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A salvaguardia delle api nasce l’Approved by Conapi Bees

logo conapi

Presentato a ridosso della Giornata dedicata alle api un nuovo logo. Lo potrà ottenere chi dimostra di intraprendere strategie per la salvaguardia di questi nobili insetti.

C’è chi lo potrebbe considerare solo un bollino in più, ma quello ideato da Conapi crediamo sia un simbolo interessante e per lo più con dietro un percorso di certificazione accreditato. Stiamo parlando del logo Approved by Conapi Bees.

Chi lo otterrà dimostrerà che fa di tutto per salvaguardare le api. La label si ottiene dopo un accreditamento autovalutativo sulla base di un protocollo che verrà poi controllato e certificato dall’ente Ccpb, consorzio per il controllo dei prodotti biologici.

Un logo che potrà essere esposto su tutta la comunicazione di aziende, enti, associazioni che credono nell’importanza della vita delle api. A idearlo è stata proprio Conapi che ha nelle api dei propri 600 apicoltori – ovvero 10mila alveari – il proprio fulcro.

Il percorso per ottenere l’Approved by Conapi Bees

Noi siamo le api“, esordisce Nicoletta Maffini, direttore generale di Conapi, facendo riferimento al lavoro capillare dei 5miliardi di api tutelate nelle arnie dei soci di Conapi. Ed è la stessa Maffini a spiegare costi – dai 5 ai 10mila euro – e i tempi di rinnovo – ogni anno – della certificazione.

I presupposti tecnico scientifici del marchio Approved by Conapi Bees ci sono tutti: il protocollo è redatto secondo il quadro di norme di riferimento riconosciute a livello nazionale ovvero il regolamento Ce n.848/18 e successive modifiche; l’Ifoam Basic Standard; il Decreto del 22-01-2014 in applicazione della direttiva 2009/128/Ce – Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; la Legge del 24 dicembre 2004, n.313 – Disciplina dell’apicoltura; Decreto del Presidente della Repubblica del 12 marzo 2003, e la n.120 – Regolamento recante modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica dell’8 settembre 1997, oltre alla n.357, concernente l’attuazione della direttiva 92/43/Cee relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche.

Quindi, chi esporrà il logo dimostrerà di aver intrapreso un percorso sano e rispettoso per la vita delle api.

Azioni di salvaguardia delle api

Si possono per esempio adottare degli alveari; piantare nelle aiuole nettarifere autoctone e piante officinali, oppure Bee-hotel. O ancora prevedere servizi di monitoraggio della salute dell’area circostante all’organizzazione tramite l’analisi degli alveari installati.

Le api, infatti, essendo estremamente sensibili a diversi inquinanti ambientali, sono degli ottimi bioindicatori dei danni all’ecosistema e, pertanto, costituiscono un mezzo utilissimo al fine di individuare la presenza di eventuali agrofarmaci, insetticidi, metalli pesanti e così via.

Alla presentazione del logo avvenuta a Milano erano presenti anche il Gruppo Granarolo e Italia Zuccheri che hanno già detto sì al progetto.

Il primo, come ci racconta Myriam Finoccharo, Esg manager di Granarolo, ha portato a scoprire che alcuni allevatori sono già anche apicoltori. Italia Zuccheri, per voce del direttore generale Alessandro Benincà, testimonia come questo logo sia in sintonia con i progetti di salvaguardia della biodiversità intrapresi da tempo dalle 4.500 aziende agricole associate.

Ma come precisa la Maffini non sarà un logo solo in ambito alimentare: “potranno prenderlo in considerazioni anche altri settori merceologici. Per esempio le imprese che hanno a che fare con il cotone o altri tessuti naturali“.

Associazioni ambientaliste, circoli ecologici e Comuni attenti alla biodiversità non si tirino indietro. Sarebbe bello vedere all’entrata di un Comune il cartello con il logo Comune Approved by Conapi Bees.

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