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Giornata dell’ambiente: occhi puntati sulla plastica e sull’effetto biofouling

giornata della terra
Immagine da Depositphotos

Dati allarmanti: le previsioni parlano di una possibile triplicazione della produzione di plastica entro il 2060. Per cui urge una regolamentazione stringente. Ci sta pensando la Ue mentre Earthday.org è pronta a pubblicare un database con le cause-effetto di questo inquinamento. E Slowfish studia l’effetto biofouling…

Nella Giornata dell’ambiente (5 giugno 2023)  bisogna tornare con forza a parlare di come mettere al bando l’inquinamento da plastica che è ormai ovunque: – suolo, aria, acqua e pure nel nostro sangue (le microplastiche sono state tracciate anche nelle nostre vene).

Perché malgrado il tanto informare sugli effetti collaterali di questo genere di inquinamento, le previsioni parlano di una possibile triplicazione della produzione di plastica entro il 2060.

Per questo l’Ue sta cercando di ottenere disposizioni giuridicamente vincolanti – da emanare entro la fine del 2024 – sulla produzione primaria di plastica, per garantire una produzione e un consumo sostenibili.

L’intenzione, almeno sulla carta, è quella di adottare misure destinate a eliminare e limitare i prodotti di plastica il cui utilizzo può essere evitato o sostituito, che generano rifiuti o che costituiscono un rischio significativo per la salute umana e per l’ambiente.

Allo stesso tempo, i prodotti di plastica che devono restare nell’economia dovrebbero essere concepiti in modo più sostenibile, soprattutto aumentando l’utilizzo della plastica riciclata.

Le direttive Ue nascono sotto l’egida dell’High Ambition Coalition to End Plastic Pollution, una coalizione che si è impegnata nei negoziati ad alto livello per eliminare l’inquinamento da plastica entro il 2040.

Intanto, da oltre oceano giunge la notizia che Earthday.org, che diede vita nel 1970 alla Giornata della Terra, ha lanciato quella che dovrebbe essere la più completa ricerca sulla salute sottoposta allo stress della plastica. Un database che conterrà le ricerche più aggiornate sulle sinistre implicazioni della plastica sulla salute umana.

Per visualizzare il modulo di ricerca sulla salute della plastica e per saperne di più sulla campagna End Plastic Pollution di Earthday.org, vi invitiamo a visitare il sito predisposto.

Plastica: l’effetto biofouling

La plastica è ovunque: strade di città, campi, acque dolci e salate. A Slow Fish – l’evento appena conclusosi a Genova – sono stati presentati i risultati del progetto Splash & Co, il progetto coordinato dall’Università di Genova (Dipartimenti Disatv e Dicca), con l’European Research Institute e l’Università di Tolone, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 dell’Unione europea.

Occhi puntati sul biofouling (cioè l’accumulo di microrganismi viventi sui materiali umidi) sulla galleggiabilità dei rifiuti plastici nei porti.

Il biofouling aumenta la densità dei frammenti di plastica e ostacola la galleggiabilità dei materiali di forma e consistenza compatte, mentre le prime fasi di crescita del biofouling favoriscono la galleggiabilità per i materiali di forma cava.

Forme e dimensioni dei materiali su cui si sviluppa la pellicola biologica, insomma, possono modificare il comportamento dei rifiuti, ma “nulla galleggia per sempre” allerta Franco Borgogno, ricercatore dell’European Research Institute.

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