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Come si coltiva in Italia: alla scoperta dell’alga spirulina

alga spirulina
Immagine da Pixabay

Tra le coltivazioni italiane, l’alga spirulina viene considerata il Super food del futuro per il suo alto valore nutrizionale e proprietà antiossidanti.

Coltivare in Italia è diventato più difficile del previsto, considerando il periodo di siccità che perdura da diverso tempo sul territorio nazionale. Di recente sono stati stanziati dal Mit oltre 100 milioni per intervenire in cinque regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lazio.

Al di là di questo investimento, è necessario pensare anche al futuro e a come poter coltivare e produrre risorse nutritive senza dover essere in pieno stato di emergenza e rispettando l’ambiente. L’alga spirulina, in questo caso, può essere un alleato fondamentale.

Che cos’è l’alga spirulina

L’alga spirulina è una micro-alga di colore verde-azzurro definita dalla Fao cibo del futuro. È un forte energizzante, velocizza il metabolismo e stimola il sistema immunitario.

Contiene anche sali minerali (ferro, potassio, magnesio e altri), ha un alto apporto proteico e un ottimo profilo aminoacidico e un’elevata concentrazione di vitamine B, antiossidanti e acidi grassi essenziali.

L’alga spirulina è anche un integratore adatto a ogni tipo di dieta, in particolare vegana e vegetariana e a chi ha problemi di anemia e colesterolo.

Si può prendere un cucchiaino di filamenti o di polvere al mattino o a pranzo, da solo oppure inserendola in insalate, cereali, yogurt e altri alimenti. Per una dose ideale quotidiana, si può arrivare fino a sei pastiglie: la sera ha un particolare carattere energizzante.

L’alga spirulina è inoltre un prodotto di AlghePam: senza additivi, conservanti, glutine, lattosio e Ogm, viene coltivata lungo la costa del Parco Nazionale del Cilento, ad Acciaroli, con metodo biologico.

La startup Biospira ha invece prodotto la prima coltivazione di alga spirulina in Alto Casertano, con un impianto in collaborazione con M2M engineering nella campagna di Alvignano. Questa realtà la utilizza anche per prodotti per il corpo, come creme e maschera viso.

Come si coltiva l’alga spirulina

Daniela Chiapperini, co-founder di Apulia Kundi (Pmi innovativa pugliese), ha spiegato durante il BiotechCamp di Bari di Edizioni Green Planner come la sua realtà si occupa della ricerca in ambito di microalghe e produzione di spirulina con tanto di prodotti.

La produciamo in maniera naturale e biologica – ha detto – e la essicchiamo a base temperature. In collaborazione con Andriani, abbiamo realizzato un progetto di economia circolare. Dal pastificio recuperiamo l’acqua, la trattiamo più volte e produciamo la spirulina, che poi va sul mercato così com’è oppure come snack, o ancora come ingrediente per l’azienda per realizzare degli spaghetti a base di spirulina“.

Altra azienda che si occupa di produzione è Salera, azienda agricola familiare con sede a Castelvisconti, in provincia di Cremona. Qui, dal 2018, un impianto di cogenerazione da biogas dalla potenza installata di 625 kW coltiva l’alga spirulina biologica.

L’idea è nata nel 2011, quando si è reso necessario valorizzare gli scarti agricoli e di allevamento suini per la produzione di energia elettrica. L’impianto biogas ha acquisito valore con l’ottimizzazione del riutilizzo dell’energia termica prodotta dal cogeneratore.

La coltivazione avviene in vasche in ambiente controllato all’interno di serre. L’escursione termica tra giorno e notte, nelle stagioni più fredde, complica il mantenimento di temperature costanti di 60°C. Il riscalamento a pavimento è costituito da circa 2 chilometri di tubazioni e consente la canalizzazione dell’acqua nelle serre.

Impatto zero, energia green e coltivazione circolare. L’alga spirulina è il cibo del futuro non solo per le sue proprietà nutritive e la possibilità di evitare i problemi legati ai cambiamenti climatici. Anche la sua produzione offre una boccata d’ossigeno all’ambiente e contribuisce alla sostenibilità.

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