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Oltre 200milioni di euro per lo sviluppo della bioeconomia

bandi europei
Immagine da Depositphotos

È il bando Circular Bio-based a rilanciare con forza la ricerca sulla bioeconomia e l’economia circolare. Scade il 20 settembre 2023. Ecco come partecipare.

Nulla si spreca tutto si trasforma: è l’economia circolare, un nuovo modello economico sempre più diffuso e sulla quale l’Europa punta e continua a investire. Sono infatti oltre 200 i milioni di euro utili per finanziare i progetti che sapranno promuovere la bioeconomia circolare.

Si è aperto il bando Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (Cbe Ju) con scadenza 20 settembre 2023, attuato attraverso il supporto finanziario del programma Horizon Europe, per progetti di ricerca e innovazione che prevedono un partenariato sinergico pubblico-privato.

Promuovere una bioeconomia competitiva per un’Europa sostenibile: questo l’obiettivo che i candidati, agricoltori, proprietari di marchi, aziende, organizzazioni di ricerca e amministrazioni locali, dovranno soddisfare con le loro proposte di progetto.

Questi ultimi dovranno riguardare, nello specifico, soluzioni bio-based innovative e sostenibili in 18 topic tra cui (sostanzialmente i maggiori settori industriali dal legno alle bioplastiche) con attenzione anche alle proposte che arrivano a sostegno alla capacità delle Regioni nella valutazione della sostenibilità ambientale per i settori a base biologica.

Il punto sulla bioeconomia in Ue e in Italia

L’economia circolare sta confermando i suoi benefici sia a livello ambientale, sia socio-economico, uno stimolo per la ricerca e l’innovazione e la creazione di nuove professioni e nuovi posti di lavoro.

Un sistema economico che si sta diffondendo grazie alla tecnologia che permette una migliore gestione, controllo e monitoraggio del sistema di produzione, ma anche grazie al supporto delle politiche nazionali ed europee che spingono verso stili di vita sempre più green.

L’Italia è leader in Europa per tasso di riciclo: risultato condiviso con la Francia. Lo dicono i dati del Rapporto nazionale sull’Economia circolare 2022 di Assoambiente, realizzato dal Circular Economy Network (Cen), la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e costituita da aziende e associazioni di impresa.

La percentuale del riciclo di rifiuti in Italia è la più alta d’Europa, circa il 70%, sopra la media europea che si aggira intorno al 48%. Il rapporto conferma che l’Italia è nella direzione giusta in fatto di economia circolare: ma gli obiettivi da raggiungere a livello europeo sono molto sfidanti e dal rapporto emergono alcuni ambiti di azione su cui occorre lavorare in modo più efficiente e con una visione di lungo periodo.

Per esempio, il consumo del suolo potrebbe essere ottimizzato: l’Italia presenta una percentuale pari a poco più del 7%, più elevata rispetto alla media europea che si attesta a poco più del 4%.

L’Italia deve quindi investire maggiormente nel settore dell’eco-innovazione così che anche il numero dei brevetti italiani può crescere ulteriormente. Passi importanti, quindi, quelli che il Bel Paese deve intraprendere per mantenere il primato e dare il suo contributo in uno sviluppo sostenibile a tutela del Pianeta.

Crediti immagine: Depositphotos

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