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Una mappa digitale che favorisce l’economia circolare? La Material Design Map

Mockup - Material Design Map

La Material Design Map è una visualizzazione interdisciplinare dei nuovi materiali, con un approccio culturale che abbraccia competenze di più settori scientifici o di più discipline di studio.

Oggi i materiali non sono più progettati solo per performare e come fonte di arricchimento estetica, ispirazionale ed emotiva, ma come mezzo che induca ad agire e a comportarsi in un determinato modo.

Ecco perchè la Material Design Map appena nata offre un quadro dei materiali sostitutivi sensibili all’ambiente, che devono diventare comuni e soprattutto culturalmente percepiti.

Un luogo digitale, che assomiglia a una materioteca immateriale ma che più propriamente è una mappa di materiali sostenibili, internazionale e open free.

Ecco il nuovo strumento completamente gratuito e in costante work in progress creato da  WeVux, il cui team è composto dal co-fondatore e responsabile tecnico Giuseppe Barbalinardo, il direttore Teo Sandigliano e il collaboratore Mattia Lanzarone.

La Material Design Map nasce per fare conoscere e rendere disponibili i progettisti e le aziende nel mondo che si occupano di sperimentazione materica sostenibile.

Corcrete; composto di sughero naturale e cemento fresco, Niruk Studio
Immagine Niruk Studio – Corcrete; composto di sughero naturale e cemento fresco

Un approccio dichiarato che mira a mappare lo stato dell’arte attuale nel mondo dei materiali innovativi legati all’attenzione per l’ambiente, al reperimento delle materie prime, al fine vita dei materiali e in modo particolare all’economia circolare.

Questo strumento è basato su un database composto da una mappa interattiva dove si può verificare, tramite geotag evidenziati in rosso, ogni localizzazione geografica del progetto ricercato o il totale dei progetti legati a nuovi materiali in una località specifica.

Colpisce l’intento di dare una visualizzazione in base alla materia dei progetti, proprio in ottica locale di economia circolare, che favorisca la sinergia e il networking tra esperienze simili, di progettisti o aziende.

La consultazione è molto semplice e intuitiva, organizzata con quattro filtri:

  • nome progettista
  • tipologia di risorsa
  • tipologia di business
  • nazione in cui si trova lo studio/l’azienda

Facendo clic poi sui risultati è possibile avere una descrizione del progetto, il luogo in cui si trova, lo stato (primi prototipi, in cerca di fondi…) e il contatto web del progettista.

I materiali mappati hanno materie prime e origini molto diversificate come da cicli naturali (canapa, resine naturali, fibre canine, lana, materiali organici), da cicli post consumo (plastiche riciclate, tetrapack riciclato, mozziconi di sigarette, polvere da smog, scarti da demolizione, scarti tessili), da agriwaste e da foodwaste (caffè esausto, pastazzo di agrumi, scarti organici).

Al momento i progetti documentati sono un centinaio, di cui il 30% sono progetti presenti in Italia e il resto arriva da tutto il mondo.

WolfWall, Feltro termofono isolante ecosostenibile derivato da fibra canina, Alessandra Tuseo
Immagine di Alessandra Tuseo – WolfWall, Feltro termofono isolante ecosostenibile derivato da fibra canina

Ecco come Teo Sandigliano, direttore di WeVux, racconta il progetto: “Non si tratta solo di un database di materiali, ma di sfruttare il web nelle sue potenzialità, cercando di rispondere ad alcuni aspetti critici della sperimentazione e del mercato dei biomateriali e allo stesso tempo, provando a creare nuovi circoli virtuosi.

L’idea è quella di favorire la creazione di economie circolari locali attraverso la mappatura, così da avere consapevolezza di quello che succede in una determinata zona. C’è molto da fare ma questo è un primo passo verso questo obbiettivo“.

Proprio perché è una realtà di condivisione di saperi la Material Design Map è gratuita, senza costi di partecipazione o di iscrizione; per partecipare, presentando il proprio materiale sostenibile, creato o in fase di creazione, basta compilare il form presente nella pagina dei Contacts.

Le proposte sono poi valutate e selezionate da un comitato scientifico composto da Giuliana Zoppis, Giuseppe Barbalinardo e Barbara Pollini.

Una vera e propria mappa interdisciplinare, con un approccio culturale che abbraccia competenze di più settori scientifici o di più discipline di studio integrandole per cercare nuove soluzioni ai problemi complessi che il design oggi deve affrontare.

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Luisa Prina CeraiLuisa Prina Cerai: piemontese trapiantata a Milano, storica dell'arte, lavora come freelance nella comunicazione tra uffici stampa e digital. Si occupa di circular storytelling come consulente e nel suo progetto instagram @Pensierocircolare | Linkedin
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