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Cheese 2023: quattro giorni di riflessione su cibo e crisi climatica

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Immagine da Pixabay

In programma dal 15 al 18 settembre, l’edizione 2023 di Cheese, organizzata da Slow Food e Città di Bra, tratterà argomenti legati al cibo e al clima.

Condividere idee, suggerimenti e soluzioni comuni a sfide che a tutti tocca affrontare al termine di questo primo quarto di secolo: ambiente, cibo, crisi climatica.

Ci sono anche questi argomenti sul banco di Cheese, rassegna organizzata da Slow Food e Città di Bra, con il supporto di Regione Piemonte e di numerose altre realtà, dedicata ai formaggi a latte crudo.

Dal 15 al 18 settembre l’evento porterà sul territorio piemontese le delegazioni di 14 nazioni presenti nel grande mercato dei formaggi e nella cosiddetta Via degli affinatori.

Cuochi, agricoltori, apicoltori, viticoltori: ci saranno diverse specializzazioni in questa importante kermesse.

Cheese 2023: i protagonisti

Tra i nomi conosciuti, a livello internazionale, ci sono l’azienda Jasper Hill dagli Stati Uniti e la Neil’s Yard dal Regno Unito.

Spazio poi a produttori e selezionatori da Svizzera, Svezia e vari altri Paesi europei come il Belgio e il Portogallo. Dalla Spagna arrivano espositori storici di Cheese come Quesería Cultivo.

La Macedonia del Nord presenta il suo programma di assaggi e attività grazie al sostengo del ministero dell’Agricoltura, delle foreste e dell’economia dell’acqua.

Elena Karovska Gosevska, coordinatrice di Slow Food Macedonia, parteciperà inoltre alla conferenza Settembre andiamo. È tempo di migrare – La civiltà della transumanza.

Altre delegazioni convergeranno a Cheese da Norvegia, Balcani, Ucraina, Turchia e altri paesi del Nord.

Dalla Francia arriva invece una carovana di produttori: con partenza prevista oggi da Camembert, il gruppo raggiungerà Bra dopo aver visitato allevatori e casari e arrivando infine a Cheese con un carico di caci d’Oltralpe.

I temi trattati

Insieme a Ben Mehedin, coordinatore del presidio Slow Food del maiale di Bazna della Romania, e Dessislava Dimitrova, coordinatrice Slow Food in Bulgaria, parleranno di peste suina.

Oleksandr Shatalov, portavoce della comunità Slow Food per il rilancio della gastronomia hutsul e dell’agricoltura tradizionale a Kvasy in Zakarpattia (nonché fondatore dell’azienda agricola biologica Rosenthal in Transcarpazia, Ucraina) parlerà della rigenerazione di montagne e altopiani.

Aud Slettehaug, rappresentante Slow Food del Geitost artigianale del fiordo di Sogne e del Pultost dai paesi di Hedmark and Oppland, Norvegia, presenterà sfide e soluzioni (anche per i pascoli) sul clima che cambia.

Lo chef spagnolo Marc Ribas presenterà il progetto Ramats de Foc, finalizzato alla protezione della flora locale dal rischio di incendi dovuti al cambiamento climatico grazie alla silvipastorizia.

Juan Camilo Quintero presenterà invece il proprio viaggio gastronomico con la sua cucina sostenibile: dalla Colombia al mare toscano e alle colline del Chianti.

Cheese 2023: i formaggi e le pietanze

Tra i presidi slow food ci sono lo Stichelton a latte crudo e il Cheddar artigianale del Somerset dal Regno Unito, i formaggi a latte crudo irlandesi, il Gouda artigianale stravecchio dai Paesi Bassi.

E ancora: l’Emmentaler tradizionale svizzero, il francese Bleu del Queyras e dall’Austria il formaggio di pecora della varietà Plezzana.

Tra i protagonisti ci sono anche la anufactura de Branza dalla Romania (prodotto da Istvan Vargas), lo sbrinz d’alpeggio (presidio Slow Food) dalla Svizzera e l’afuega l’pitu a latte crudo dalla Spagna.

Altri appuntamenti ed eventi

Davide Nicoli, produttore Slow Food dell’asiago stravecchio e specializzato in allevamento di razza rendena: oggi gestisce la Malga Serona a Caltrano e racconterà la sua storia a Cheese alle 15 di venerdì 15 settembre.

Negli eventi organizzati dall’Università di Scienze Gastronomiche e nel Mercato dei formaggi sarà invece possibile conoscere l’azienda agricola Nicoletta di Settimo Vittone di Alice: azienda nata a inizio Novecento che ha saputo riorganizzarsi nel nuovo millennio.

Domenica 17 settembre alle 15, parlando di civiltà della transumanza, ci sarà Viola Marcelli, referente della comunità Slow Food dell’Aquilano e proprietaria dell’agriturismo Porta dei Parchi.

Il futuro dell’industria casearia

A Cheese si parlerà infine del futuro di questo mestiere: il bisogno di formazione per i giovani che vogliono avvicinarsi, le nuove tecnologie e l’applicazione delle innovazioni affiancate alle tradizioni e ai prodotti locali.

A partecipare a una conferenza specifica, prevista alle 15 di lunedì 18 settembre, sarà Salvatore Claps, direttore del centro di ricerca zootecnia e acquacoltura di Bella, Basilicata (Crea Za).

Lo stesso Claps, nel 2022 e in collaborazione con Maria Assunta D’Oronzio del centro di ricerca politiche e bioeconomia (Crea Pb), organizzò la prima edizione del corso per tecnici nelle produzioni lattiero-casearie tradizionali e sostenibili.

Tra le giovani promesse di Cheese e Slow Food, presenti nelle degustazioni degli alumni dell’Università di Scienze Gastronomiche, ci sono Anat e Daniel Kornmehl, coppia di agronomi che nel 1997 ha deciso di stabilirsi nel deserto del Negev, in Israele, per avviare una fattoria con allevamento di capre, caseificio e annesso piccolo ristorante.

Sarà presente anche Michael Opalenski di Masseria Cattiva, realtà pugliese che punta su fermentazioni spontanee, coltivazione biologica e sperimentazione.

Futuro e tradizione si incontrano dunque a Bra per parlare del cambiamento climatico destinato a sconvolgere ricette, produzione e allevamenti. E di soluzioni da adottare per avanzare ancora.

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