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La citizen science cresce sempre più

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Immagine da Depositphotos

Un nuovo insegnamento trasversale all’Università di Parma e l’imponente partecipazione delle persone per valutare l’impatto umano sulla foresta amazzonica mostrano come la citizen science sia sempre più presente e vista come una risposta ai problemi ambientali.

La citizen science (scienza partecipata) è in piena crescita. È definita come “il coinvolgimento di volontari e scienziati in attività di ricerca collaborativa, per generare nuova conoscenza basata su evidenze scientifiche“.

Un processo che fornisce fonti di informazione attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini. Uno strumento innovativo di ricerca che si manifesta in una diversità di approcci e soluzioni.

La partecipazione attiva di milioni di persone in tutto il mondo contribuisce all’avanzamento della conoscenza scientifica attraverso la raccolta, l’analisi e l’interpretazione di dati in modo condiviso.

L’ingresso negli atenei della scienza partecipata

La scienza partecipata arriva all’Università di Parma con il nuovo insegnamento trasversale Citizen Science: nuovi approcci e strumenti di integrazione tra ricerca scientifica e società, aperto agli studenti di tutti i corsi.

Tenuto dalla docente Cristina Castracani, si propone di fornire le conoscenze teoriche e pratiche sull’argomento per dotare studentesse e studenti delle competenze di base per ideare progetti di ricerca che possano beneficiare di questo approccio.

Le lezioni puntano a fornire sia concetti di base che approfondimenti sulle definizioni della Citizen Science, la sua genesi sia a livello nazionale che internazionale e la sua integrazione con le politiche europee.

Saranno trasmesse conoscenze relative ai campi di azione dei progetti di Citizen Science (dal monitoraggio ambientale e della biodiversità alle analisi sociologiche, passando attraverso studi biomedici e fisici), oltre al legame con le nuove tecnologie.

Citizen science per salvare l’Amazzonia

Nel 2020, la piattaforma di analisi e intelligenza artificiale Sas Viya ha collaborato con l’International Institute of Applied Systems Analysis (Iiasa) per la tutela del “polmone verde”.

L’iniziativa si proponeva di creare un modello di previsione per le aree a rischio incendio in base a una serie di fattori, a partire da immagini satellitari.

Qui subentra l’importanza della citizen science poiché, per costruire modelli in grado di rilevare le sottili differenze tra le immagini satellitari, è necessario che occhi umani classifichino correttamente le immagini.

Citizen scientist di 130 Paesi hanno quindi contribuito a identificare l’impatto umano in 90.000 immagini satellitari della foresta amazzonica. Ogni immagine selezionata dai volontari come area di deforestazione ha permesso di costruire un modello Ai in grado di allertare i governi e le organizzazioni impegnate nella tutela del territorio.

Il risultato è una suite di modelli di intelligenza artificiale addestrati dall’occhio umano, che ora può monitorare autonomamente nuove aree e rilevare la deforestazione con una precisione superiore.

I progetti di Citizen Science possono migliorare non solo la rilevanza sociale della ricerca, ma produrre un impatto quantomai reale e concreto nella ricerca.

L’intelligenza artificiale lavora dati fondati sull’esperienza delle persone. Tante più sono le persone che collaborano, tanto più saranno precisi i modelli ricavati.

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