Home Green Jobs Progettare le città del futuro: i finanziamenti del bando europeo ReSilence S+T+Arts

Progettare le città del futuro: i finanziamenti del bando europeo ReSilence S+T+Arts

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Immagine da Depositphotos

ReSilence S+T+Arts è un bando europeo che finanzia la progettazione delle città del futuro: arte, scienza e tecnologia rigenerano gli scenari urbani con una sonorità ecocompatibile e innovativa.

Entro il 2050, le città ospiteranno oltre 2 miliardi di abitanti in più, pari a quasi il 70% nel mondo urbanizzato. Questi i recenti dati emersi dal dossier Onu World Urbanization Prospects.

Una cosa quindi è certa: qualcosa deve cambiare ed è ciò che sta succedendo. In tutto il mondo si sviluppano ormai progetti per la città del futuro. Una natura urbana esperienziale: nuovi tipi di esperienze sonore urbane che espandono le possibilità per l’accessibilità, la partecipazione attiva dei cittadini, la sostenibilità e l’inclusione sociale, anche attraverso l’uso sapiente delle tecnologie.

Eco-sostenibile, digitale, inclusiva e bella: così potrebbe essere la città del futuro. Ecco quindi che per realizzarla in maniera creativa servono nuove idee e l’Europa propone ReSilence S+T+Arts, il bando finanziato nell’ambito della ricerca innovativa di Horizon Europe, che intende affrontare le sfide critiche ambientali della società attraverso la fusione di arte, scienza e tecnologia, favorendo la collaborazione di competenze tra artisti, architetti, designer urbani, scienziati, ingegneri e ricercatori, che possono fornire una riflessione critica e nuovi scenari immaginari per la transizione ecologica urbana.

Sviluppare nuove tecnologie in grado di plasmare e ri-generare gli ambienti urbani: paesaggi sonori per riposizionare il ruolo bilanciato tra silenzio e suono cittadino. Supportare lo sviluppo di un paesaggio urbano che sia anche soundscape: questi gli obiettivi.

Singoli artisti o consorzi composti da una Pmi, può trattarsi anche di un’impresa culturale creativa e da un artista, potranno candidare un progetto, entro il 1° settembre 2023, per una delle quattro sfide previste dal bando:

  • musical experience design – sviluppare modalità innovative di fruizione di concerti, in loco e in remoto, consentendo l’ampliamento e l’approfondimento dell’esperienza del pubblico
  • the new silence (sound and mobility) – progettare il suono delle auto elettriche come una combinazione di ambiente e un’interfaccia audio, per migliorare la sicurezza e l’esperienza di qualità nella mobilità
  • sound of urban spaces – applicare un approccio al paesaggio sonoro per analizzare la forma e il suono degli spazi esistenti, misurarne la qualità e gli effetti sui cittadini
  • full-body sound experience – creare strumenti e dispositivi indossabili in grado di supportare un approccio full-body nell’esperienza della musica e del suono

40.000 euro agli artisti vincitori e 80.000 euro, che possono arrivare fino a 120.000 euro, alle Pmi (il cui 30% dell’importo vinto dovrà essere assegnato all’artista che ha collaborato alla produzione del lavoro).

Le proposte progettuali dovranno concentrarsi quindi, sulle sfide e le opportunità che il suono offre agli scenari urbani futuri: creare opere artistiche e stimolare un dialogo costruttivo tra cittadini, amministrazioni e imprese attraverso mostre, azioni di comunicazione, eventi, collaborazioni industriali.

Migliorare la competitività a livello europeo e orientare l’innovazione tenendo conto delle pietre miliari per un ambiente più sano: sostenibilità, qualità di vita e sviluppo di relazioni interpersonali.

Gli studi intorno alla nuova ecologia del suono

Paesaggio sonoro e multi-sensorialità, rapporto tra suono e silenzio delle città, interpretazione della relazione tra gli esseri viventi e lo spazio, quella che tra gli esperti di settore si chiama progettazione ambientale: serve una maggiore consapevolezza ambientale, in un’ottica di ecosistemica che parte dalla considerazione degli elementi percettivi come chiave di lettura del carattere identitario di una comunità e del senso di appartenenza a un luogo.

La comprensione dello spazio in termini percettivo-emozionali. L’ambizione di conservare gli elementi sonori presenti sul territorio ha una storia pluridecennale, iniziata all’interno del World Soundscape Project, il centro di ricerca fondato dall’eclettico compositore, scrittore e ambientalista canadese Murray Schafer, che alla fine degli anni settanta, contribuì allo studio del paesaggio sonoro con l’ecologia acustica, mostrando come la ricerca di sostenibilità nel rapporto tra uomo e ambiente non può essere ricondotta soltanto a delle considerazioni energetiche, ma deve estendersi a comprendere concetti quali quello di identità e di relazione.

Ogni edificio è come se si trovasse in uno spazio teatrale ed entra in scena, quella urbana. “Percepiamo e quindi concepiamo l’ambiente costruito tramite l’intero nostro corpo e non semplicemente i nostri sensi o il nostro cervello. Lo spazio architettonico si costituisce primariamente attraverso un’esperienza emotiva e multisensoriale.

Se le più avanzate scoperte scientifiche promettono benefici in ambito biologico o psicologico, queste stesse scoperte hanno anche la potenzialità di migliorare i nostri ambienti costruiti“.

Con queste parole Harry Françis Mallgrave, architetto e professore emerito presso l’Illinois Institute of Technology, pioniere degli studi sull’applicazione delle neuroscienze alla teoria architettonica, nel 2015, discute nel suo libro – L’empatia degli spazi. La natura al centro di una serie di interrogativi complessi, come risposta alla ricerca sociale di tranquillità, di rilassamento, di equilibrio sensoriale.

La crescita della città contemporanea rende evidente l’affermarsi di alcuni modelli alternativi, che propongono una reinterpretazione dell’elemento naturale, non separato dal resto della città e confinato in sue aree di pertinenza, ma inserito in un contesto di continuità rispetto agli elementi del tessuto urbano, dando vita a nuovi modelli di spazio pubblico, più articolati e flessibili.

Scriveva nel 2012, François Jullien il filosofo francese in Quella strana idea di bello: “c’è paesaggio quando il percettivo si rivela allo stesso tempo affettivo“.

Crediti immagine: Depositphotos

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