Home Eco Lifestyle Il navigar m’è dolce: sostenibilità e tecnologia per la nautica da diporto

Il navigar m’è dolce: sostenibilità e tecnologia per la nautica da diporto

barche ecologiche

Da diversi anni la consapevolezza dell’impatto delle imbarcazioni sull’ecosistema marino ha portato i produttori di barche e i navigatori a ripensare le pratiche di navigazione sia in termini di materiali impiegati per la costruzione delle barche, sia nei sistemi di propulsione.

Il modello di navigazione più ecologico è senza dubbio la vela, che sfrutta la forza del vento per la propria propulsione, ma in ogni caso anche le barche a vela necessitano di un motore ausiliario, più o meno potente a seconda di dimensioni e peso dell’imbarcazione.

Per chi preferisce la propulsione a motore, esistono già soluzioni per migliorare l’efficienza energetica implementate da aziende del settore: progettazione di eliche e/o motori per ridurre il consumo energetico, soluzioni di filtri-scrubber per il particolato (sistema di lavaggio dei gas di scarico ad acqua chiamato scrubber per catturare le particelle tossiche), vele rotanti o turbosoffianti (concetti basati su un cilindro rotante che sfrutta l’effetto Magnus per aumentare la potenza propulsiva dell’imbarcazione), iniezione diretta nei carburanti (iniezione di miscele di idrogeno o altro al fine di ridurre le emissioni del 20%), propulsione 100% elettrica o ibrida termico-elettrica, Lng (gas naturale liquefatto) o bioLng (riduzione del 20% delle emissioni di CO2), E-fuels.

I dipartimenti di ricerca e sviluppo dei costruttori, i produttori di motori e le nuove startup all’avanguardia della tecnologia sperimentano costantemente nuovi mezzi di propulsione per unire il piacere della navigazione al rispetto per la Natura.

Alle soluzioni tutte italiane, come quelle di Elettricawave, si affiancano le francesi di BlueNav con motori elettrici e ibridi che si distingue per il suo approccio di ibridazione mild.

Il motore elettrico BlueSpin, per esempio, è retrattile, ruotabile, compatto e leggero, può essere installato su imbarcazioni nuove o esistenti senza alcuna modifica strutturale e consente di passare dalla modalità termica a quella elettrica in pochi secondi.

La spezzina E-Motion offre sistemi di propulsione ibrida a emissioni zero, con la possibilità di passare alla navigazione diesel-elettrica con la semplice pressione di un pulsante.

I sistemi ibridi e-Motion offrono 10 modalità funzionali per la propulsione ibrida parallela e 5 modalità funzionali per la propulsione in serie, con la modalità di navigazione economica di ha una riduzione del consumo di carburante fino al 30% e la ricarica rapida delle batterie, fino al 90% di carica in 35 minuti.

perini e-motion
Un Navi Perini equipaggiato con sistema di propulsione ibrida E-Motion

Fin X – Fin 5, startup parigina, crea motori senza elica ed è convinta che il modo migliore per preservare la Natura sia trarre ispirazione da essa.

I sistemi di  propulsione nautica ecologici ed efficienti si rifanno al movimento dei pesci, da qui Fin 5, il primo motore nautico ad alette senza elica, al 100% elettrico e sicuro destinato a piccole imbarcazioni e barche a vela fino a 3 tonnellate di peso.

Dalla collaborazione tra Bmw e il costruttore di barche Tyde è nato l’aliscafo elettrico The Icon, in grado di raggiungere una velocità di 30 nodi. È alimentato da due motori elettrici da 100kW, combinati con sei batterie da 240kWh della Bmw i3 e ha un’autonomia di 50 miglia a una velocità di crociera di 24 nodi.

Per aumentare l’autonomia, il comfort e la velocità, l’Icon è dotato di foil che riducono il fabbisogno energetico fino all’80% rispetto a uno scafo convenzionale.

the icon
The Icon si propone come soluzione del futuro per il trasporto pubblico su acqua

Il biodiesel Hvo è la scelta di Azimut

Da sempre attenta alla sostenibilità nella nautica Azimut ha celebrato i suoi primi 20 anni di ricerca e di attiva sperimentazione per abbattere l’impatto ambientale riducendo le emissioni di CO2.

Sono stati recentemente presentati i risultati raggiunti, certificati da un panel scientifico indipendente e i nuovi traguardi da perseguire con interventi concreti e partner insieme a cui guidare il settore verso una progressiva decarbonizzazione: il Politecnico di Torino, Eni Sustainable Mobility, Lloyd’s Register e Superyacht Eco Association, organizzazione senza scopo di lucro creata dallo Yacht Club de Monaco e Credit Suisse.

