Home Energy and Mobility Wallbox di ricarica elettrica, positiva l’apertura sugli incentivi ma attenzione alle criticità

Wallbox di ricarica elettrica, positiva l’apertura sugli incentivi ma attenzione alle criticità

wallbox ricarica elettrica
Immagine da Depositphotos

Ricarica per i veicoli elettrici: arriva l’apertura del Governo sugli incentivi, pur con alcune criticità che Motus-E evidenzia. Inoltre, un fattore frenante nella transizione verso la mobilità elettrica riguarda anche le modalità di pagamento disponibili per effettuare la ricarica.

Bene, un piccolo passo avanti verso la transizione ecologica della nostra mobilità arriva dall’apertura del Governo sugli incentivi 2023 per le wallbox di ricarica elettrica, anche se restano parecchie criticità per l’accesso dei cittadini alle risorse finanziarie.

Seppure soddisfatta, l’associazione Motus-E – composta da operatori industriali, protagonisti della filiera automotive, mondo accademico e movimenti di opinione – avverte che “l’intervento retroattivo e le limitazioni del provvedimento ridurranno molto la platea di chi potrà usufruire del bonus“.

Il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, spiega il perché della posizione dell’associazione: “dopo una lunga attesa, accogliamo con qualche interrogativo l’apertura dello sportello per le installazioni effettuate quest’anno da cittadini e condomini, come avvenuto per l’annualità 2022, sbloccata ex post solo nelle scorse settimane, alcuni aspetti pratici limiteranno molto i riflessi positivi della misura.

In particolare, siamo nuovamente di fronte a un’agevolazione sostanzialmente retroattiva, quindi non in grado di stimolare il mercato e con procedure farraginose per chi vuole beneficiare di questa opportunità.

Oltre alla ristretta finestra temporale per richiedere il bonus – dal 9 al 23 novembre 2023, per le installazioni effettuate dal 1° gennaio 2023 allo stesso 23 novembre – pesano l’obbligo di utilizzo di una casella di posta elettronica certificata (Pec) ma soprattutto l’impossibilità di essere supportati nelle pratiche da chi ha venduto l’infrastruttura“.

Le risorse a disposizione per l’incentivo sono pari a 40 milioni di euro per il 2022, 40 milioni per il 2023 e 40 milioni per il 2024. Già le modalità di accesso ai fondi per il 2022 hanno presentato forti restrizioni, a partire dal riferimento alle sole infrastrutture installate tra il 4 ottobre e il 31 dicembre 2022.

Il bonus copre l’80% dei costi di acquisto e posa in opera delle infrastrutture di ricarica a uso domestico per privati e condomìni, rispettivamente fino a 1.500 e 8.000 euro.

Al netto degli aspetti pratici, così come sono le agevolazioni non premiano le produzioni a maggior valore aggiunto come quelle italiane, andando ad agevolare anche prodotti poco evoluti, non connessi alla rete e non in grado di interfacciarsi con le sperimentazioni portate avanti dal Gse e dall’Arera, che in futuro abiliteranno sempre di più il ruolo chiave dei veicoli a batteria per la flessibilità del sistema elettrico nazionale.

Il Governo si sta impegnando molto per fare ordine tra le misure per il settore incagliate ereditate dai precedenti esecutivi – conclude Nasoper gli incentivi 2024, che potranno contare anche sui fondi residui non erogati per i motivi già citati, sarà ora essenziale muoversi con il giusto anticipo, dando vita a una misura non retroattiva, stabile e chiara, in grado di aiutare i cittadini a beneficiare del passaggio all’auto elettrica e di stimolare un mercato, quello delle infrastrutture di ricarica, in cui l’Italia è sempre più un’eccellenza europea e mondiale“.

Ricarica dei veicoli elettrici: qual è lo strumento di pagamento migliore?

Direttamente connesso all’incentivazione dell’installazione di una wallbox di ricarica elettrica nei condomini e nelle abitazioni private, un aspetto fondamentale per la transizione verso un sistema di mobilità sostenibile riguarda i metodi di pagamento per la ricarica elettrica.

Secondo lo studio Pagamenti elettronici per la ricarica dei veicoli elettrici, condotto da The European House Ambrosetti e Visa, il 65,8% degli italiani intervistati ritiene infatti che l’attuale sistema di pagamento presso i punti di ricarica elettrica sia scomodo, in quanto non permette di pagare con un unico mezzo presso tutti i punti di ricarica.

Oggi non esiste una soluzione unica e standard per il pagamento della ricarica elettrica, ostacolo che limita molto la propensione al passaggio all’elettrico.

Secondo lo studio, infatti, il 12,9% dei non possessori di un veicolo elettrico ritiene che l’incertezza riguardo le modalità di pagamento disponibili per effettuare la ricarica sia il principale ostacolo all’acquisto di un mezzo elettrico.

La quasi totalità dei possessori di veicoli elettrici preferirebbe pagare presso tutti i punti di ricarica con lo stesso metodo di pagamento (92,6%) e ritiene che tutti i punti di ricarica dovrebbero accettare carte di credito/debito (94,6%), cosa che faciliterebbe la crescita del mercato dei veicoli elettrici (93,0%).

Tra le proposte di nuove soluzioni per risolvere le criticità dell’attuale sistema di mezzi di pagamento presso le colonnine di ricarica elettrica, tutti gli utenti intervistati considerano la carta di credito/debito come il mezzo migliore in prospettiva.

Crediti immagine: Depositphotos

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