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Missione acqua pulita: la tecnologia di Iride Acque

Iride Acque

Le nuove tecnologie sul riutilizzo dell’acqua non sono un sogno, ma solide realtà: Monica Casadei, Ceo di Iride Acque, ne parla gli studenti di Biotecnologie in Bicocca durante il Summer Camp di GreenPlanner – Green Company cercano Green Jobber – nel quale emerge con forza la figura del water manager.

L’acqua pulita è la nostra missione“. Una scritta che troneggia nella slide iniziale della presentazione di Monica Casadei, ceo di Iride Acque, al Summer Camp Green Company cercano Green Jobber organizzato da GreenPlanner.

Iride Acque

Un concetto che racchiude l’obiettivo iniziale e finale della società che si presenta agli studenti e alle studentesse di Biotecnologie in Bicocca.

La tecnologia adottata è in grado di rivoluzionare il settore delle acque, sia nel riciclo sia nell’utilizzo dei liquidi. Ed è quanto ha spiegato Casadei nel corso del suo speech.

La tecnologia di Iride Acque

Casadei spiega le azioni principali di Iride Acque: “Trattabilità dei reflui particolarmente recalcitranti, compattezza e modularità degli impianti, economicità e semplificazione del processo, output idoneo al riutilizzo e riduzione di fango residuo dalla depurazione“.

Un ciclo che però aveva bisogno di una spinta definitiva. “Dopo aver girato il mondo – racconta la Ceo – siamo rimasti colpiti da una tecnologia chiamata ossidazione catalitica. Si utilizza per il trattamento dell’aria e in due soli casi abbiamo appurato che si sfrutta anche nel settore farmaceutico. Quindi ci siamo chiesti perché non si usasse per l’acqua“.

Iride Acque

La risposta iniziale riguarda il costo: a fronte di una tecnologia efficace, la spesa era così eccessiva da non avere mercato. La sfida è stata quindi trovare il modo di produrne uno a basso costo.

Prima nei nostri laboratori – dice Casadei – poi lavorando insieme all’Università di Parma. L’idea, arrivata all’improvviso, è stata quella di ricavare almeno il 75 percento dei materiali dalle pile esauste.

Abbiamo così ridotto il costo del catalizzatore e risolto anche un problema legato all’impiantistica. Aggiungendo una base ferrosa e inserendo nel reattore una barra magnetica, abbiamo anche potuto risolvere la questione del trascinamento del liquido senza intoppi“.

Una tecnologia già esistente, ma brevettata da Iride Acque per l’acqua, che ha avuto la collaborazione della Sapienza per trattare l’acqua ossigenata, usata come agente ossidante.

Una tecnologia che Casadei ha ribattezzato Emer: “È un acronimo delle varie componenti di questa innovazione, ma è anche un richiamo al cognome di un mio carissimo amico che è mancato“.

Iride Acque

Il riutilizzo dell’acqua

Con la nuova tecnologia e da anni nel settore di competenza Iride Acque si occupa di riutilizzare l’acqua (specialmente quella reflua) “cercando di ispirarci ai principi dell’economia circolare, provando cioè a recuperare il recuperabile“.

Adattando gli impianti a installazioni preesistenti si evitano lavori invasivi o impattanti.

Abbiamo allargato i nostri orizzonti – conclude Casadei – perché abbiamo iniziato a renderci conto che si poteva interloquire con soggetti che potessero guardare tutti i processi produttivi dell’acqua e occuparsene per ridurre l’impronta idrica e il costo di utilizzo“.

Business, inventiva, scienza ed economia circolare: quattro ingredienti che uniti alla figura del water manager possono ispirare studenti e studentesse della Bicocca al Summer Camp di GreenPlanner, ma soprattutto che possono essere un modello per altre realtà dedite a innovazione e sostenibilità.

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