La priorità del Parlamento europeo è garantire un’ottima qualità dell’aria nei Paesi dell’unione: per questo ha approvato una posizione che prevederà limiti più stringenti per il 2035 per diversi inquinanti dell’aria. Obiettivo, inquinamento zero entro il 2050.
Lo scopo ultimo della politica dovrebbe essere quello di garantire salute – fisica, mentale ed economica – ai cittadini che con il loro voto delegano i loro destini a soggetti terzi.
La priorità, tuttavia, dovrebbe essere garantire in primis la salute fisica, evitando di contrapporre – come accade sempre – salute dei cittadini ed economia. Il Parlamento europeo ha così deciso di stringere i limiti degli inquinanti dell’aria entro il 2035, per arrivare entro il 2050 all’inquinamento zero.
Un traguardo importantissimo, visto che ancora oggi, l’inquinamento atmosferico provoca circa 300.000 morti premature all’anno in Europa.
Soddisfatta, pur con qualche riserva l’associazione Cittadini per l’Aria che, attraverso la sua presidente Anna Gerometta afferma: “L’Italia conta un quinto della mortalità prematura in Europa derivante dall’inquinamento atmosferico ed è, quindi, un vero peccato che i parlamentari europei non abbiano seguito l’opzione definita dalla Commissione Envi che fissava il termine per il rispetto dei limiti al 2030.
La delibera è, comunque, un passo avanti importante che ci auguriamo convinca le nostre amministrazioni e i governi europei che i cittadini chiedono loro vera protezione dall’inquinamento dell’aria. Una protezione che va messa in atto sin d’ora con decisione e serietà“.
Per il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è necessario “Affrontare il cambiamento climatico senza lasciarsi sommergere da motivazioni ideologiche, ma per i cittadini” e, di conseguenza “serve un periodo più lungo per l’applicazione dei limiti“.
Con 363 voti a favore, 226 contro e 46 astensioni, i deputati europei hanno fissato valori limite e obiettivi più rigorosi (da raggiungere entro il 2035), rispetto alla proposta della Commissione, per diversi inquinanti, tra cui particolato (PM2.5, PM10), NO2 (anidride carbonica), SO2 (anidride solforosa) e O3 (ozono).
Le nuove regole mirano a garantire che la qualità dell’aria nell’Ue non sia dannosa per la salute umana, gli ecosistemi e la biodiversità e ad allineare le regole europee con le più recenti linee guida per la qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Per Francesco Forastiere, epidemiologo e professore all’Imperial College e fra i contributori delle nuove Linee Guida dell’Oms, è “un successo della ricerca epidemiologica ambientale costante e continua, nella sintesi delle evidenze attraverso le revisioni sistematiche, nelle raccomandazioni come le Who Air Quality Guidelines, e nelle attività di advocacy che si sono susseguite. Quelli che erano semplici risultati della ricerca si sono trasformati in un provvedimento di legge che protegge la salute di tutta la popolazione europea“.
Inoltre, nel testo approvato si sottolinea la necessità di aumentare il numero di punti di campionamento della qualità dell’aria nei centri abitati: nelle aree urbane dovrebbe esserci almeno un super-sito di monitoraggio ogni due milioni di abitanti.
Ora, il Parlamento europeo inizierà i negoziati con il Consiglio europeo – formato dai ministri competenti delle varie nazioni dell’unione – per dare una forma definitiva alla legge.
Dopo la votazione, il relatore Javi López (S&D, Spagna) ha dichiarato: “Affrontare l’inquinamento atmosferico in Europa richiede un’azione immediata. Questa lenta pandemia sta avendo un impatto devastante sulla nostra società, portando a morti premature e a una moltitudine di malattie cardiovascolari e polmonari.
Dobbiamo seguire la scienza, allineare i nostri standard di qualità dell’aria alle linee guida dell’Oms e rafforzare alcune delle disposizioni contenute in questa direttiva. Dobbiamo essere ambiziosi per salvaguardare il benessere dei nostri cittadini e creare un ambiente più pulito e più sano“.
Crediti immagine: Depositphotos










