Home Eco Lifestyle Riduzione dei pesticidi: il Parlamento europeo boccia la proposta presentata

Riduzione dei pesticidi: il Parlamento europeo boccia la proposta presentata

pesticidi
Immagine da Depositphotos

Con 207 voti a favore, 299 contrari e 121 astenuti (su 627 votanti) la proposta della Commissione europea sull’uso sostenibile dei pesticidi è stata respinta dal Parlamento europeo.

Riduzione dei pesticidi, niente di fatto: la proposta della Commissione europea presentata nel giugno del 2022 che puntava a dimezzare l’uso e il rischio delle sostanze chimiche entro il 2030 in Europa come obbligo vincolante e a vietarne l’uso in tutte le aree sensibili urbane, dai parchi alle scuole, è stata respinta dal Parlamento europeo.

La proposta della relatrice del Parlamento europeo Sarah Wiener, dei Verdi, aveva chiesto la riduzione del 50 percento su tutti i fitosanitari chimici sulla base della media del periodo 2015-2017 chiedendo anche una distinzione tra pesticidi normali e pesticidi più pericolosi (contenenti una o più sostanze attive approvate dall’Ue come sostanze candidate alla sostituzione che sarebbero stati ridotti del 65 percento) è stata respinta e ora l’iter legislativo prevede che il testo passi in Consiglio.

La Commissione promuove la transizione Green e il Parlamento boccia la riduzione dei pesticidi

A questo proposito, riceviamo e pubblichiamo su GreenPlanner.it la lettera a perta di Aiab, l’associazione italiana per l’agricoltura biologica, che critica fortemente la decisione del Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo respinge il regolamento sulla riduzione dei pesticidi. Una mossa che va in direzione ostinatamente contraria alla Transizione green di cui si riempiono pagine di giornali e buoni propositi.

Una decisione che mette a rischio gli obiettivi del Green deal e la sua applicazione agricola, la strategia Farm to Fork. Insomma un pericoloso passo indietro fatto, probabilmente, dietro la spinta delle pressioni delle lobby dell’agribusiness e, purtroppo, con il beneplacito, o comunque il silenzio, delle associazioni di categoria agricola.

Così, come per tutte le ultime riforme della Pac, che aprivano, almeno con i documenti preparatori e di intenti, al sostegno dell’agricoltura biologica e, più in generale, alla diminuzione di impatto ambientale e sociale di quella convenzionale, nei fatti si è invece sbattuta l’ennesima porta in faccia all’obiettivo più volte dichiarato di dimezzare l’uso dei pesticidi entro il 2030. E questo dopo il rinnovo per altri 10 anni dell’autorizzazione all’utilizzo del glifosato e l’apertura ai nuovi Ogm.

Siamo molto preoccupati – continua Giuseppe Romano, presidente di Aiabper questa deriva che sta prendendo la politica agricola e che ci catapulta indietro di molti anni, quando ancora non c’era la consapevolezza odierna sulle tematiche ambientali e i consumatori non avevano l’attenzione che hanno oggi verso un’agricoltura pulita e sostenibile.

Il rifiuto aprioristico almeno di tentare di mettere in pratica quei principi agroecologici di cui l’agricoltura biologica e biodinamica da sempre si fanno portatrici mette a rischio non solo la salute del Pianeta e di tutti i cittadini, ma anche la stessa credibilità della politica, nazionale ed europea, che già da molti anni vive una stagione difficile, confermata da un’affluenza alle urne sempre più scarna.

Mentre, infatti, da un lato ai cittadini si chiedono sacrifici importanti per stare al passo con gli obiettivi dell’Agenda 2030, dall’altro si strizza l’occhio agli interessi economici delle lobby, contravvenendo alle dichiarazioni fatte, alle promesse e ai buoni propositi.

Aiab chiede con forza alla Commissione europea, agli Stati membri e alle varie forze politiche di mettere una mano sulla propria coscienza e rivedere le posizioni antistoriche espresse ultimamente per il settore della produzione agroalimentare.

Se non vogliono farlo per la salute del Pianeta, almeno lo facciano per tenere fede ai principi espressi e per mantenere la loro credibilità“.

Crediti immagine: Depositphotos

Condividi: