Home Eco Lifestyle Cop28, ora tocca a noi, ottimisti attivi

Cop28, ora tocca a noi, ottimisti attivi

cop28 dubai
Immagine Agenzia Dire.it

La Cop28 si è conclusa con quella che è stata definita “una storica decisione sulla fine dei combustibili fossili”: siamo però soltanto all’inizio di un percorso necessario in cui manca ancora una roadmap chiara, mentre urgenze e incertezze si intrecciano… Importante il contributo di tutti noi

Alzi la mano chi mentre si informa sul documento finale rilasciato alla Cop28 si sente di essere ottimista attivo e pensa: ora tocca a me smettere di usare prodotti derivati dal petrolio, prima ancora dei meccanismi politici del phase-out/phase-down.

Chi sta pianificando la messa al bando di carburanti fossili e ha deciso di cambiare la sua auto che va ancora a gasolio?

Chi sta scegliendo la nuova caldaia (a proposito quelle a gas entro il 2030 sul territorio europeo non saranno più vendute per decisione della Ue) e chi leggendo bene la bolletta elettrica riuscirà a scegliere un’utility che assicura la provenienza di energia da fonti rinnovabili?

Chi non prenderà più un aereo in attesa di carburanti bio? Chi neppure una barca a motore, figurarsi una nave?

Decisioni, comunque, da prendere se veramente siamo allarmati/delusi dai risultati della Cop28. Che poi alla fine non si tratta di delusione, ma anzi di forte convincimento che ci si deve dare dentro.

Ecco, quindi che smarco subito coloro i quali leggessero tra queste righe che chi scrive è negazionista. Anzi. Faccio appello alle decisioni di ogni singolo e alla scienza che non deve pensare di smettere un minuto di fare ricerca per portarci in salvo tutti: noi e il Pianeta.

Le tecnologie per il clima in primis devono ricevere maggiore accelerazione. A guardare i fondi raccolti da questo cluster mi sento ottimista.

L’ecosistema delle tecnologie per il clima si è evoluto negli ultimi anni e il valore complessivo delle startup worldwide che operano in questo spazio potrebbe raggiungere senza fatica i 2,3 trilioni di dollari nel 2023” fa notare Alexandra Lucke, esperta di Climatetech in Amazon Web Services.

Mentre i finanziamenti complessivi per le tecnologie climatiche sono diminuiti del 40% nella prima metà del 2023, i finanziamenti per le startup nelle fasi iniziali stanno aumentando con una crescita del 23% su base annua, secondo Climate Tech Vc.

Grandi operazioni come il round di finanziamento da 1,5 miliardi di dollari del produttore svedese di batterie agli ioni di litio Northolt sono un esempio di come i finanziamenti stiano consentendo alla prossima ondata di startup di tecnologie climatiche di crescere.

E secondo la nostra interlocutrice “le grandi aziende potrebbero ridurre i costi di ricerca e sviluppo (R&S) collaborando e finanziando giovani imprese di tecnologia climatica per creare soluzioni personalizzate.

Inoltre, condividendo soluzioni per sfide incentrate sul clima che accomunano diversi settori, le startup possono promuovere l’innovazione con un potenziale effetto di ricaduta su più ambiti“.

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, legge l’esito finale della Cop28, a fronte di un dispiegamento senza precedenti delle lobby fossili, da un altro punto di vista.

Esito prezioso – afferma – perchè conferma che da parte della comunità internazionale non ci sono ripensamenti sulla tabella di marcia“. Poi anche lei fa due conti e dice: “per l’Italia e quindi per la Lombardia, questo significa che per restare competitivi occorre intensificare gli sforzi in tre direzioni: produzione energetica rinnovabile, elettrificazione dei consumi energetici, in particolare nei trasporti, e riduzione dei consumi energetici.

Oltre alla riduzione delle emissioni anche da settori non energetici, a partire da quello legato alla filiera agroalimentare, che vede concentrarsi in Lombardia gran parte delle emissioni nazionali legati all’allevamento intensivo“.

Questa regione ha molte carte da giocare – continua – a partire dalla generazione rinnovabile, in cui occorre velocizzare le procedure autorizzative, spingere sulla generazione diffusa, efficientare e mettere in sicurezza il patrimonio storico costituito dal grande idroelettrico.

Ma altrettanto importanti sono le azioni sul fronte dei trasporti, ove, oltre a favorire l’elettrificazione del trasporto collettivo, occorre migliorare le prestazioni del Tpl per ridurre il ricorso alla mobilità automobilistica, sostenendo al contempo la scelta della mobilità attiva.

Analoghe azioni vanno intraprese nel comparto abitativo, in cui occorre sostenere l’adozione delle pompe di calore elettriche“.

Per Serena Giacomin, presidente Italian Climate Network, dalla Cop28 si percepiscono “due velocità, un distacco ancora molto evidente tra scienza e politica. Certo, occorrerebbe camminare svelti senza indugio applicando le ampie conoscenze che la scienza ci offre con evidenze esplicite ormai da decenni.

Ma, se dal punto di vista scientifico restano insoddisfazione e preoccupazione, dal punto di vista politico la Cop28 compie un passo importantissimo: la menzione esplicita approvata da quasi 200 Paesi del mondo alle fonti fossili e alla necessità impellente di un abbandono del loro utilizzo da parte di tutti.

Si sancisce, così, un impegno approvato su carta alla transizione dai grandi Paesi emettitori, oltre che da quelli vulnerabili e in via di sviluppo più determinati ad agire. Come Italian Climate Network, come movimento della società civile, raccoglieremo questa opportunità per portare avanti con ancora più determinazione e risolutezza l’azione per il clima affinché le due velocità diventino il prima possibile una sola“.

Rimaniamo ottimisti attivi!

Condividi: