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Agricoltura e cambiamenti climatici: come rimettersi in gioco

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Immagine da Depositphotos

Davanti ai cambiamenti climatici, chi si occupa di agricoltura non può che organizzarsi e limitare i danni, oppure tentare nuovi approcci.

I cambiamenti climatici sono una diretta conseguenza delle azioni dell’umanità negli ultimi duecento anni di rivoluzione industriale. Due secoli dopo, l’agricoltura è tra i settori che pagano il costo maggiore.

Interrogarsi su come approcciarsi al nuovo mondo che avanza, fatto di diverse temperature e altri sconvolgimenti che di sicuro ci aspettano se non invertiamo certe rotte, è cosa buona e giusta.

Gli esperti del settore dovranno studiare a fondo in questi anni e capire come aggirare il grosso problema. Oppure come azionare la leva dell’inventiva e trovare nuove soluzioni.

Agricoltura e clima: l’analisi di Pgim Investments

Shehriyar Antia, head of thematic research di Pgim Investments, ha prodotto un’accurata analisi dei tempi recenti, partendo dai tre fattori decisivi che influenzeranno la domanda alimentare globale.

I tasselli sono: il passaggio dalla crescita di popolazione a quella del reddito, l’alterazione delle catene di approvvigionamento alimentare e della produzione agricola, le preferenze alimentari dei consumatori che diventano più pratiche, sane e sicure.

I tassi di crescita elevati dei produttori di carni di origine vegetale si sono stabilizzati o hanno già raggiunto il picco. La domanda di carne alternativa è in calo, mentre la domanda globale di quella di origine animale è destinata a crescere del 14% percento entro il 2030.

Quasi universalmente, man mano che cresce il loro reddito, i consumatori vogliono più carne nella loro dieta. Inoltre, richiedono più cibi freschi, opzioni di spesa online e consegne di alimenti.

E in tutto questo, data la richiesta di cibi sani e sicuri, sul mercato si fanno strada aziende e startup che presentano prodotti corrispondenti a queste caratteristiche.

Un’analisi utilissima per tutte quelle realtà che vogliono interfacciarsi in maniera alternativa al settore agroalimentare e navigare a vista durante quest’epoca di cambiamenti climatici.

I prodotti e le innovazioni

Colombia Bianca, che produce vini biologici, ha 6.200 ettari di vigneti e ha messo a punto dall’anno scorso un Osservatorio sull’uva, aperti a istituzioni e cantine della Sicilia.

L’obiettivo è quello di monitorare i trend climatici e condividere il know-how del settore coinvolgendo professionisti sul tema a livello nazionale.

E sempre dal sud arriva il progetto Simple, promosso da Regione Puglia, che vuole introdurre elementi di novità e innovazione in tecniche e strutture agricole, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di sostenibilità ambientale proposte dall’Europa.

In particolare, promuove l’uso efficiente delle risorse per coltivare tutto l’anno, incrementando i controlli sul ciclo di vita del prodotto e ottimizzando la raccolta con riduzione dei tempi e incremento di qualità e quantità.

Promuove anche la riduzione delle emissioni con un sistema di produzione ecologico e fornisce aperture per il progresso tecnologico e la ricerca nel campo dell’agricoltura.

Il progetto Simple si articola in quattro punti focali: coordinamento, monitoraggio, realizzazione del progetto e divulgazione. Il tutto si abbina a conoscenze e innovazioni metodologiche.

Gli strumenti, le idee e i progetti per rilanciare l’agricoltura nonostante i colpi del clima ci sono. L’Italia risponde bene, ma può e deve fare molto più di così.

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