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L’appello per la svolta green: come devono prepararsi i giovani?

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Immagine da Pixabay

L’appello arriva dall’Europa ma anche e soprattutto dai tempi che mutano: i giovani devono prepararsi alla svolta green.

La svolta green deve arrivare anche e soprattutto con i giovani, che mai come in questi anni sentono l’esigenza di un cambiamento a livello mondiale. La sensibilità verso i temi legati all’ambiente è in aumento, così come la voglia di vivere nel segno della sostenibilità.

L’Europa lancia appelli con tanto di iniziative e investimenti: le nuove generazioni devono dunque prepararsi al meglio.

La ricerca europea sul green

Next Generation Study 2023 – The movers of tomorrow è un’importante ricerca realizzata dalla Fondazione Allianz di Berlino che sonda le opinioni di 10mila giovani europei.

I Paesi in cui si è concentrato il sondaggio sono cinque: Germania, Polonia, Grecia, Regno Unito e Italia. Lo scopo è tracciare le loro visioni e aspettative sul futuro e sui temi attuali.

L’età è quella della cosiddetta Gen Z (18-26 anni) e della Gen Y o Millennials (27-39 anni). Tutti concordano nel dire che il mercato non ci salverà. La maggior parte degli intervistati ha inoltre cambiato abitudini e stile di vita anche in ottica green.

Otto su dieci, invece, si domandano apertamente se la propria generazione possa avere figli davanti a crisi climatica, guerra, disuguaglianza e lavoro.

In Italia il 50 percento dei giovani non è ottimista sul proprio futuro, il 26 percento su quello del proprio Paese e il 39% su quella dell’Europa.

Il 58% è invece più fiducioso nel fatto che la battaglia contro il cambiamento climatico possa essere vinta. Al contrario, l’ottimismo decresce se parliamo di questioni economiche e politiche, opportunità di lavoro ed equilibrio con la vita privata.

L’appello ai giovani di Florovivaisti Italiani-Cia

Secondo Florovivaisti Italiani-Cia occorre intercettare bisogni e attività in espansione per supportare gli agricoltori nei nuovi percorsi di sviluppo a partire dalle nuove generazioni.

Serve inoltre un appoggio chiaro delle istituzioni, in Italia come in Europa. Bisognerebbe, secondo l’ente, accogliere le richieste agricole per promuovere una politica graduale, realista e gestibile sulla riduzione dei fitofarmaci entro il 2030.

In questo modo, dice l’associazione, si permetterebbe il contrasto immediato delle nuove avversità. Inoltre, è fondamentale non demonizzare fattori di produzione come la torba.

Sarebbe inoltre importante, per attirare i giovani verso il green, creare una legge nazionale di riferimento per valorizzare il settore.

Al florovivaismo occorre infatti una normativa che qualifichi i ruoli dei diversi attori nella filiera, garantendo risorse adeguate a rinnovare le aziende e renderle sostenibili pienamente.

I giovani sono dunque interessanti al green, ma occorre da un lato spingere sui cambiamenti istituzionali e, dall’altro, investire sfruttando progetti italiani e nazionali.

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