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Rifiuti: la gestione di tessile e plastica in Lombardia

palazzo lombardia milano
Immagine da Depositphotos

Gestione degli scarti del tessile e della plastica: le anticipazioni dei finanziamenti 2024 di Regione Lombardia per le imprese, per proseguire nell’opera di gestione dei rifiuti.

La Lombardia continua a muoversi sulla direttrice ambientale: “il progresso è sostenibilità” ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, partecipando all’incontro Rifiuti: cosa bolle in pentola, che si è tenuto lo scorso mese di ottobre nella sede di Confcommercio Milano.

L’assessore ha poi continuato: “la raccolta differenziata è al 75%. Il recupero di materia ed energia è all’85%. In questo mandato Regione Lombardia metterà a disposizione 120 milioni di euro per le imprese. È un sostegno ad azioni di simbiosi industriale, prevenzione della produzione dei rifiuti e riutilizzo per la chiusura del ciclo“.

Di questi 120, 5 milioni di euro saranno destinati alle piccole e medie imprese delle filiere della plastica e tessile che, in forma singola o aggregata, da maggio 2024, parteciperanno al primo bando sul sostegno per lo sviluppo di azioni di economia circolare, in riferimento all’Azione 2.6.2. del Por Fesr Regione Lombardia 2021-2027, candidando dei progetti per la riduzione e gestione dei rifiuti.

I progetti finanziabili dovranno riguardare azioni di economia circolare relativi a tutte le fasi del ciclo di vita delle filiere della plastica e del tessile: approvvigionamento, design, produzione, distribuzione, utilizzo, raccolta, fine vita.

In particolare dovranno:

  • favorire la valorizzazione dei residui di produzione, anche in un’ottica di simbiosi industriale e introduzione nel ciclo produttivo di sottoprodotti
  • realizzare azioni di riutilizzo di imballaggi a fine vita, anche attraverso la realizzazione di sistemi di vuoto a rendere
  • ideare azioni per il riutilizzo di prodotti o l’allungamento del ciclo di vita
  • trovare soluzioni in grado di modificare le linee produttive per realizzare prodotti e imballaggi con un minor uso di materie prime e per ridurre l’utilizzo dei propri scarti di lavorazione
  • migliorare le linee produttive per l’introduzione di materiali da end of waste
  • favorire delle modifiche alle linee produttive a seguito di riprogettazione del prodotto per un miglioramento del fine vita dello stesso (maggiore durata e riciclabilità) anche attraverso l’utilizzo di materiali alternativi
  • realizzare progetti innovativi di raccolta di rifiuti con caratteristiche di trasferibilità e scalabilità, per l’ottimizzazione dei processi di preparazione per il riutilizzo o il riciclo
  • creare progetti innovativi, con caratteristiche di trasferibilità e scalabilità, relativi a processi di preparazione per il riutilizzo o riciclo di rifiuti plastici, di rifiuti in bioplastica compostabile e di rifiuti tessili

Nella stesura del progetto candidabile, si dovranno tenere in considerazione gli ambiziosi obiettivi sul riciclo e sulla riduzione della produzione dei rifiuti, da raggiungere entro il 2027, come indicato nel Programma Regionale di Gestione Rifiuti di Regione Lombardia (Prgr).

Per affrontare tali sfide, il Prgr, sottolinea infatti l’importanza di favorire la gestione efficiente dei materiali e lo sviluppo dell’economia circolare con riferimento a diverse filiere prioritarie, quali il tessile, la plastica, gli scarti del cibo:

  • forme di prevenzione della produzione dei rifiuti (uso di sottoprodotti, simbiosi industriale, riutilizzo)
  • recupero dei materiali attraverso l’uso efficace di tecniche innovative, migliorando così sia i cicli produttivi sia i prodotti, aumentandone la circolarità

I beneficiari dei progetti vincitori riceveranno un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili: beni strumentali, macchinari, sistemi di automazione e tecnologie adattive, impianti di produzione, attrezzature e arredi, hardware e software.

È prevista la premialità con un incremento di un ulteriore 10%, arrivando quindi al 60% di contributo a fondo perduto delle spese ammissibili per quei progetti in grado di dimostrare, in fase di rendicontazione, il superamento di almeno il 30%, dei risultati attesi dichiarati nella valutazione ex ante.

In particolare, le premialità riguarderanno:

  • partecipazione della Pmi ad accordi con enti di ricerca in ambiti inerenti il progetto
  • presenza di studi di Life Cycle Assessment (Lca) o di Product Environmental Footprint (Pef) a supporto del progetto
  • presenza di certificazioni riferite all’organizzazione e ai siti produttivi, mediante un Sistema di Gestione Ambientale (Sga) con l’accreditamento Iso14001 o la registrazione Emas
  • l’impresa che candida il progetto si presenterà in forma di start up o Pmi innovativa
  • ci sia rilevanza della componente femminile e giovanile nel team di progetto

Le informazioni sull’apertura del bando saranno disponibili alla pagina Bandi Online di Regione Lombardia.

I passi avanti sull’economia circolare in Europa

Parliamo ampiamente dell’importanza di un attento uso e riuso dei materiali, siano essi legati al campo della moda, della raccolta differenziata o delle micro e nanoplastiche.

Prevenire i rischi e trovare soluzioni sostenibili ai problemi anche attraverso nuove competenze in tema ambientale. Sta incrementando la responsabilità verso il Pianeta, anche dal punto di vista istituzionale, è infatti una sensibilità necessaria di cui ne possono beneficiare tutti gli esseri viventi: se guardiamo indietro nel tempo, all’inizio degli anni ’80, precisamente nel 1982 a Montevideo (Uruguay) fu sancita la Carta Mondiale della Natura, un documento la cui adozione è stata favorita dall’azione del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep).

E come si evince dal suo principio 1, “diffonde la concezione per cui l’ambiente e la natura sono da considerarsi un tutto indivisibile i cui processi ecologici essenziali vanno rispettati e non alterati“.

La prima dichiarazione che intendeva stimolare lo sviluppo di un’etica ambientale globale sottolineando il rispetto della natura come principio cardine della salvaguardia ambientale, orientata al raggiungimento del benessere, anche se non trattava la relazione tra il degrado ambientale e la povertà e l’uguaglianza dello sviluppo umano.

Principi questi, che troviamo chiaramente espressi tra gli obiettivi del Green Deal europeo: ridurre l’inquinamento e promuovere l’economia circolare per salvare gli ecosistemi.

È recente l’accordo politico raggiunto tra le istituzioni europee, in tema di economia circolare, sulla necessaria maggiore responsabilità dell’Europa nell’esportazione dei rifiuti e il rafforzamento del controllo delle norme favorendo una maggiore cooperazione nella lotta ai crimini contro l’ambiente: vietata l’esportazione di rifiuti di plastica dall’Europa verso i Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse).

L’uso dei rifiuti smaltiti in modo sostenibile, anche utilizzando la tecnologia digitale, devono diventare risorse rigorosamente rispettose delle condizioni ambientali: questo ciò che intende normare meglio l’Europa, per prevenire nei Paesi terzi il degrado ambientale e l’inquinamento causati dai rifiuti, in particolare quelli derivati dalla plastica prodotti in Europa.

Crediti immagine: Depositphotos

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