Il cantiere già vanta la prima fuel cell testata a bordo, il primo yacht ibrido e una flotta di Low Emission Yachts che emettono fino al 30% di CO2 in meno rispetto a barche paragonabili.

Il Politecnico di Torino ha condotto uno studio sui combustibili alternativi per l’industria della nautica da diporto. Lo studio analizza biodiesel Hvo, metanolo e idrogeno confrontandone efficienza, sicurezza, disponibilità e costi in un orizzonte di breve e medio termine.

I risultati hanno messo in evidenza i vantaggi del biodiesel rispetto a metanolo e idrogeno: il metanolo verde, la tipologia efficace nella riduzione delle emissioni di CO2, si configura come un’opzione non attuabile nel breve termine per le criticità legate a produzione e distribuzione, ma può essere una soluzione promettente in un orizzonte temporale più distante.

Di e-metanolo abbiamo parlato con le responsabili del progetto Prometheus solo poche settimane fa – ndr.

Il metanolo grigio ha un footprint riferito al ciclo di vita più alto rispetto al gasolio tradizionale, mentre – sempre secondo le ricerche condotte da Santarelli del Politecnico di Torino – l’idrogeno rappresenta un’alternativa lontana per via delle complessità nello stoccaggio e nella gestione sicura a bordo.

Oggi il biodiesel è l’unica alternativa a breve termine al combustibile di origine fossile e nel presente la più efficace per fornire un contributo alla decarbonizzazione del settore della nautica da diporto” afferma il professor Santarelli.

BZero: innovazione in casa Baglietto

È sempre alta l’attenzione di Baglietto nei confronti delle tematiche ambientali con la centralità  del rispetto del mare, che ha portato lo storico cantiere a investire negli anni nell’innovazione e nella ricerca di soluzioni compatibili con l’ecosistema.

Ecco dunque BZero, innovativo progetto che prevede la costruzione di un modulo per la produzione di idrogeno verde a partire dall’acqua di mare tramite elettrolizzatori a loro volta alimentati da energie provenienti da fonti rinnovabili.

L’obiettivo è  quello di aumentare l’autonomia elettrica di crociera delle imbarcazioni in modalità zero emissioni e prevede l’integrazione a bordo degli yacht Baglietto della tecnologia fuel cell a idrogeno su piattaforma ibrida o diesel-electric.

Oltre a Baglietto, capofila del progetto, partecipano sei partner di rilevanza internazionale, tutte con team di progettazione e sviluppo basati in Italia: Arco Fc, Bluenergy Revolution, Enapter, H2boat, Rina e Siemens Energy stanno lavorando per produrre entro fine 2023 un prototipo su scala 1:1 perfettamente funzionante e che potrà essere applicato quindi su imbarcazioni in consegna nei periodi successivi.

I catamarani eco – friendly parlano francese

Azienda giovane, la francese Windelo nasce in Occitania all’insegna della sostenibilità come filosofia di vita e nel proprio cantiere costruisce catamarani da crociera e sportivi.

L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto ambientale dei propri catamarani del 50% e di farlo impiegando tecnologie innovative sia sul fronte dei materiali impiegati per la costruzione, sia su quello dei sistemi di propulsione.

I catamarani prodotti hanno tutti dimensioni ragguardevoli – dai 47 ai 57 piedi – e sono dotati di tutti i confort che imbarcazioni moderne di tali dimensioni ormai esigono: dall’aria condizionata alla lavastoviglie, gli armatori ormai desiderano avere in barca tutte le comodità di casa.

La motorizzazione e i sistemi di accumulo di energia devono dunque essere proporzionati alle dimensioni dell’imbarcazione e a tutti i suoi consumi.

Il motore elettrico ibrido viene alimentato dai pannelli solari, turbine eoliche, idro-generazione e combinato con uno o due generatori, che garantiscono autonomia completa.

Molto interessante il sistema di idro-generazione per cui quando si va a vela le eliche passano alla modalità idrogeneratore e producono elettricità dal flusso dell’acqua.

L’idro-generatore produce in media 1kWh per motore navigando a 10 nodi. Se viene impiegata l’idro-generazione solo per ricaricare il banco batterie, questo si ricaricherà completamente in un giorno di navigazione a vela.

Nel caso sole, vento e movimento non siano sufficienti a fornire l’energia necessaria, sono presenti i generatori a carburante.

Nello schema che segue sono presentati dei casi tipici di impiego e vita a bordo e i relativi consumi di energia/autonomia.

schema windelo

» Leggi tutti gli articoli di Save the Sea (#savethesea)

Silvia LandiSilvia Landi: giornalista, laureata in scienze biologiche, ha lasciato Milano da oltre 10 anni per vivere a contatto con il mare e la campagna toscana. Consulente e presidente di Asd Mad Mure a dritta, ama raccontare il mare e come imparare ad averne cura | Linkedin
Condividi: