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Veloce, eco-sostenibile e ad alta efficienza: Bai – Flying Lina, il Moth del futuro

Bai - Flying Lina il Moth del futuro

Presentato e varato nel corso del mese di giugno, Bai – Flying Lina è il nuovo Moth creato da Audace Sailing Team dell’Università di Trieste, un gruppo di studenti e professori appassionati di vela impegnato da tre anni nella ricerca di materiali per la realizzazione di imbarcazioni ad alta efficienza che rispettino l’ambiente.

Quella dei Moth è una classe velica molto particolare: si tratta infatti di barche da regata singole dotate di foil – appendici di varie dimensioni e forme posizionati sotto lo scafo che tengono sollevata l’imbarcazione – che riescono letteralmente a volare sull’acqua e raggiungere velocità fino a 20-30 nodi (circa 37-55 km/h).

Lina è la quarta imbarcazione realizzata da un team di studenti di diversi corsi di studi creato e coordinato dal Rodolfo Taccani – professore ordinario nel Dipartimento di ingegneria e architettura dell’Università di Trieste – nell’ambito di un progetto di ricerca nato nel 2019 e che ha l’obiettivo di realizzare imbarcazioni ad alta efficienza utilizzando materiali sostenibili.

Nel caso di Bai – Flying Lina per la costruzione dello scafo è stata utilizzata una fibra di lino ad alte prestazioni insieme a una resina caratterizzata da una miscela derivata per il 30% da anacardi.

Lo stampo è stato realizzato in legno, secondo le antiche tecniche cantieristiche, quindi sul questo stampo è stata infusa la barca con una tecnica particolare per cui tutti gli elementi sono stati disposti e sigillati e, una volta messa sotto pressione, la forma è stata infusa di resina che, asciugandosi, ha creato l’imbarcazione.

Gli studenti, unendo idee innovative con strumenti progettuali all’avanguardia, hanno seguito tutte le fasi del lavoro: definizione della geometria dello scafo, progettazione e analisi degli elementi finiti (Fem) fino alla produzione e alla costruzione della barca, occupandosi anche dell’analisi dei costi e della ricerca di sponsor.

Fin dalla nascita del nostro team nel 2019 abbiamo deciso di investire sulle fibre di lino sia per le sue buone prestazioni complessive sia per la facilità di reperimento – sottolinea Edoardo Papetti, studente di ingegneria navale a capo della comunicazione di Audace Sailing Team – Abbiamo utilizzato lino per quasi ogni parte della nostra piattaforma di scafo, insieme a piccole quantità di altre fibre: per lo scafo abbiamo deciso di ridurre al minimo i rinforzi in fibra di carbonio, limitandoli alla sola parte anteriore, mentre per le travi alari abbiamo scelto di combinare lino e fibra di vetro.

Per le strutture interne ci siamo impegnati nella ricerca di scarti industriali in fibra di carbonio da riciclare. Oltre ai materiali, abbiamo concentrato i nostri sforzi sull’aspetto idrodinamico perché volevamo costruire una barca veloce, facile da gestire e confortevole per chi l’avrebbe guidata“.

La realizzazione di Bai – Flying Lina è stata una nuova sfida che ha messo alla prova le competenze tecniche e organizzative del team – afferma Rodolfo Taccani, responsabile dell’Eco Sailing Laboratory dell’Università degli Studi di Trieste – Il varo di oggi rappresenta un traguardo importante che conferma la capacità della squadra. Progettare e navigare sui foil richiede delle competenze che senz’altro saranno utili nel mondo del lavoro e consentiranno ai nostri studenti di trovare facilmente occupazione“.

Gli atleti di Audace Sailing Team hanno partecipato con Bai – Flying Lina alla SuMoth Challenge (sustainable moth), regata inserita all’interno alla Foiling Week 2023, manifestazione che richiama velisti da tutta Europa a Malcesine (Lago di Garda).

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