Home Imprese Sostenibili La casa circolare è sana: parola di architetto bio

La casa circolare è sana: parola di architetto bio

In questa nuova puntata di Pink&Green diamo la parola a un’architetto – Beatrice Spirandelli – che è esperta di bioedilizia. Scopriamo così che l’architettura diventa ancora più ecologica con l’uso di materiali che derivano dalla valorizzazione degli scarti. Soprattutto agricoli.

Beatrice Spirandelli è un architetto che in fatto di bioedilizia ha scritto anche un testo molto interessante, pubblicato dall’editore Legislazione Tecnica. Il titolo è diretto Progettare edifici passivi con materiali naturali (270 pp/40€).

A quel “naturali” aggiungiamo – in questa intervista per Pink&Green, format che ricordiamo dà la parola alle donne che si occupano di economia circolare – il tema di poter costruire bene e sano, con materiali che non provengono da fonti fossili, bensì da valorizzazione di scarti.

La Spirandelli si muove e li descrive anche nel libro, tra fibra di legno, lana di pecora, paglia, fibra di canapa e calce canapulo.

L’edificio a fine vita

Se gli edifici che usano questo genere di materiali – scrisse sul suo account di Linkedin la Spirandelli – vengono concepiti secondo i principi dell’edilizia circolare, ovvero completamente disassemblabili a fine vita, la materia prima seconda naturale utilizzata potrà tornare nel ciclo biologico dopo avere condotto una lunga vita come componente edilizio, migliorando notevolmente l’impronta ecologica legata alle emissioni dello stesso“.

Interessata a questa sua teoria, le abbiamo dato la parola per sapere come vede l’economia circolare applicata all’edilizia, ovvero parte ormai centrale della bioedilizia.

Appartamenti più sani

L’obiettivo della bioedilizia circolare è creare dunque edifici sani. Dove si vive bene e soprattutto si evitano sia prodotti derivamenti dalla “vecchia economia lineare”, ma anche manutenzioni infinite.

L’impiego di materie prime seconde per la produzione di materiali edilizi – come prodotti derivanti da residui agricoli – è sicuro e ormai altamente tecnologico e “consente impiegare cicli produttivi circolare a favore della salubrità dei nostri ambienti e del futuro del nostro Pianeta” spiega l’architetto.

Il che aiuta anche a ridurre il pesante impatto ambientale del settore edilizio convenzionale.

Condividi: