Home Eco Lifestyle Perdersi in un bambuseto e poi ritrovarsi. Succede al labirinto della Masone

Perdersi in un bambuseto e poi ritrovarsi. Succede al labirinto della Masone

labirinto del masone

Un bambuseto in mezzo alla pianura padana permette di produrre ossigeno, abbassare le bolle di calore e produrre biomassa, utile anche alle aziende. Tutto questo succede al labirinto della Masone di Fontanellato, in provincia di Parma.

Allenare il proprio senso di orientamento in un verde bambuseto. È l’esperienza unica che si può fare al Labirinto della Masone, un sito unico composto da 300mila piante di bambù di 20 specie diverse che si trova a Fontanellato, in provincia di Parma.

L’ideatore e promotore del labirinto più verde che ci sia è Franco Maria Ricci. Editore, designer, collezionista d’arte e bibliofilo con tendenze massoniche, Ricci scompare nel settembre del 2020, ma rimane a custodire la sua opera con un grande mausoleo.

Edoardo Pepino è il direttore del Labirinto. Con lui per manutenerlo lavorano tre persone. “Le performance ambientali sono incredibili – ci racconta – come tutti i bambù, i nostri che sono di varietà particolarmente performanti in questo senso assorbono circa 5 volte la quantità di biossido di carbonio e producono circa il 35% in più di ossigeno, a parità di proporzioni, rispetto a una foresta di alberi, riducendo quindi i gas responsabili dell’effetto serra“.

Contro le bolle di calore

E poi, c’è l’attenuazione del calore. Noi abbiamo visitato il labirinto quando nella pianura parmense si toccavano i 37. Il nostro interlocutore spiega: “All’interno del labirinto la temperatura in estate si assesta a 1,5-1,8 gradi in meno rispetto all’esterno“.

Ma quanta acqua serve al labirinto?

Dipende in gran parte dalle condizioni meteorologiche – chiarisce Pepinoe dal livello di siccità che si presenta in estate. Durante il resto dell’anno il bambù maturo non necessita di acqua, anzi piuttosto teme un ristagno eccessivo.

Anche d’estate, comunque, il bambù maturo richiede fino a 10 volte meno acqua rispetto ad altre speci, e fino al 50% di altre graminacee“.

E arriviamo a quanta manutenzione c’è in questo bambuseto. “I filari sono sottoposti  a taglio alla base in autunno. Ma le canne di bambù che si seccano vengono tagliate regolarmente. Ogni corridoio viene tagliato a zero ogni 4/5 anni circa – spiega il manager – La pianta di bambù è poi capace di rigenerare siepi fitte e verdissime già dalla prima stagione primaverile successiva al taglio“.

labirinto del masone

Quindi c’è tanta biomassa. “A ogni grande potatura prendiamo accordi specifici a seconda della quantità di legname che abbiamo tagliato. Di solito impianti a biomassa o impianti per la lavorazione del legno riciclato o truciolato“.

In realtà la filiera del bambù anche in Italia si sta lentamente sviluppando: consigliamo gli interessati di prendere contatti con il Labirinto della Masone, perché non rimarranno a bocca asciutta.

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