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Le aziende italiane investono in Africa

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Immagine da Depositphotos

Gli investimenti delle aziende italiane nel continente a sud dell’Equatore possono portare grandi benefici sia all’Africa, sia all’Europa.

Investire in Africa significa investire e creare delle opportunità di lavoro in terre depredate a lungo nel corso della storia. Sono diverse le aziende italiane che hanno deciso di farlo, mettendosi in gioco per dare vita a grandi interventi.

Quello che si mette in pratica è una serie di benefici che possono giovare sia alle realtà italiane, sia all’Europa e all’Africa.

Gli investimenti delle aziende italiane in Africa

La società bergamasca Montello ha deciso di investire in Africa e creare una joint venture per operare nel settore del recupero e riciclo della plastica.

Insieme a E4Impact Accelerator ha creato Pura Terra Recycling, nata con l’obiettivo di recuperare i rifiuti plastici per diminuirne la presenza nell’ambiente e ridurre la dipendenza del Kenya dall’importazione di plastica dall’estero.

L’altro scopo è creare un hub dedicato alla gestione dei rifiuti di plastica, con imprese in grado di operare nelle diverse fasi dell’intera filiera. La joint venture punta entro il 2024 ad aumentare i volumi sia della raccolta sia della produzione.

TamAssociati, invece, ha ottenuto il Premio Biennale di Pisa 2023 per uno studio sulla progettazione di spazi, città ed edifici dal forte impatto sociale e dalla minima impronta ecologica.

Sono due le strutture cantierizzate in Darfur: nella città di El Fasher ed El Geneina saranno realizzati due centri di formazione professionale (Vocational Training Center) in grado di accogliere 480 studenti e uno staff di 40 persone, per 30 studenti in ogni classe.

Gli edifici serviranno a promuovere scolarizzazione, integrazione e occupazione ai rifugiati, sfollati interni e comunità ospitanti secondo quanto stabilito dal programma German Cooperation – Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit.

Grazie alla loro conformazione, anche in assenza di fornitura energetica potranno autoalimentarsi nelle funzioni principali.

Un grande progetto internazionale si sta sviluppando da Rimini in Etiopia con la collaborazione di diverse aziende, Ong e università: Newster System, World Connex, Hospitex International, La Salle foundation. Tra i finanziatori: Usaid e L’agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale.

L’obiettivo è migliorare la sicurezza di chi opera nei laboratori clinici della Del Ethiopian Catholique University of St Thomas Aquinas – Addis Abeba, proteggendo l’ambiente.

Un container lungo circa 12 metri, spedito in Etiopia, ospiterà una macchina Nw5 di Newster System per il trattamento dei rifiuti solidi sanitari pericolosi on-site e anche un sistema per il trattamento delle acque reflue di laboratorio.

L’impianto è adatto per l’installazione in ospedali e strutture sanitarie, ospedali da campo e aree di emergenza gestite dalla protezione civile.

Si formano importanti collegamenti tra Italia ed Europa con le aziende italiane pronte a mettersi in gioco nel continente a sud dell’Equatore. Per la fortuna e il progresso di entrambe.

Crediti immagine: Depositphotos

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