Home Green Jobs Scoprire le biotecnologie al 7° BiotechCamp organizzato a Bari presso Uniba

Scoprire le biotecnologie al 7° BiotechCamp organizzato a Bari presso Uniba

biotechcamp 2023 bari

Il 5 e 6 dicembre al Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (Dbba) è andata in scena la 7ma edizione del BiotechCamp, raggiungendo più di 250 studenti delle scuole superiori, con l’obiettivo di coinvolgerli nella scrittura di un futuro sostenibile all’insegna dell’innovazione biotecnologica e dei green job

La settima edizione del BiotechCamp (il format ideato da Edizioni Green Planner per promuovere l’orientamento agli studi biotecnologici) è approdata a Bari nelle giornate del 5 e 6 dicembre 2023 sotto l’egida del progetto Sos (Sustainable on Stage) del Miur e dell’Università degli Studi Aldo Moro.

Non è la prima volta che portiamo il BiotechCamp a Bari grazie alla collaborazione con la professoressa Isabella Pisano che è docente dei Corsi di Laurea Triennali in Biotecnologie Industriali per lo Sviluppo Sostenibile e Magistrali in Biotecnologie Industriali e Farmaceutiche” ha precisato il direttore di GreenPlanner, la giornalista M.Cristina Ceresa che ha moderato come sempre il BiotechCamp.

Ma questa volta le due giornate si sono tenute proprio in ateneo, al campus del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (Dbba): per far toccare con mano agli studenti delle scuole superiori che aria si respira tra e aule di docenza e i laboratori.

E il risultato, vista la partecipazione attiva dei ragazzi che sono intervenuti con tante domande e riflessioni, non è stato scontato.

La presa di coscienza da parte degli studenti è stata molto attiva: qui sono emersi, senza sconti, tutti i dati legati al nostro contesto economico (sì all’economia circolare, stop all’inquinamento) e storico a cominciare dalla crisi climatica in cui ci troviamo, ma senza cedere alla trappola dell’ecoansia.

Perché – la staffetta di interventi dei numerosi relatori lo ha fatto emergere – la ricerca (la continua ricerca cui non si deve mai venire meno) porta una sana speranza nei confronti di un futuro sostenibile all’insegna delle opportunità offerte dalle biotecnologie.

E poi il contest cui gli studenti che hanno partecipato al BiotechCamp di Bari si possono cimentare: ovvero partecipando alla call to action del Planet Art Camp (il 7 dicembre una sessione è stata dedicata anche agli iscritti all’Università: perché tutti i ragazzi possono partecipare).

Proprio partendo dalla scienza e dal valore di salvaguardia del nostro ambiente gli studenti sono chiamati a esprimersi con un’opera in stile Land Art per comunicare la loro voglia di cambiamento di passo.

Ecco in poche parole che il Planet Art Camp giunge a Bari e proprio per i partecipanti del territorio è previsto un palco d’eccezione: le opere di Land art ideate dagli studenti pugliesi, se scelte dalla giuria, saranno installate proprio all’interno dell’Università di Bari, per dare ancor più voce ai loro artisti (qui le regole di partecipazione).

In dialogo con i giovani studenti: l’importanza di portare il tema sui banchi di scuola

Il 7° BiotechCamp ha catalizzato l’incontro tra i giovani studenti e i professionisti del settore nei luoghi in cui effettivamente si fanno i biotecnologi del futuro: a ospitare l’evento è stata stavolta proprio l’Università di Bari presso Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (Dbba), nei cui spazi hanno potuto convergere – oltre agli studenti dei licei e degli istituti tecnici di Bari e provincia – anche professori e rappresentati del contesto accademico e alcuni protagonisti di realtà innovative dell’industria biotech legate in diversa misura al territorio pugliese.

Tutte startup innovative che in questi territori sono nate come Biomaca, Rewow, IsGreen, Esperimenti Architettonici. E poi l’azienda che fa il cioccolato senza cioccolato utilizzando i frutti della pianta delle carrube: è stato Giuseppe D’Alessandro, Ceo e founder di Foreverland a raccontarla ai ragazzi.

startup uniba

Gli interventi della 7a edizione del Biotech Camp

Luigi Palmieri, direttore del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (Dbba) dell’Università di Bari, dipartimento entro il quale si sono di fatto tenuti gli appuntamenti previsti dal programma dell’evento ha salutato i ragazzi dicendo loro che sono al posto giusto nel momento giusto.

Le biotecnologie non sono solo un’opportunità importante per il futuro, ma sono già il presente – ha affermato Palmieriè qualcosa che già oggi fa parte della nostra vita quotidiana tanto nei prodotti che consumiamo abitualmente, quanto nel nostro modo finalmente diverso di interpretare la tecnologia e di aderire ai principi di economia circolare e sostenibilità“.

luigi palmieri

La Puglia e l’Università di Bari, va riconosciuto, sono state tra le prime a saper leggere l’importanza delle biotecnologie e a dedicar loro un corso di studi apposito: forse per questo motivo ancora oggi il territorio pugliese si distingue spesso nel contesto del Mezzogiorno per la vivacità del settore biotech sul territorio.

Merito anche della capacità dell’Università di rispondere alle esigenze e alle trasformazioni della società e del mercato: così Isabella Pisano, delegata alla Terza Missione del Dbba e presidente del Centro di Eccellenza per la sostenibilità di Ateneo per l’Università di Bari, che ha illustrato agli studenti il piano formativo offerto dall’ateneo barese in ambito biotecnologico.

