Home Tecnologie La comunicazione passa dal fondo del mare, grazie ai cavi sottomarini

La comunicazione passa dal fondo del mare, grazie ai cavi sottomarini

cavi sottomarini

Hanno oltre 150 anni, ma i cavi sottomarini sono ancora attuali e sempre più necessari per soddisfare la crescente domanda di larghezza di banda a livello globale.

Ne abbiamo parlato con Alex Vaxmonsky, direttore dello sviluppo commerciale per i fornitori di servizi globali di Equinix.

Se oggi il mondo detiene il livello di digitalizzazione che conosciamo, lo dobbiamo ai cavi sottomarini, ma è importante considerare che quest’ultimi sono precedenti a Internet di ben oltre un secolo e hanno supportato varie tecnologie di comunicazione nel corso degli anni” spiega Vaxmonsky.

Le esigenze in termini di larghezza di banda sono in continua crescita e, se fino a 25 anni fa si parlava comunemente di larghezza di banda intercontinentale in termini di megabit al secondo (Mbps), oggi parliamo di gigabit al secondo (Gbps).

Se la larghezza di banda globale continuerà a raddoppiare all’incirca ogni 18 mesi, presto si parlerà di terabit al secondo.

Con la crescita dei volumi dei dati anche i cavi sottomarini dovranno adattarsi per tenere il passo, oltre a essere posati anche in aree del Pianeta che fino a qualche decennio fa sono state poco servite, quali Africa, America Latina, Medio Oriente e Sud-Est asiatico.

Sicurezza e sostenibilità sono le due caratteristiche chiave che i cavi sottomarini devono portare con sé; la prima relativamente ai dati, la cui sensibilità e mole sono sempre più importanti, la seconda invece riguarda direttamente l’impatto di queste strutture sull’ambiente marino e non solo.

I fornitori di servizi dovranno dunque poter offrire segmenti di rete certificati per avere un’impronta di carbonio limitata, ovvero tutti gli elementi della rete, compresi i cavi sottomarini, devono essere costruiti secondo principi di progettazione efficienti e alimentati con energia rinnovabile.

Che durata media hanno i cavi sottomarini per il trasporto di dati e che fine fanno quando devono essere sostituiti?

La durata media dei cavi sottomarini può variare e ogni cavo ha una storia e una durata tutta sua. Questo parametro e la relativa dismissione sono influenzati da fattori quali la capacità del cavo, la velocità di crescita della domanda, il numero di cavi in concorrenza sulla tratta, il ritmo dell’erosione dei prezzi, la storico dei guasti del cavo e persino il grado di ricavi ricorrenti del cavo.

In effetti, i cavi possono rimanere operativi per più di 25 anni, ma spesso vengono ritirati prima perché sono diventati economicamente obsoleti. I cavi più vecchi non sono in grado di fornire la stessa capacità di quelli più recenti a un costo paragonabile e sono quindi troppo costosi da mantenere in servizio.

Inoltre, i guasti ai cavi sono piuttosto comuni e in media se ne verificano oltre 100 all’anno.

Che tipo di impatto ambientale possono avere questi cavi nel corso della loro vita, dalla posa allo smaltimento?

Anche se i processi di produzione di materie prime come il biossido di silicio e i polimeri derivati dal petrolio contribuiscono all’impatto ambientale dei cavi in fibra ottica attraverso l’emissione di gas serra, il consumo di energia e la produzione di rifiuti, è importante notare che i cavi sottomarini non inquinano.

Sono strutture stabili e inerti che possono essere recuperate e riciclate dopo aver esaurito il proprio ciclo di vita, svolgendo quindi un ruolo chiave nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

La valutazione dell’impatto di queste strutture sull’ecosistema, invece, è in corso: l’installazione di un cavo disturba ovviamente il fondale marino circostante e l’effetto dei campi elettromagnetici deve essere ancora compreso.

Per ora gli studi dimostrano che i cavi hanno un’interferenza minima o nulla con la vita animale marina e che alcuni tipi di alghe e di vita marina crescono vicino o sopra i cavi, fornendo loro una barriera corallina e un’area sana per prosperare.

Che differenza c’è tra la trasmissione dei dati tramite cavi e satellitare in termini di efficienza e sicurezza?

Benchè i satelliti risultino ottimali per alcune applicazioni, come il raggiungimento di aree non ancora cablate con la fibra ottica e la distribuzione di contenuti da un’unica fonte a più sedi, il delta di throughput tra cavi e satellite è enorme (a favore della trasmissione sottomarina) e fino a quando le comunicazioni basate sul laser (ottiche) non saranno ulteriormente sviluppate, il sottomarino risulta oggi il mezzo di trasmissione preferito.

I cavi possono trasportare molti più dati a un costo inferiore rispetto ai satelliti e, anche se le comunicazioni sottomarine sono esposte a guasti, i cavi sono progettati tenendo conto della ridondanza e della resilienza.

La maggior parte delle aziende che utilizzano i cavi segue un approccio di sicurezza numerica, diversificando la propria capacità su più cavi, in modo che, in caso di guasto di una rete, sia possibile reinstradare i dati attraverso un gateway adiacente senza alcuna interruzione del servizio.

Il satellite poi dipende dalle condizioni meteorologiche, opera nello spettro radio e influisce sulla capacità della rete, aumentando la latenza, il che limita i tipi di applicazioni che possono essere supportati da questo mezzo di trasmissione, che inoltre presenta un tasso di fallibilità compreso tra il 12 e il 15%.

Cavi sottomarini smart e sistemi ridondanti

I cavi sottomarini devono comunque essere  integrati da altri mezzi di trasmissione anche perché costituiscono un punto di vulnerabilità.

Oggi la tecnologia dei cavi intelligenti sta aiutando gli operatori a rilevare le interruzioni causate da atti di sabotaggio o disastri naturali: grazie ai dati provenienti da sensori connessi gli operatori possono localizzare il problema, identificare il momento in cui si è verificato e rispondere rapidamente per ridurre al minimo le interruzioni.

Tra i sistemi più promettenti in termini di sicurezza vi è la trasmissione ottica tramite sistemi laser, che offre un involucro di crittografia naturale in quanto non è possibile intercettare un raggio di luce.

Le comunicazioni ottiche si baseranno su infrastrutture satellitari avanzate e, come per i cavi sottomarini, nei prossimi anni vedremo crescere sempre di più queste costellazioni di satelliti.

Non possiamo sapere con certezza cosa accadrà in futuro – conclude VaxmonskyTuttavia, una cosa rimane sicura: i volumi di dati continueranno a crescere e i mezzi di trasmissione, siano essi cavi sottomarini, satelliti per le comunicazioni o qualcosa di completamente nuovo, cresceranno per soddisfare questa domanda“.

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Silvia LandiSilvia Landi: giornalista, laureata in scienze biologiche, ha lasciato Milano da oltre 10 anni per vivere a contatto con il mare e la campagna toscana. Consulente e presidente di Asd Mad Mure a dritta, ama raccontare il mare e come imparare ad averne cura | Linkedin
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