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Forature in città, come gestirle al meglio

foratura bicicletta
Immagine da Depositphotos

Nell’antichità insieme alla ruota fu inventato il chiodo. Da quel momento la bucatura è sempre in agguato e forare quando si pedala è sempre una grande scocciatura.

Forare è quasi una iattura: se, tuttavia, nell’attività cicloturistica si è disposti a portarsi dietro l’attrezzatura per la riparazione e perdere un po’ di tempo per riparare la gomma, quando si viaggia in città l’ultima cosa che uno ha voglia di portarsi dietro è un set di cacciagomma, la pompa e una camera d’aria di sostituzione.

In città in genere ci si sposta per lavoro, per commissioni, per andare a scuola e così via e quindi l’interruzione di qualche decina di minuti dovuta alla riparazione di una ruota è veramente una grande perdita di tempo.

Per non parlare del fatto che l’abbigliamento spesso costituisce un ulteriore ostacolo. E che le mani al termine delle operazioni hanno un aspetto poco edificante.

Per ovviare a questi inconvenienti, ci sono alcuni accorgimenti spiccioli, come controllare lo stato delle ruote un paio di volte all’anno per evitare che si presentino alla stagione invernale troppo secche o consumate. Perché il freddo è il vero killer dei copertoni, riducendo di molto l’elasticità della gomma.

Forare in città: ecco come comportarsi

Premesso che evitare una foratura al 100% è quasi impossibile, le soluzioni praticabili, sempre mirate agli spostamenti in città, possono essere diverse. Cominciamo a vederle in una ipotetica casistica dal basso (facile) verso l’alto.

  1. copertone nuovo; sostituzione del copertone appena comincia a essere usurato: l’assottigliarsi del battistrada è un’ottima causa delle forature, anche quelle più semplici. Un copertone nuovo in inverno inoltre consente anche una migliore capacità di deflusso dell’acqua piovana
  2. copertoni rinforzati: alcuni tipi di copertone, come per esempio gli Schwalbe Marathon, i Continental Ride Tour oppure i Pirelli Angel Urban, seguono un analogo principio ossia quello di avere una sorta di lamella (in gomma o kevlar) di rinforzo interna che fa spessore ostacolando l’ingresso delle punte (spine o chiodi) e allontana la camera d’aria dal battistrada. Naturalmente il copertone si appesantisce un po’ ma la possibilità di pedalare senza forare ripaga in pieno. Nella mia esperienza con i Marathon ho trovato che la gomma anche da nuova si irrigidisce un po’ perdendo in tenuta laterale che si avverte in città quando si incontrano i tagli longitudinali nell’asfalto
  3. camera d’aria con il lattice: si tratta di una soluzione intermedia che utilizza il lattice fluido inserito direttamente dentro la camera d’aria usata al posto di quella tradizionale. Nel mondo del fuoristrada si utilizzano cerchi predisposti e fluido sigillante direttamente nel copertone senza camera d’aria (risparmio di peso e migliori caratteristiche di guida per la deformabilità del copertone… ma è un altro mondo). Utilizzando la camera latticizzata c’è un leggero aumento di peso e ogni 2-3 anni la camera deve essere sostituita perché il lattice perde di efficacia. Però si utilizza lo stesso copertone e lo stesso cerchio. Nel caso di bucature di modesta entità il lattice spinto verso l’esterno dal rotolamento della ruota fuoriesce dal buco e si solidifica a contatto con l’aria esterna chiudendolo. I produttori sono molteplici: Slime (quello verde), Vittoria, Michelin. Decathlon. Esiste anche la possibilità di operare artigianalmente riempiendo una camera d’aria normale con il lattice tramite una siringa ma personalmente lo ritengo meno efficace dei prodotti già pronti anche solo per la correttezza della quantità di liquido introdotto
  4. salsicciotti: nome volgare dell’inserto antiforatura a base polimerica. I vari produttori fra cui Tannus e Vittoria, ne fanno alcuni modelli con caratteristiche spesso molto differenti per tipologia e accortezze di montaggio. Per il settore city-bike si tratta di un prodotto attualmente di nicchia, mentre è discretamente diffuso nel settore Mtb dove le sue potenzialità sono adeguatamente espresse e apprezzate
  5. gomme piene: extrema ratio per non bucare naturalmente sono le gomme piene. Ne parliamo perché un paio di aziende italiane le hanno a catalogo. I pregi sono evidenti, mentre i difetti possono essere riassunti nel ridotto numero di misure, il peso consistente (introvabile sui cataloghi) e la necessità di cambiare tutta la gomma al momento della sostituzione e lo scarso comfort di marcia. Personalmente non le prendo neppure in considerazione
  6. Metl: da Marte l’innovazione tecnologica; è solo una citazione, ma sono oggetto di un recente lancio pubblicitario un tipo di gomme completamente nuove, costituite da materiali quasi rivoluzionari. Il pneumatico si chiama Metl e sfrutta alcune caratteristiche di pneumatici messi a punto per le sonde su Marte. Gli pneumatici Metl sono costituiti da uno scheletro interno realizzato con un materiale moderno chiamato Nitinol, una lega a memoria di forma. È un metallo superelastico leggero e altamente flessibile che si allunga come la gomma, ma è forte come il titanio e tornerà sempre immediatamente alla sua forma originale. Inoltre pare essere in grado di avere una durata stimata tra 6.000 e 10.000 miglia (varia in base al disegno del battistrada), sostituibile per tutta la vita della vostra bicicletta. Unico vero neo, attualmente potrebbe essere il costo di 500 euro a coppia

Possiamo concludere con la solita raccomandazione di optare per la scelta che meglio si adatta ai percorsi e alle esigenze personali, magari evitando di utilizzare camere latticizzate in combinazione a copertoni antiforatura. A meno che pesi e costi non rientrino fra le vostre preoccupazioni.

Crediti immagine: Depositphotos

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Marco FardelliMarco Fardelli architetto e designer, ogni anno percorre circa 3.500 km in bicicletta in città, in ogni stagione, per "razionalizzare la mobilità urbana cambiandone l'orientamento, i mezzi e i metodi di spostamento" | Facebook | CityBustoBike
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