Home Imprese Sostenibili Il mare a Dubai non è mai stato così… presente

Il mare a Dubai non è mai stato così… presente

cop28

Grazie alla forza di volontà di tante organizzazione e al supporto di molte aziende, il mare, gli oceani sono nell’agenda di Cop28, ma non solo. Vediamo le attività più interessanti che stanno portando buoni risultati sia in ambito ambientale che di comunicazione

Alla Cop28 il tema mare fa capolino nel deserto di Dubai. Lo porta con enfasi, la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’Unesco – che promuove la ricerca marina e coordina il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile (2021-2030) delle Nazioni Unite.

L’obiettivo è chiaro: portare le sfide e le soluzioni relative all’oceano e al clima al centro dei negoziati, facilitando la collaborazione a livello nazionale, regionale e globale.

Proprio per esortare i leader mondiali a rafforzare gli sforzi e gli investimenti per migliorare notevolmente le osservazioni oceaniche in tutto il mondo.

Francesca Santoro, senior programme officer per Ioc/Unesco non abbassa la guardia sulla necessità di “proteggere gli ecosistemi marini per esempio attraverso il monitoraggio e la ricerca sull’acidificazione, la deossigenazione e il riscaldamento dell’oceano e i loro impatti, sottolineando l’importanza di dare accesso a tutti a queste informazioni“.

E in effetti se andiamo a vedere il tema della protezione del mare è uno dei più attenzionati. In molti stanno investendo su ricerche e progetti.

Sea Beyond e il supporto di Prada

Lo fa Prada, per esempio che proprio al fianco della Commissione Oceanografica Intergovernativa (Ioc) dell’Unesco supporta il progetto articolato Sea Beyond.

Forte lo spirito formativo e divulgativo di cui ha dato prova anche durante la recente manifestazione – organizzata a Milano dal National Geographic Fest – Spiegare ai giovani i bisogni del mare.

Testimonial un appassionato biologo marino dell’Università Aldo Moro di Bari come Giovanni Chimienti (volto noto ai lettori di greenplanner.it), ripreso in un documentario Il Bianco nel Blu alla scoperta del corallo nero nell’isola meno famosa delle Egadi: Marettimo.

I risultati di Energy4Blue by E.On

Anche E.On da tempo guarda al mare con una serie di progetti che vanno sotto il cappello Energy4Blue (anche qui c’è la preziosa collaborazione dell’Ioc/Unesco).

E sempre più giovani vengono coinvolti attivamente all’interno delle Summer School organizzate alle Tremiti, nel Golfo di Palermo e a Filicudi.

Interessante sono anche i 200 mq di Posidonia oceanica monitorata e analizzata e oltre 15 mq rinforzati; 10 le tartarughe salvate; circa 170 kg di rifiuti indifferenziati e 7 kg di mozziconi di sigarette raccolti sulle spiagge.

Ancora di una studentessa si parla con Serena De  Bernardis, studentessa del Met – Master in Economia del Turismo presso l’Università Bocconi che ha vinto prima edizione della Hilton Sustainability Cup con il progetto Hilton For The Ocean Clean Up.

Cnr-Enea: qui continua la ricerca

Rimaniamo nelle acque siciliane e troviamo che è appena stato avviato il progetto europeo Ianos svolto presso la sede dell’Area Marina Protetta Isole Pelagie sull’isola di Lampedusa, è stato inaugurato il nuovo sito Cnr-Enea nel quadro del protocollo Emep (European monitoring and evaluation programme), che stabilisce i principi generali della cooperazione internazionale sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero, con l’Italia tra i primi Paesi firmatari.

La nuova strumentazione, installata dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia) presso la Stazione di Osservazioni Climatiche Enea Roberto Sarao di Lampedusa, fornirà ulteriori dati di qualità dell’aria utili per meglio descrivere gli aspetti principali della chimica troposferica, valutare le concentrazioni delle polveri atmosferiche e la presenza di composti acidificanti e eutrofizzanti e metalli pesanti.

I cittadini per il mare

Tutela e partecipazione sono le strade intraprese correttamente da chi vuole attenzionare i temi ambientali. In una parola Citizen Science. Proprio a fine novembre si è tenuto in forma allargata il festival delle Citizen Science.

E a Pisa ha preso forza il progetto Life Conceptu Maris, dedicato alla conservazione dei cetacei e delle tartarughe marine, mentre il primo premio nazionale Cnr per la Citizen Science va all’iniziativa SeaCleaner di Silvia Merlino, Cnr – Istituto di Scienze Marine, sede di Lerici.

Un progetto nato nel 2013 dall’esigenza di affrontare il problema dell’impatto antropogenico sugli ambienti marini, con focus su presenza, distribuzione, quantità, tipologia dei marine litter in aree costiere isolate o protette, individuando nuove modalità di coinvolgimento delle comunità locali, in particolare dei giovani in età scolare.

Bene con Ogyre, ma…

Tante le aziende, dicevamo, che collaborano per la pulizia dei mari. Alcune, dovrebbero forse fare un po’ di più che appoggiare soltanto un progetto di recupero reti.

Come fa Amico Società di Navigazione una Spa che di mestiere movimenta cargo e product tanker. Ebbene questa sta appoggiando Ogyre  piattaforma globale che si occupa di Fishing for Litter operando sul recupero dei rifiuti grazie all’aiuto dei pescatori.

Ottima iniziativa. Ma sappiamo però che la mobilità in mare deve pesantemente rivedere i propri processi di sostenibilità

Ci pensano anche i buddisti

Perché alla fine tutto quello che facciamo non è ancora sufficiente. Proprio alcuni dati rilasciati dall’agenzia Ioc/Unesco mostrano come l’oceano che ricopre il 71% della superficie terrestre e svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del clima ha a oggi assorbito oltre il 90% del calore in eccesso e quasi il 30% del biossido di carbonio emesso a causa delle attività umane.

E probabilmente non ce la fa più. Ne conseguono eventi meteorologici estremi, l’innalzamento del livello del mare, l’acidificazione dell’oceano, lo sbiancamento dei coralline e l’aumento delle zone a basso ossigeno.

Fenomeni che tutti assieme dobbiamo combattere. In pista è scesa ora anche l’Unione Buddhista Italiana che ha organizzato un incontro – lo scorso 2 dicembre – con l’Ong Sea Shepherd Italia dove ha parlato Andrea Morello su come Sea Shepherd Italia opera per salvaguardare la delicata biodiversità dei mari.

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