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Il futuro di Milano passa per l’ex scalo Farini con Ferrovie dello Stato

Scalo Farini Milano
L'evento di Ferrovie dello Stato allo Scalo Farini di Milano

Con oltre 360mila metri quadri lordi di superficie, l’ex scalo Farini si prepara a essere il nuovo cuore pulsante e sostenibile di Milano con Ferrovie dello Stato: aperta la procedura di vendita per chiunque vorrà investire.

Il nuovo Campus dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, residenze universitarie e housing sociale, scuole e servizi residenziali e commerciali. E poi un villaggio olimpico in vista di Milano-Cortina 2026.

Ma soprattutto spazi verdi all’aria aperta. Sette scali ferroviari dismessi, compreso il Farini, si preparano a una nuova vita grazie al progetto di Sistemi Urbani del Gruppo Ferrovie dello Stato, in collaborazione con il Comune di Milano e Regione Lombardia.

Sono proprio le più alte cariche politiche dei due enti lombardi ad aprire le danze nell’evento che si è tenuto la mattina di giovedì 27 aprile al magazzino dell’ex scalo Farini.

Il sindaco milanese Beppe Sala ha parlato di “rendere di nuovo vera l’idea della città in quindici minuti” spiegando che un quarto d’ora è il lasso di tempo in cui “il cittadino, vivendo in quel quartiere, può trovare tutto ciò che gli serve“.

Il governatore lombardo Attilio Fontana, ricordando i casi di Porta Nuova e Milano City, ha parlato di “interventi che cambieranno il volto di questa città“.

Scalo Farini Milano
Gli assessori di Milano Alessia Cappello e Giancarlo Tancredi e l’assessora lombarda Claudia Maria Terzi

I progetti per gli scali di Milano

L’amministratore delegato di Sistemi Urbani Ferrovie dello Stato, Umberto Lebruto, ha spiegato il planning per il futuro: “Il piano industriale comprende i prossimi dieci anni per rilanciare i servizi di mobilità ferroviaria. La spesa sarà di circa 190 miliardi di euro: la maggior parte della somma verrà investita nel polo delle infrastrutture“.

Uno sguardo anche alla logistica, per rispettare le direttive europee sul trasporto merci e al nuovo polo urbano che “intende diventare il volto delle città per il Gruppo Ferrovie dello Stato, rigenerando le aree non funzionali“.

Marianna Beltrami, responsabile Area Lombardia e Progetto Milano, ha invece spiegato gli obiettivi per ciascuno dei sette scali: Greco Breda e Rogoredo sono stati venduti a Redo nel 2020 e i lavori si avvieranno quest’anno.

Stesso discorso per Porta Romana, con l’avvio della procedura per la costruzione del villaggio olimpico. Porta Genova è stata interessata a usi temporanei nel 2017 e nel 2021.

L’area di Lambrate risuilta in vendita con il gruppo Sant’Ilario. Per San Cristoforo è prevista dal 2022 la realizzazione di una fermata della M4 ed è stata avviata la procedura di dismissione. Stesso discorso per lo scalo Farini, su cui c’è il maggior progetto di investimento.

L’operazione Scali Milano – ha detto Beltrami – è fondata su due direttrici: la mobilità e il potenziamento del sistema ferroviario, l’avvio di una rigenerazione urbana per restituire gli scali alla città e renderli fruibili“.

Oltre un milione di metri quadi di superfici complessive, di cui solo il 20 percento previsto per le ferrovie e una quota verde del 65 percento sulla restante percentuale.

Parola alla politica

Alessia Cappello, assessora milanese allo Sviluppo economico, ha parlato di una “rigenerazione fondamentale, che dal Dopoguerra a oggi si piazza tra gli interventi più importanti mai realizzati nella nostra città“.

Il collega Giancarlo Tancredi, con delega alla Rigenerazione urbana, ha aperto una breve parentesi sulla questione casa e sulla collaborazione con le università: “Stiamo lavorando con il Politecnico di Milano e la Regione per sviluppare un’area all’interno di questi scali e la Bovisa dove nascerà un campus dell’ateneo. Inoltre, facendo i conti, saranno realizzati circa 3mila alloggi di housing sociale tra affitti, vendite e abitazioni accessibili. Lo scalo Farini, con l’housing sociale, si attesta già al 22 percento“.