Isabella Pisano

Un percorso che ha tra le sue caratteristiche chiave una spiccata interdisciplinarità, che risponda alle esigenze della figura del biotecnologo, di per sé necessariamente versatile: bisogna saper padroneggiare il linguaggio della biologia, quello della chimica, ma anche spesso quello dell’ingegneria e addirittura talvolta dell’economia.

danilo vona

Sull’incontro tra chimica e biotecnologie si è espresso Danilo Vona, docente di Funzionalizzazione Chimica di Sistemi Biologici Viventi per il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari.

Nel suo intervento ha toccato l’importanza di un approccio integrato tra biotecnologie e scienze chimiche, non solo nell’ambito di una ricerca a uso clinico e biologico, ma anche per lo sviluppo di strategie efficaci nel campo ambientale e tecnologico sui materiali.

Bruno Fosso, docente di Bioinformatica presso il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell’Università di Bari, è invece intervenuto sugli strumenti informatici che vengono in ausilio alla biologia (e soprattutto alla microbiologia) per raggiungere una comprensione più approfondita dei batteri.

bruno fosso

Si tratta di tecnologie di fondamentale importanza per lo studio del microbiota intestinale, ovvero di tutta la variegata popolazione di microrganismi che abitano il nostro intestino, che gioca un ruolo primario nella nostra salute.

Di microrganismi e salute ha parlato anche Maria Calasso, docente di Microbiologia presso il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti per l’Università di Bari.

Maria Calasso

Nel suo discorso, una carrellata sull’importanza dei microrganismi invisibili che abitano intorno a noi e dentro di noi, e che troppo spesso guardiamo solo con preoccupazione e antipatia.

Moltissimi agenti microscopici sono però importantissimi alleati per la nostra salute e per la produzione di beni e processi che maneggiamo ogni giorno. Senza contare che i microrganismi sono anche coinvolti nel conferire sapore ai nostri cibi e potranno pertanto intervenire sempre più nelle tecnologie alimentari.

In linea con la versatilità cardine del profilo del biotecnologo, come si diceva in precedenza, le discussioni e i background dei relatori si sono dimostrate eterogenee e hanno coperto tematiche anche molto distanti tra loro.

vincenzo landi

Lo dimostra, in particolare, la discussione avviata da Vincenzo Landi, docente di Zootecnia Generale nel Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, sulle opportunità offerte dalla lana tipica del territorio pugliese.

Tema molto caro anche alla nostra redazione: in diverse occasioni ci siamo trovati a raccontare le sfide di una filiera che trova nella lana autoctona un’ottima risorsa, ma che ancora deve fare i conti con ampie questioni di sostenibilità, non solo ambientale quanto anche economica.

Spazio anche alla genetica e all’importanza di approfondire le basi molecolari che caratterizzano l’essere umano e che rendono la nostra specie, così come ogni altra specie ospite su questo Pianeta, unica.

claudia catacchio

Claudia Catacchio, docente di Genetica per il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (Dbba) ha illustrato le basi della variabilità genetica che guida l’evoluzione della specie, suggerendo anche come le biotecnologie e i suoi strumenti di ingegneria genetica possano svolgere un ruolo fondamentale in futuro nell’intervento terapeutico su mutazioni genetiche fortemente debilitanti.

E ancora sul Dna e su quello che si nasconde all’interno dell’unità più piccola del nostro organismo, la cellula: Francesco Bruni, docente di Biologia Molecolare sempre nel Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente, è intervenuto sul ruolo fondamentale dei mitocondri nella produzione dell’energia che alimenta tutto il sistema complesso della cellula e, di conseguenza, su più larga scala, del nostro corpo.

francesco bruni

Le biotecnologie mediche sono chiamate anche a rispondere sulle malattie mitocondriali che, pur essendo spesso condizioni patologiche rare, necessitano di strategie terapeutiche innovative per garantire un futuro a chi ne soffre.

Numerosi i contributi da parte del mondo accademico, dunque, ma anche un momento di incontro con le realtà innovative che stanno puntando sulla Regione Puglia per sviluppare il loro progetto di impresa.

Nelle due giornate sono intervenuti anche Antonino Biundo, Ceo e founder di Rewow, startup innovativa impegnata nella valorizzazione dell’olio esausto da cucina; Nunzia Casamassima, Ceo e founder di Biomaca, realtà volta alla produzione di cosmetici a partire da un progetto di elicicoltura (dalla bava di lumaca si producono cosmetici di alto valore); Jacopo Liotti, agronomo ed esperto ambientale che ha presentato le attività di IsGreen; Saverio Massaro, presidente dell’associazione Esperimenti Architettonici, ente del terzo settore per la promozione di strategie innovative di rigenerazione urbana e, come si diceva, Giuseppe D’Alessandro di Foreverland, realtà che ha appena vinto il Premio Nazionale per l’Innovazione.

Nel pomeriggio gli studenti divisi per gruppo hanno visitato i laboratori del dipartimento (alcuni di quali si trovano distaccati) e seguito prove pratiche di come si fa ricerca spesso trainati dalla passione.

matteo radice

Come quella di Matteo Radice, ricercatore ponte tra la chimica e le biotecnologie con alle spalle lunghi anni di esperienza di lavoro nelle comunità oltreoceano dove ha portato il knowhow per creare laboratori di estrazione dalle piante autoctone di olii essenziali e burri da destinare all’uso cosmetico.

BiotechCamp di Bari, le presentazioni delle due giornate

Ecco le presentazioni relative agli interventi del BiotechCamp 2023 presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari.

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