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Pesca sostenibile: a che punto siamo in Italia e nel mondo?

Pesca sostenibile
Immagine da Pixabay

A pochi giorni dalla giornata mondiale degli oceani, l’Italia deve fare il punto della situazione sulla pesca sostenibile.

Lo scorso 8 giugno si è celebrata la giornata mondiale degli oceani. In quell’occasione la Marine stewardship council aveva elencato una lista di cose utili da sapere a tema marino.

Riportando la stima delle nazioni unite circa l’aumento di produttività del 70 percento per soddisfare la popolazione in crescita, e che supererà i 9 miliardi entro il 2050, Msc ha sottolineato come la pesca sostenibile possa essere cruciale.

Ricco di nutrienti e di vitamine A, B12 e acidi grassi omega-3, il pesce è in grado di fare la differenza. Ma bisogna saper fare i conti con metodi di pesca quanto più sostenibili.

Pesca sostenibile e la battaglia su quella a strascico

Poco tempo fa Mario Serpillo, presidente di Uci e Agripesca, aveva espresso il proprio dissenso per il piano d’azione europeo che prevede una forte limitazione della pesca a strascico nel continente entro il 2030.

Un piano che prevede, inoltre, l’istituzione di aree marine protette. Questo, secondo Serpillo, solleva preoccupazioni per gli effetti negativi di imprese, lavoratori, territori ed economia del Paese.

Dati alla mano, la pesca a strascico rappresenta il 20 percento della flotta totale peschereccia (oltre 2mila unità e circa 7mila lavoratori). Contribuisce anche al 30 percento degli sbarchi e al 50 percento dei ricavi nel settore ittico nazionale.

A livello europeo, invece, rappresenta il 25 percento degli sbarchi totali di prodotti ittici e genera il 38 percento dei ricavi coinvolgendo settemila imbarcazioni.

Le aziende mondiali

Mentre si dibatte su questa variante di pesca, la Fondazione acquario di Genova ha certificato con il marchio Ecocrest la filiera di perle, di madreperla e la Tonnara di Caloforte (quest’ultima per il terzo anno di fila).

I due principali protagonisti dell’industria perlifera in questo frangente sono i gruppi Nusantara e Autore: il primo produce nelle isole sparse nell’arcipelago indonesiano, il secondo presso l’isola di Lombok.

Annualmente, entrambe arrivano a circa 1,1 milioni di perle, di cui 22mila di qualità superiore e circa 310 tonnellate di ostriche perlifere.

Inoltre Dafin Mutiara, del gruppo Nusantara, ha destinato tra il 2022 e il 2023 circa 51mila euro a progetti sociali presso le comunità di pescatore, oltre 28mila euro per supporto a studio ed educazione e oltre 21mila per progetti di ricostruzione delle comunità di coralli in varie località indonesiane.

Autore Pearl Culture, invece, ha destinato nel 2022 oltre 38mila euro a progetti sociali e di supporto alle comunità di pescatori colpite dalla pandemia. Quest’anno ha invece speso 26mila euro per progetti sociali per le comunità locali e circa 19mila per un piano di recupero e riciclo delle reti usate o perse dai pescatori.

Le realtà italiane

Fedagripesca – Confcooperative, con il progetto Pesca sostenibile realizzato da Federcoopesca, da un anno è in azione tra mare e fondali nei pressi dello Stretto di Messina. In Calabria e Sicilia, in particolare, è attiva in quattro siti di interesse comunitario di Natura 2000.

Tra gli obiettivi c’è la pulizia innanzitutto: bidoni di olio esausto, attrezzi da pesca dismessi, bottiglie di plastica e vecchie batterie. Rifiuti che i pescatori di Bagnara Calabra e Patti hanno trovato in mare, diviso e poi portato alle isole ecologiche.

Sono 12 le imbarcazioni, sei per regione, a portare avanti le operazioni di pesca e polizia. Il tutto coordinato con i servizi comunali di raccolta e smaltimento dei rifiuti marini.

Accanto a questo, gli enti scendono in campo nella pesca sostenibile. Diversi i progetti: ami circolari per salvaguardare letartarughe Caretta Caretta, formazione dei pescatori, monitoraggio dell’impatto dei piani di gestione in aree Natura 2000 sulle attività di pesca e analisi della distribuzione della Posidonia oceanica.

Infine, un importante progetto tecnologico: un’app che consente di registrare le specie aliene presenti in questi mari, così da poter monitorare l’ecosistema.

Tutti elementi, in aggiunta ai dibattiti che si aprono tra Europa e Italia e alle realtà mondiali, che sottolineano di nuovo l’importanza di una pesca sostenibile per la salvaguardia degli ambienti marini. Nonché del futuro della specie umana.

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