L’assessora alle Infrastrutture di Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi, ha parlato di prospettive di crescita e di necessità di muoversi in maniera veloce e comoda: “La discussione di oggi ha la finalità di consegnare alla Lombardia e alla Milano del futuro una proposta di mobilità che risponda alle esigenze di trasporto in aumento, soprattutto quelle ferroviarie. Ci troviamo ad avere a che fare con un’utenza contratta dagli strascichi del Covid, con modi di vivere e lavorare diversi. L’obiettivo è arrivare a quel famoso milione di passeggeri, che in nessun’altra regione sarebbe possibile anche solo ipotizzare. Ma per farcela, dobbiamo dare servizi di livello anche sul piano metropolitano“.

Scalo Farini: il cuore pulsante di Milano

Giuseppe Savoia, direttore valorizzazione e sviluppo immobiliare, ha usato una metafora tessile: “Ci sentiamo come sarti che ricostruiscono il tessuto urbano“. Si è poi concentrato sugli scali Farini e San Cristoforo: “Sono compresi in un’unica operazione all’interno del quartiere Isola. L’obiettivo è connettere l’area alla fermata Cenisio, alla stazione Garibaldi e alle arterie stradali“.

Scalo Farini Milano
Piergiorgio Vitillo, del Politecnico di Milano, illustra l’area dello scalo Farini

Per farlo è stato stilato un masterplan, con linee guida di cui tenere conto: “Il contesto è in evoluzione e gli eventuali rischi sono mitigati. Si dovrà inoltre effettuare uno spostamento della linea Milano-Varese: due binari da affiancare a quelli già esistenti. In Farini, invece, si darà vita al Campus Arti di Brera, con gran parte dedicata a uno studentato e il resto alla didattica dell’accademia. Infine, i lavori per la metropolitana di San Cristoforo, con lavori che saranno ultimati nel 2024 e un collegamento alla stazione ferroviaria con passerella ciclopedonale“.

Piergiorgio Vitillo, del Politecnico di Milano, Entra nello specifico sui 52mila metri quadri di edilizia sociale allo scalo Farini: “Undicimila sono dedicate agli alloggi popolari. Il resto, che come si è detto corrisponde al 65 percento, sarà peri l verde“. Inoltre ha aggiunto: “Si formeranno sei chilometri di pista ciclabile che unirà la Bovisa a Garibaldi, mentre il parco intorno a Ceresio riconnetterà i tessuti urbani che stanno sugli scali. Sono previste anche le costruzioni di tre nuovi istituti scolastici, un asilo per l’infanzia e una scuola media“.

Tre sono i principi per la città di Milano che rinasce nei suoi sette scali: essere pubblica, accessibile e con spazi aperti. E lo scalo Farini, come ha ricordato Lebruto, è aperto alla vendita per chiunque vorrà investirci: “Ci sono tre soluzioni. La prima è chiavi in mano, con il pacco di investimenti già calcolato e la guida di Ferrovie dello Stato fino a che sarà il momento. La seconda e la terza prevedono tempi più lunghi e un coinvolgimento di varie parti: una join venture con l’acquisto di azioni da parte del veicolo societario che si costituirà, oppure un investimento collettivo“.

Le criticità da affrontare attorno al Farini, per chiunque voglia mettersi in gioco, sono poche ma da sottolineare: “Innanzitutto la linea Milano-Varese da spostare, con spesa a carico di Ferrovie dello Stato. Segue poi l’interramento di un passante ferroviario a venti metri sotto il Farini, che però si tramuta in opportunità per una fermata metropolitana. E ancora: il rispetto delle distanze tra binari quando si costruirà, con richiesta di deroga in caso l’intervento sia nei pressi di qualche galleria, infine la presenza del Cimitero comunale di cui tenere conto“.

Il vincolo più fastidioso, conclude Lebruto, “è quello ambientale. Ma siamo riusciti a fare un certificato di analisi di rischio generica, cioè svolto un’accurata valutazione dell’opera di bonifiche. Sarà calcolato al massimo del costo, ma è compito del futuro buon investitore restare sotto la data soglia, agendo al meglio per l’ambiente, la sostenibilità e la città di Milano“.

Tra gli interventi a margine, il vicepresidente di Italia Nostra, Giovanni Fossati, ha posto l’accento sul giardino di Villa Simonetta, appartenuta a Ferrante Gonzaga: “Un edificio storico il cui spazio verde è stato tagliato per due terzi dalla ferrovia. Si potrebbe inserire tra i progetti per riqualificarlo al cento percento, si tratta solo di 7mila metri quadri“.

Chiunque sia il compratore dello scalo Farini e comunque vadano le cose con gli altri sei luoghi, per Ferrovie dello Stato, Milano e Regione Lombardia è già una vittoria aver dato vita a questo progetto.

In vista delle Olimpiadi invernali e di un prossimo futuro per la comunità milanese e lombarda, che tornerà a respirare aria più pulita con un polmone verde nel cuore della città.

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