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La glebanite promette di essere la seconda vita del vetroresina

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Immagine di Luisa Prina Cerai

La glebanite è un materiale che prende vita dalla vetroresina e promette di essere versatile e circolare. Interessanti le potenzialità nel settore nautico, ma non solo. A brevettare questa nuova meteria è stata la italiana Rivierasca.

La glebanite è un materiale brevettato di seconda generazione che si ottiene da manufatti in vetroresina che sono arrivati a fine vita.

Da oltre cinquant’anni anni la produzione di vetroresina, materiale composito con fibre di vetro e matrici plastiche, ha generato milioni di tonnellate di rifiuti, a oggi considerati rifiuti speciali.

Il settore nautico, che la utilizza di più, si trova ad avere vecchie imbarcazioni abbandonate e stampi in disuso nei cantieri, senza una soluzione sostenibile ed efficiente per il loro smaltimento.

L’idea della glebanite arriva dall’italiana Rivierasca, che produce laminati piani con diversi spessori e con differente contenuto di riciclato. Dal 2001 cerca nuove soluzioni sostenibili per riusare i propri scarti di produzione e ha coinvolto nel progetto di ricerca il Politecnico di Milano, dipartimento di Design, i laboratori di SmartLab di Lecco e il partner privato Gs4C.

Il processo brevettato

Gli anni di sperimentazione hanno dato vita alla glebanite e allo sviluppo di sette tecnologie diverse, di cui una coperta da brevetto, che permettono il riciclo della vetroresina e si differenziano per il contenuto di riciclato processabile e il volume prodotto.

Questo nuovo materiale è in sostanza una vetroresina ottenuta da processi di riciclo di altra vetroresina recuperata a fine vita, mescolata a fibre di vetro e a resine poliesteri insature, sottoposta a una tecnologia brevettata di estrusione a freddo o a processi tradizionali di colatura, laminazione e fresatura.

glebanite
Immagine di Luisa Prina Cerai

La glebanite è riciclabile a sua volta sia per gli scarti post-industriali che per gli scarti post consumer. Il bello di questo materiale innovativo è anche la sua poliedricità a livello estetico, che ne consente l’applicazione in ambiti progettuali e funzionali diversi: può infatti assomigliare al marmo, alla pietra, al legno o possedere l’aspetto di un materiale inedito.

La glebanite potrebbe rappresentare la soluzione circolare che mancava per gli scarti di vetroresina dei cantieri navali che sono, secondo la direttiva Ce98/2008, responsabili del fine vita dei propri prodotti.

Con il progetto Glemould è iniziata la sfida per sostituire in modo circolare gli stampi attuali in Mdf.

Alcuni dati di laboratorio

Per gli addetti ai lavori va detto che l’analisi dei consumi effettuata ha evidenziato che la glebanite ha un valore di impatto energetico minore dei pannelli di fibra a media densità (Mdf Medium Density Fibreborad): la glebanite, riciclata e riutilizzabile 40 volte, consuma meno energia rispetto a uno stampo in Mdf riusato 8 volte.

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Luisa Prina CeraiLuisa Prina Cerai: piemontese trapiantata a Milano, storica dell'arte, lavora come freelance nella comunicazione tra uffici stampa e digital. Si occupa di circular storytelling come consulente e nel suo progetto instagram @Pensierocircolare | Linkedin
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