Home Energy and Mobility Mobilità elettrica: l’importanza di investire nelle colonnine di ricarica

Mobilità elettrica: l’importanza di investire nelle colonnine di ricarica

infrastrutture ricarica elettrica
Immagine da Depositphotos

Non può esistere mobilità elettrica senza punti di ricarica che possano far correre in strada i mezzi: è quindi fondamentale investire nelle colonnine.

All’inizio del 2023 in Italia hanno circolato circa 170mila auto elettriche e altrettante plug-in, per un totale di circa 350mila veicoli che necessitano di colonnine di ricarica.

Al 31 dicembre, in Italia, erano presenti 36.772 punti ricarica a uso pubblico per veicoli elettrici: la maggior parte (quasi il 60%) nel nord Italia. Bisogna dare un’accelerata a questo tipo di investimenti.

Lo si evince anche dai dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia: nel 2030, secondo lo studio, la domanda globale di elettricità per veicoli elettrici raggiungerà circa il 4% della domanda totale di energia elettrica, pari a quasi due volte il consumo complessivo del Brasile.

A livello globale, nel primo trimestre del 2022 sono state vendute due milioni di nuove auto elettriche: rispetto allo stesso periodo del 2021 è una crescita del 75%.

Ecco perché l’uso sempre più diffuso di veicoli elettrici richiede una corretta pianificazione delle infrastrutture di ricarica, come le colonnine.

Gli investimenti sulle colonnine in Italia

La società benefit Sagelio ha al suo attivo 100 colonnine tra hotel, masserie, relais, agriturismi, B&B e lidi balneari. Con 15 partnerhip strategiche e 2.500 sessioni di ricarica nel 2022, ha bloccato l’immissione nell’ambiente di ben 33 tonnellate di CO2.

Offre tre dipi differenti di punti di ricarica: una doppia stazione per ricaricare fino a 4 veicoli in contemporanea, una con modulazione dei carichi collegata al fotovoltaico, un’ultima acquistabile in forma privata.

Sulla A35 è invece attivo il servizio di ricarica elettrica fornito da Brebemi-Aleatica. Sono infatti presenti due nuove stazioni di ricarica ultra veloce Ewiva, con otto punti di ricarica da 300 kilowatt ciascuno.

Quattro colonnine sono presenti nella stazione Adda Nord, le altre quattro ad Adda Sud nei pressi di Caravaggio. Sulle tratte autostradali italiane Ewiva ha così realizzato a oggi dieci punti ricarica, che si aggiungono agli oltre 20 di Enel X Way.

Lo studio a Barcellona

Si avanza anche nel campo scientifico grazie a un team di ricercatori Enea, che insieme all’Università di Cassino ha calcolato l’invecchiamento dei sistemi di accumulo a batteria agli ioni di litio nelle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici.

È stato inoltre misurato il conseguente impatto sui costi di realizzazione e gestione di una colonnina stradale dotata di impianto fotovoltaico.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista open access Energies e si basano sui dati raccolti per un anno in undici stazioni pubbliche di colonnine installate nell’area metropolitana di Barcellona, nell’ambito del progetto europeo di mobilità User-Chi.

Si è così scoperto che se la batteria dura 2.500 cicli completi, considerando la profondità di scarica del modello di invecchiamento il sistema di accumulo arriva al 60% della sua capacità iniziale dopo 14 anni.

Se invece si tiene conto del costo del degrado del sistema di accumulo proporzionale all’energia scambiata, la batteria non raggiunge la condizione di fine vita per l’intero orizzonte di investimento di 15 anni.

Nel primo caso, è necessario quindi acquistare un secondo pacco di batterie, annullando così il profitto ottenibile dal maggiore utilizzo dell’energia rinnovabile.

Investimenti e ricerche per le colonnine di ricarica sono fondamentali per la mobilità sostenibile. Rappresentano infatti gli strumenti necessari per progredire e aumentare il flusso di mezzi non inquinanti su strada.

Crediti immagine: Depositphotos

Condividi: