Home Energy and Mobility Idrogeno verde: le innovazioni e le novità sul mercato

Idrogeno verde: le innovazioni e le novità sul mercato

Idrogeno verde
Immagine da Pixabay

Soluzione energetica alternativa ideale in termini ambientali, l’idrogeno verde può essere utilizzato in diversi settori per agevolare la decarbonizzazione e la transizione ecologica dell’industria.

Non è presente in natura, ma non significa che non la rispetti. L’idrogeno verde è la variante pulita dell’idrogeno e si produce attraverso fonti rinnovabili.

Con un processo di elettrolisi dell’acqua è possibile lavorare sulle molecole per ottenere questa fonte, la cui successiva trasformazione produce energia e vapore acqueo senza generare inquinamento.

Si tratta dunque di una risorsa utilissima, in grado di inserirsi perfettamente in ogni settore produttivo ed energetico. E l’Italia, in questo senso, si sta già muovendo.

Idrogeno verde: opere e studi in Italia

Presentato lo scorso 25 giugno, il progetto Q8 presso la stazione di servizio in via Ardeatina, a Roma, prevede un impianto a idrogeno circolare. Il primo che entrerebbe in funzione nella capitale.

Sarà anche in grado di offrire prodotti anche a basso impatto ambientale, come il Q8 Hvo+, biocarburante estratto da materie prime rinnovabili. Il progetto è nato in partnership con il gruppo Maire, che farà da integratore tecnologico per l’idrogeno circolare, prodotto in un impianto waste to hydrogen (il primo in Italia).

Di idrogeno verde se ne parla anche a Trieste, per le operazioni del porto che contemplano quella risorsa come ideale vettore energetico.

Un lavoro pubblicato sulla rivista Applied Energy e frutto di una collaborazione portata avanti negli anni dai gruppi di ricerca di Alberto Bertucco, professore ordinario di Impianti Chimici all’Università degli studi di Padova e Maurizio Fermeglia, professore ordinario di Principi di Ingegneria Chimica all’Università degli studi di Trieste.

I ricercatori hanno svolto un’indagine di confronto fra diversi metodi di produzione di idrogeno per l’impiego a livello locale, con particolare riferimento alle operazioni di movimentazione di merci e persone, per azzerarne le emissioni equivalenti di CO2 fossile.

I risultati riescono a dimostrare come in termini di Energy return on energy invested, l’idrogeno verde è risultato sempre più vantaggioso rispetto al grigio (ottenuto da gas naturale senza cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica) e al blu (ottenuto con la cattura di CO2).

I progetti futuri sull’idrogeno

Nelle scorse settimane si è svolto anche il Next Generation Mobility a Torino, con tanto di prima conferenza nazionale su idrogeno ed eFuel.

Il dibattito si è soffermato in particolare sull’evoluzione della filiera di produzione, anche in utilizzi extra-mobilità e sulla creazione di una rete infrastrutturale per trasporto e distribuzione.

La multinazionale Rina, insieme ad Afry, hanno invece sviluppato un primo studio su come la regione del Golfo e l’Europa potrebbero essere direttamente collegate con un gasdotto per il trasporto di idrogeno a basse emissioni di carbonio.

Attraverso abbondanti fonti di energia rinnovabile e riserve di gas naturale, quell’area specifica europea è destinata a diventare uno dei principali produttori mondiali di idrogeno verde e blu, nonché ammoniaca e altri prodotti di sintesi.

Nel dettaglio, il progetto prevede che la tratta dell’idrogeno – verde e blu compresi – colleghi Qatar, Arabia Saudita, Egitto e attraversi il Mediterraneo.

Un piano che tenta di rispondere anche alle recenti sfide geopolitiche, che hanno costretto l’Europa a esplorare strade alternative per la sicurezza energetica, compreso questo collegamento studiato per il progetto EastMed Natural Gas.

Di idrogeno verde è dunque bene parlarne. Rappresenta una valida e futura alternativa molti tipi di energia, nonché una delle rinnovabili in grado di produrre effetti win-win.

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