Home Eco Lifestyle L’importanza di una corretta illuminazione quando si viaggia in bicicletta

L’importanza di una corretta illuminazione quando si viaggia in bicicletta

luci per bicicletta
Immagine da Depositphotos

Chi ha paura del buio? Nessuno, sarebbe bene rispondere. Eppure quando si viaggia in bicicletta in città diventa importantissimo essere visti. Lo si può fare in diversi modi, ma accendere le luci, oltre che importante, è anche un obbligo imposto dal Codice della Strada.

Arriva l’autunno, poi l’inverno e le giornate si accorciano. Ecco di nuovo, quindi, il tema delicato delle luci sulle biciclette. Esistono in commercio diversi sistemi di illuminazione e segnalamento, che vanno dalle luci sulla bicicletta alle luci sul casco, dai catarifrangenti sui pedali (di scarsissima utilità) ai catarifrangenti sui raggi, utili soprattutto nel caso in cui ci si incontri perpendicolarmente.

Per finire con quelle scelte caleiodoscopiche che ogni tanto si trovano in rete, vistose ma che, secondo me, disorientano chi le vede…

Due parole sulla teoria dell’illuminazione per le biciclette

Per fare un po’ di chiarezza al momento in cui si dovesse fare una scelta, bisogna sapere che le luci si misurano in Lux e Lumen. Il Lumen indica il flusso luminoso totale emesso da un apparecchio.

Il Lux indica la misura in cui viene illuminata una superficie da una luce. Una lampada da 1.000 lumen, che distribuisce la sua luce su una superficie di 1m2, illumina questa zona con 1.000 lux.

Quindi diventa importante conoscere i lumen della lampada che installeremo, se ci serve per farci vedere, mentre ci interesseranno i lux, misurati a una certa distanza se useremo le lampade per illuminare una strada buia.

Le luci per essere visti in genere hanno una batteria a bordo, mentre quelle molto più potenti che illuminano correttamente il percorso, hanno quasi sempre batterie separate.

Esiste un tema altrettanto sottile sulle dimensioni del corpo illuminante, del numero dei led, ma esula da quanto stiamo trattando – neanche a dirlo, nel mondo automobilistico tutto questo è precisamente normato, mentre nel mondo della biciclette non altrettanto.

Perché questa premessa? Per richiamare l’attenzione sulla necessità di essere visti, ancor prima di vedere. In città la grande quantità di luce di sottofondo generata dall’lluminazione stradale, dalle vetrine dei negozi, dai fari delle automobili, rende necessario avere lampade dotate di un discreto numero di lumen affinché le luci siano più evidenti rispetto all’ambiente che le circonda.

Essere visti da dietro è più importante che essere visti da davanti. Una buona illuminazione posteriore mette al riparo il ciclista dall’essere investito da un automobilista distratto, mentre davanti esiste la possibilità di intuire se chi ci viene incontro si è accorto della nostra presenza e quindi regolarsi di conseguenza.

Evidentemente l’illuminazione posteriore quella anteriore devono essere sempre abbinate e mantenute efficienti. Negli ultimi anni le luci a Led hanno quasi completamente soppiantato le altre fonti di illuminazione (incandescenza e alogena) per minori dimensioni, maggiore rendimento e potenza della lampada.

La durata di un Led arriva a circa 100.000 ore, produce più luce delle lampadine alogene o incandescenza ma richiede meno energia.

Quasi tutte le lampade sono alimentate a batteria ricaricabile, ma anche la tecnologia fa passi da gigante e a volte riporta in vita sistemi abbandonati per scarsa efficienza come le luci a dinamo.

Le precedenti versioni avevano una dinamo con una puleggia che ruotava per attrito sul fianco del copertone. Un sistema dispendioso in termini energetici, che rallentava la bicicletta, con pochissima potenza illuminante a bassa velocità, rumoroso e che in sosta al semaforo non funzionava.

Nelle biciclette moderne la dinamo viene montata sul mozzo anteriore e usata con un condensatore che permette alla luce di rimanere accesa anche quando la bicicletta è ferma.

Si tratta quindi di un sistema affidabile, ecologico, robusto e difficile da rubare. Un’ottima soluzione che svincola dalla necessità di ricarica per chi percorre lunghe distanze, dove l’alimentazione a batteria sarebbe un problema.

Per contro la bicicletta deve essere montata con un mozzo speciale e il peso del sistema può diventare un ostacolo.

Aspetti fondamentali di un buon impianto di illuminazione

Ecco alcuni elementi di valutazione per la scelta di un sistema di illuminazione per la bicicletta:

  • necessità di illuminazione lampeggiante (che in alcuni casi accorcia la durata della batteria) che quindi deve essere del tipo ricaricabile (quasi tutte lo sono con una presa Usb). Tenderei a escludere le batterie non ricaricabili per ragioni economiche nel tempo
  • posizione comoda dell’uscita per la ricarica. Questo consente di lasciare le luci attaccate alla bicicletta fissandole anche con fascette da elettricista, senza doverle staccare ogni volta che la luce necessiti di ricarica
  • possibilità di fissare alla bicicletta il corpo illuminante per non farselo rubare. Staccare le luci dalla bici ogni volta che la si lascia parcheggiata diventa complicato se non impossibile
  • collocare le luci in maniera che siano ben visibili, evitando di ostruire il fascio luminoso con i cavi dei freni o come spesso accade con gli abiti, nel caso in cui siano montate sotto alla sella
  • ricordarsi di ricaricarle prima che si scarichino completamente. In genere le luci presentano una serie di led verde-blu-rosso. L’accensione di quello rosso che indica la necessità di ricarica. Alcune luci, quando sono a corto di energia, sospendono la modalità lampeggiante e vanno in modalità fissa. Meno efficace ma molto meglio di avere la luce spenta
  • verificare la tenuta all’acqua dell’impianto. Quasi tutte (per non dire tutte) sono impermeabili, ma meglio verificare
  • le lampade sono spesso dotate di parabola orientata e quindi devono essere montate in posizione verticale oppure orizzontale, se indicato dal produttore. Le differenti parabole hanno un diverso campo di visibilità che arriva anche a 180 gradi

Un paio di note ancora:

  • le e-bike urbane sono dotate di luci specifiche che si ricaricano direttamente dalla batteria. Queste luci funzionano anche quando la bicicletta è ferma per esempio al semaforo. Alcune si si adattano alla luce ambientale e alla velocità del ciclista
  • i costi dell’impianto variano moltissimo, passando da qualche euro a diverse decine di euro. In genere i costi sono legati anche alla qualità dell’impianto. Ma nulla può giustificare la scelta di andarsene in giro di notte senza luci. Esistono luci che sono sensibili alla velocità del ciclista. Molto belle e molto sofisticate

In rete si trova veramente qualsiasi cosa, ma scegliere marche note, mette al riparo da sorprese. Specie se devono essere sostituite in garanzia: Garmin, Lezyne, Cateye, Topeak sono fra i produttori principali.

Crediti immagine: Depositphotos

» Leggi tutti gli articoli di Passione Bici (#passionebici)

Marco FardelliMarco Fardelli architetto e designer, ogni anno percorre circa 3.500 km in bicicletta in città, in ogni stagione, per "razionalizzare la mobilità urbana cambiandone l'orientamento, i mezzi e i metodi di spostamento" | Facebook | CityBustoBike
Condividi: