Home Eco Lifestyle Bolzano, ecco il ristorante che produce deliziosi ortaggi in idroponico

Bolzano, ecco il ristorante che produce deliziosi ortaggi in idroponico

Si deve allo chef Filippo Sinisgalli, del ristorante Zur Kaiserkron, la dedizione a coltivare in cucina le erbette che poi serve a “cm zero”. Il metodo è quello idroponico in serra verticale. Tanti i vantaggi. che ci racconta lo stesso chef.

Possiamo definirla una produzione di ortaggi a centimetro zero quella del ristorante Zur Kaiserkron di Bolzano dove lo chef Filippo Sinisgalli ha voluto introdurre una vertical farm idroponica.

In pratica i germogli e le insalatine crescono in cucina cullate da una luce delicata e senza aver bisogno di litri e litri di acqua (come la classica coltivazione necessita). C’è tanto futuro in questa scelta consapevole che ha alla base tecnologia e sapere.

È lo stesso chef a raccontarci il percorso seguito in questa videointervista.

Dedizione, specialmente in fatto di pulizia, calibrazione dell’acqua e controllo quotidiano ecco il segreto svelato. La scelta tecnologica è ricaduta su Tomato+, startup di Brescia specializzata nella realizzazione di serre da interni.

Il sistema installato in Zur Kaiserkron, ristorante che che vanta anche la nomination nella Guida Michelin, utilizza cialde biodegradabili contenenti un substrato naturale sui cui poggiano i semi esenti da additivi chimici, antiparassitari o pesticidi.

A far crescere le piantine ci pensa un software evoluto, che crea le condizioni ideali di umidità, temperatura e luce, a seconda del tipo di coltivazione. Dopo aver esaurito il ciclo di crescita e raccolta, le cialde possono essere gettate nell’umido assieme alle radici per tornare a essere fertilizzante naturale o combustibile ecologico.

Fuori suolo, aria controllata: sono gli elementi di successo dell’idroponico. Cui chef Sinisgalli aggiunge un altro aspetto quello dello zero sprechi: “per le preparazioni si utilizza solo la quantità necessaria di prodotto, lasciando il resto a dimora, così da avere sempre un ingrediente, appena colto, fresco e di qualità eccellente. Si ha a disposizione quindi una varietà di proposte che non è più necessariamente legata alla disponibilità sul mercato, diventando sostenibile anche sul fronte economico“.

In più è possibile produrre anche ortaggi che non sono proprio autoctoni e che avrebbero magari problemi ad adattarsi a climi e terreni. Il futuro in tavola passa anche da qui. Sperimentazione compresa, la stessa che lo chef dello Zur Kaiserkron ha intenzione di continuare a fare ampliando a breve l’orto verticale.

Condividi: