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Favorire l’inclusione sociale attraverso il cibo

festival youth&food

Dopo l’appuntamento di Agrigento, a Torino arriva la seconda tappa del festival Venti Mediterranei, ricca di scambi di lingue e culture nell’ambito del progetto Youth&Food rivolto ai Minori stranieri non accompagnati (Msna).

Risale ad aprile 2022 il lancio di Youth & Food – Il cibo veicolo di inclusione, un progetto selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini (conibambini.org.) grazie al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile messo a punto da Slow Food.

Un percorso di inclusione sociale, lavorativa e abitativa quello previsto dal progetto Youth&Food messo a punto da Slow Food che si svolge nell’arco di tre anni e che nelle città di Torino e Agrigento coinvolgerà in totale 60 minori stranieri non accompagnati (Msna) provenienti dai più diversi paesi (Benin, Mali, Pakistan, Senegal, Maghreb…) e portatori di storie anche delicate.

Imparare un mestiere nell’ambito del cibo, inserirsi in una comunità accogliente, poter raccontare la propria storia sono alcuni degli aspetti costruttivi di questo progetto che offre la possibilità di realizzare un sogno e di un riscatto.

Ricordiamo che sono 20.681 i Msna presenti nel nostro Paese, secondo quanto rilevato alla fine dello scorso aprile, di cui 439 in Piemonte (per la maggior parte maschi, 89,5%), una quota pari allo 0,5% del totale.

L’importanza di tale progetto risiede nell’aver potuto accedere al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che nasce da un’intesa tra le fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo.

Il fondo sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.

Partner di progetto sono Al Kharub cooperativa sociale, Sanitaria Delfino Società Cooperativa Sociale, Coop. Meeting Service Catering, Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali (Ammi), Comune di Torino, Servizio VIII – Centro per l’Impiego di Agrigento, C.P.I.A. di Agrigento.

Come aveva dichiarato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, al momento del lancio nel 2022, “il nostro obiettivo è garantire un cibo buono, pulito e giusto per tutti, dove il nostro per tutti comprende anche i più fragili, come i cittadini migranti e i minori in particolare. Sono gli ultimi: vittime della bugia della crescita infinita, che nutre ingiustizia sociale, iniquità ed esclusione. Attraverso questo progetto vogliamo delineare una narrazione di aggregazione, riscatto, dignità, a partire da un soggetto potente: il cibo“.

Il progetto è articolato in diverse fasi, il cui scopo è il raggiungimento dell’autonomia e dell’emancipazione: un modulo di formazione (dai corsi di italiano alle nozioni sui diritti dei lavoratori, dall’apicoltura alla cucina internazionale), un periodo di stage, la creazione di startup in ambito agricolo e gastronomico e l’indipendenza abitativa.

Abderrahmane Amajou, coordinatore della Rete Migranti di Slow Food e referente di Youth & Food giustamente sostiene che “per rendere sostenibile l’inclusione sociale è fondamentale assicurare l’inserimento lavorativo attraverso i tirocini e la nascita di startup grazie alle quali i ragazzi collaboreranno con le realtà del territorio e metteranno alla prova la propria creatività.

Si tratta di ragazzi giovanissimi a cui manca l’affetto dei familiari. Ci auguriamo che, proprio grazie alle relazioni che i ragazzi stabiliranno, possano trovare una nuova famiglia sociale che li accolga e li faccia sentire parte di una comunità“.

Naturale vetrina delle attività di Youth&Food, quindi quella di Venti Mediterranei, il festival dedicato al Mare nostrum, culla di civiltà, luogo di incontro e di scambio tra culture e, soprattutto, sentiero di migrazioni. Un secondo appuntamento dopo la tre giorni organizzata a fine settembre ad Agrigento.

venti mediterranei

Per tutti noi il Mediterraneo è stato e continua a essere uno spazio di contaminazione fondamentale nello sviluppo dell’umanità, ma negli ultimi decenni, purtroppo, la sua narrazione si riduce al resoconto degli sbarchi sulle coste europee, quando non al racconto delle morti in mare.

Il festival Venti Mediterranei, invece, offre una chiave di lettura e un sistema di narrazione più ampi, basata sulle persone, le protagoniste, quelle che partono e quelle che, pur restando nel luogo dove sono nate e cresciute, vengono a contatto con altre vite e altre storie.

Da ricordare qui quanto importante sia stato anche l’appuntamento di Agrigento per il particolare tema scelto Migranti e disabilità, perché, come ha ricordato Giampiero Griffo, presidente Eu Disability Forum servono dati, formazione, strutture e servizi per assistere chi è colpito da un doppio stigma.

Infatti, nel corso degli anni è stata rilevata negli ingressi in Italia una sempre più vasta presenza di persone vulnerabili quali minori, minori non accompagnati, persone con disabilità, anziani, donne in stato di gravidanza, genitori singoli con figli minori, vittime di tratta di esseri umani, persone affette da gravi malattie o da disturbi mentali, persone che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale o legata all’orientamento sessuale o all’identità di genere, vittime di mutilazioni genitali femminili.

Per queste persone esiste il rischio di una doppia discriminazione, perché i migranti e, per esempio le persone con disabilità, anche se informate di alcune questioni tecniche e burocratiche, spesso non dispongono degli strumenti cognitivi, emotivi, linguistici e culturali per utilizzarle nel migliore dei modi.

Questo significa dunque sviluppare un’attenzione particolare a tali problematiche, assicurando la realizzazione di attività specifiche di superamento delle diverse barriere, da quelle architettoniche a quelle sociali.

Affrontare la disabilità coinvolge molteplici sfere: quella terapeutica, burocratica, di assistenza sociale, lavorativa, quella legata alla qualità della vita. Nella situazione di limitazione delle libertà personali che è spesso accompagnata dalla condizione di disabilità e che è esacerbata dalla condizione di un migrante, la semplice informazione non è sufficiente.

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