Home Eco Lifestyle Rischi idrogeologici e inquinamento: da Skylevel Studio una nuova idea di architettura

Rischi idrogeologici e inquinamento: da Skylevel Studio una nuova idea di architettura

skylevel studio

Contro alluvioni, disastri ambientali e dissesti idrogeologici, arriva una proposta architettonica rivoluzionaria dalla startup veneta Skylevel Studio.

Disastri, alluvioni e catastrofi ambientali: eventi incontrollabili e frequenti che l’urbanistica e l’architettura non possono più ignorare. La recente inondazione in Emilia Romagna ha riportato alla luce un tema piuttosto sensibile per il territorio italiano, il dissesto idrogeologico.

Secondo il rapporto Ispra Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischi, il 93,9% dei comuni italiani è ritenuto a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera. Il 18,4% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni.

841 chilometri di litorali sono soggetti a erosione, pari al 17,9% delle coste basse italiane. In generale 1,3 milioni di abitanti risultano in pericolo a causa di frane e 6,8 milioni di abitanti per le alluvioni. Dal rapporto emerge che tra le regioni più a rischio ci siano l’Emilia-Romagna, la Toscana, la Campania, il Veneto, la Lombardia e la Liguria.

In Italia il 3,5% della popolazione risiede in aree a rischio alluvioni, cioè 2.431.847 abitanti, che risiedono soprattutto in Veneto, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. Sono a rischio anche il 4,3% degli edifici, il 4,7% delle imprese e il 7,8% dei beni culturali.

È necessario agire e occorre farlo in fretta. A fronte dei cambiamenti climatici in atto, Una proposta architettonica rivoluzionaria arriva da Skylevel Studio, startup veneta nata con l’obiettivo di creare una nuova dimensione abitativa che riporti ad avere un equilibrio tra l’uomo e l’ambiente.

Il progetto prevede la realizzazione di quartieri sopraelevati rispetto al terreno, antisismici e privi di rischi idrogeologici, al fine di restituire alla natura il suo spazio e di offrire alle persone una maggiore sicurezza.

Con una nuova dimensione abitativa, secondo gli architetti dello studio, potrebbero essere risolti la maggior parte dei problemi che affliggono l’umanità.

La realizzazione di nuovi quartieri residenziali e aree artigianali e industriali con i metodi costruttivi indicati ridurrebbe ai minimi termini il consumo dei suoli preventivamente bonificati e il rischio antisismico – tutti gli edifici verrebbero collegati su matrici elastiche antisismiche.

E ancora, il rischio idrogeologico, l’inquinamento ai vari livelli (il quartiere tiene conto di tecnologie solari) e, visto lo schema strutturale del quartiere, un maggior controllo sanitario in caso di pandemie.

Il metodo costruttivo può addirittura essere applicato a partire da un singolo edificio. Ad aggravare la situazione urbanistica e idrogeologica italiana sono anche i rischi derivanti dal cambiamento climatico.

Le temperature medie, leggiamo dal Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici aggiornato a fine 2022, mostrano un marcato trend in crescita, con un conseguente calo delle piogge di circa il 40% nel Centro-Nord e un aumento di eventi meteo-climatici estremi.

Lasciare alla natura il suo corso naturale e vivere fra la terra e il cielo: questo l’obiettivo che si propone di raggiungere la nuova architettura veneziana.

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