La seconda edizione del bando per l’agrisolare prevede importanti cambiamenti e agevolazioni per realtà e aziende. Ma ci sono posizioni a favore e altre contrarie all’incentivo.
La seconda edizione del bando del Parco Agrisolare è destinata a portare importanti cambiamenti sul suolo italiano. Siccome è gestito con i fondi del Pnrr, per un totale di un miliardo di euro, la realizzazione di ogni intervento deve essere garantito entro e non oltre il 30 giugno 2026.
Un quantitativo di denaro e di agevolazioni che fanno gola a diverse aziende e realtà italiane. Anche se c’è chi si divide tra i pro e i contro all’agrisolare.
Il bando per l’agrisolare
Sono diverse le novità introdotte in questo secondo bando per il Parco Agrisolare, finanziato con fondi Pnrr. Innanzitutto si parla di un incremento del contributo concedibile fino all’80 percento per le imprese di produzione agricola primaria e della trasformazione agricola.
Viene introdotto l’autoconsumo condiviso e la possibilità per le imprese di fare partecipazioni in forma aggregata.
Si inserisce anche la possibilità di creare impianti fotovoltaici su tetti di fabbricati agricoli, con potenza fino a un massimo di mille kWp per impianto.
La spesa massima ammissibile per sistemi di accumulo sale fino a 100mila euro, mentre per quelli di ricarica aumenta fino a 30mila. La spesa massima per ogni beneficiario del bando, infine, si attesta a 2.330.000 euro.
Chi dice Sì all’agrisolare
Il bando è stato presentato a Firenze alle aziende agricole toscane grazie a Confcooperative Fedagripesca Toscana, Think Green e Power Energia.
I benefici previsti dallo stanziamento Pnrr interessano e incuriosiscono molto le imprese. L’attenzione verte soprattutto al mondo del fotovoltaico, con l’obiettivo di abbattere i costi resi alti dalla crisi energetica.
Tra gli incentivi per costruire nuovi impianti c’è soprattutto un’agevolazione per smaltire coperture contenenti amianti o realizzare coperture di isolamento termico.
Interessata al bando e all’agrisolare è anche Sma Italia, che per l’occasione ha presentato dei prodotti in linea con i progetti che potrebbero essere incentivati dal settore.
Nell’elenco compaiono Sunny Tripower X per gli impianti fotovoltaici commerciali e abitazioni private di grandi dimensioni. Ci sono anche le varianti Core1 e Core2, cioè inverter di stringa senza vincoli di installazione per tetti e per terra.
Penultimo è il Sunny Highpower Peak3 da 100 kilowatt e la Sma Commercial Storage Solution dedicata all’accumulo per il segmento commerciale.
C’è chi dice No
Attraverso le parole del presidente di Milano, Lodi e Monza-Brianza Alessandro Rota, la Coldiretti interprovinciale si dichiara contro al fotovoltaico sui campi.
In particolare, la critica viene fatta non all’agrisolare in sé, ma a quello sviluppato lungo l’autostrada del Sole. Per l’ente sarebbe infatti preferibile intervenire solo sui tetti di cascine e strutture agricole.
La quarta corsia dell’A1 tra Sudmilano e Lodigiano, in particolare, per la Coldiretti interprovinciale ha già danneggiato a sufficienza intere aree rurali per 17 chilometri.
Accettare che in quel punto vengano realizzati parchi fotovoltaici a terra – secondo l’ente incompatibili con l’attività agricola – per Coldiretti significa favorire le speculazioni e ridurre i campi.
Tra i pro e i contro di progetti legati a fotovoltaico e agrisolare, tutti concordano su una cosa: la direzione verso le risorse rinnovabili è quella giusta e i fondi Pnrr saranno preziosi.












