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Regioni d’Italia da invasare, per non sprecare acqua. La Toscana è un esempio

invasi acqua
Immagine da Depositphotos

Accanto alle grandi opere d’acqua sarebbe importante mappare e recuperare gli invasi naturali come i piccoli laghetti o le cave. L’ordine degli ingegneri di Firenze calcola che oltre 16mila laghetti sarebbero già disponibili. Solo da manutenere al meglio.

Non possiamo più permetterci di sprecare acqua: raccoglierla in piccoli invasi anche naturali come i laghetti si deve proprio fare, per assecondare la disponibilità.

È sempre più evidente che non sia tanto una questione di scarsità di piogge, ma di picchi. In poche ora piove la quantità d’acqua che una volta veniva rilasciata in settimane. Ma la bella notizia è che volendo si può.

Prendiamo l’esempio della Toscana dove l’Ordine degli Ingegneri di Firenze calcola che siano già presenti e disponibili oltre 16 mila laghetti e invasi, molti dei quali chiusi o inutilizzati.

Rendiamoli utili all’abbisogna è l’appello degli Ingegneri di Firenze, che hanno anche lanciato alcune proposte per affrontare l’emergenza idrica.

La programmazione e la progettazione di nuovi invasi – sottolineano il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze Giancarlo Fianchisti e il coordinatore della commissione Ambiente ed Energia Stefano Corsi a fronte della realizzazione di 34 nuovi grandi invasi – deve essere portata avanti considerando gli effetti sull’ambiente. Questo porterebbe a favorire l’attuazione di un sistema diffuso di piccoli invasi tramite il recupero e la messa in sicurezza dei molti invasi già esistenti, nonché la realizzazione di nuove opere di minore impatto sul ciclo naturale delle acque e sull’ambiente in generale“.

I piccoli invasi e i 16mila laghetti – continuano gli esperti – rappresentano una vera e propria risorsa che dovrebbe essere considerata in via prioritaria, ma per farlo servono interventi di semplificazione normativa, incentivi e un’attività di verifica e progettazione degli interventi di adeguamento. Come ingegneri siamo a disposizione per proseguire il lavoro, di confronto e scambio di idee, iniziato coi tavoli tecnici durante la conferenza regionale sull’acqua“.

Questione di risparmio d’acqua

Ovviamente, accanto alle opere va promosso il risparmio idrico sia nel settore domestico, con sistemi ad alta efficienza, che nel settore agricolo, utilizzando un’irrigazione meno dispendiosa e incentivando la scelta di colture meno esigenti.

Bisogna, inoltre, portare avanti progetti di recupero e riuso delle acque reflue depurate per un uso efficace delle risorse idriche e favorire la depurazione diffusa rispetto alla concentrata, sfruttando la capacità autodepurativa del reticolo minore per una migliore qualità delle acque” aggiungono dall’Ordine degli ingegneri di Firenze.

E poi ancora “realizzare anche sistemi di drenaggio urbano tramite infrastrutture verdi progettate allo scopo di drenare, accumulare, trattenere e depurare l’acqua, come per esempio canali, aree verdi, trincee filtranti“.

Crediti immagine: Depositphotos

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