal continente europeo è stata la più elevata degli ultimi 40 anni, con un segnale di trend di crescita.

La velocità del vento ha mantenuto la media degli ultimi 30 anni e più precisamente sotto la media nell’Europa occidentale, centrale e nordorientale e sopra la media soltanto in quella orientale e sudorientale.

Un aiuto per riuscire a convivere con tale situazione climatico-ambientale, può arrivare dalle energie rinnovabili. Samantha Burgess, vicedirettore del Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service- C3S), afferma che “la riduzione delle emissioni di gas serra è un imperativo per mitigare le peggiori conseguenze del cambiamento climatico. Comprendere e rispondere ai cambiamenti e alla variabilità delle risorse energetiche rinnovabili, come l’eolica e la solare, è fondamentale per sostenere la transizione energetica verso il NetZero. Dati accurati e tempestivi migliorano la redditività di questa transizione energetica“.

È necessario quindi analizzare il rapporto tra clima e richiesta energetica, quindi le condizioni per produrre energia. Nel 2022, la domanda di elettricità è stata inferiore alla media nella maggior parte dei territori europei, dato che le temperature sono state più elevate della media nei mesi autunnali e invernali, riducendo pertanto la necessità dell’uso di fonti di riscaldamento.

Detto ciò, però, la domanda è stata superiore alla media nell’Europa meridionale a causa del caldo estremo durante la scorsa estate, che ha portato a una maggiore richiesta di sistemi di aria condizionata.

Una situazione, quella climatica, che si sta cronicizzando, pertanto, come afferma Mauro Facchini, capo dell’Osservazione della Terra presso la Direzione generale per l’Industria della Difesa e lo Spazio della Commissione europea, “solo i dati possono guidare i decisori politici nel percorso tracciato dagli obiettivi legati al clima, come il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

Gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti: per questo, è necessario studiare delle strategie di adattamento e, allo stesso tempo, continuare a compiere azioni di mitigazione, riducendo le emissioni di gas serra. Le informazioni fornite da Copernicus hanno l’obiettivo di guidare simili decisioni“.

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