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Difesa della biodiversità italiana: l’importante è poterla monitorare

ecosistemi e biodiversità
Immagine da Depositphotos

Lo stabilisce anche il National biodiversity future center: la biodiversità va tutelata con buoni progetti che prevedono aspetti di monitoraggio. Gli esempi di 3Bee e di Cartiera Carrara mostrano come

L’appello è arrivato subito dopo la chiusura della Cop28 dalla comunità scientifica del National biodiversity future center (Nbfc): non possiamo più permetterci i tassi di perdita di biodiversità rilevati negli ultimi anni.

È fondamentale porre un argine alle immissioni di gas serra nell’atmosfera, le cui conseguenze – in termini di innalzamento della temperatura media e di aumento, sia in termini di intensità che di frequenza, di eventi climatici estremi – determineranno profonde alterazioni del nostro Pianeta.

La biodiversità in questa lotta svolge un ruolo cruciale nel funzionamento di tutti gli ecosistemi ed è alla base della vita sulla Terra, con un impatto diretto sul benessere della collettività e del singolo.

Ed è necessario – sottolinea Nbfc – implementare azioni di monitoraggio, oltre alla conservazione, al restauro e alla valorizzazione della biodiversità.

Le azioni sul campo non mancano e la stessa National biodiversity future center – che ha recentemente finanziato il primo dottorato di interesse nazionale (Din) in tema di biodiversità con 2 milioni e 550.000 euro su cui si stanno sviluppando 34 borse di dottorato – ha ammesso a finanziamento (si parla di 9 milioni di euro) 57 progetti per tutelare la biodiversità nelle aree marine protette e negli enti parco italiani.

Ma anche tante aziende private italiane stanno mettendo a budget opere di conservazione della biodiversità che proprio perché portate vanti sul nostro territorio possono essere facilmente monitorate (aspetto altamente consigliato anche da Nbfc).

Le tecnologie di 3Bee

In questo contesto va segnalata l’iniziativa legata all’Oasi della Biodiversità creata e monitorata dalla climate tech company 3Bee e ideata per compensare le emissioni prodotte dalla la quarta edizione dell’Italian Insurtech Summit, evento tenutosi a Milano dal 23 novembre al 1° dicembre scorso.

Si tratta di habitat urbani e agroforestali creati in zone a bassa biodiversità con l’obiettivo di rigenerarla.

All’interno di questo spazio verranno messe a dimora 200 piante nettarifere a fioritura scalare costantemente monitorate con tecnologie quali Spectrum (un sensore bioacustico IoT che fa da orecchio elettronico e, attraverso un monitoraggio continuo, valuta la diversità e la frequenza di insetti impollinatori); Polly X (vero e proprio rifugio per impollinatori selvatici dotato di sensori IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria); Flora (tecnologia 3Bee sviluppata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea – Esa, che utilizza l’Intelligenza Artificiale e le immagini satellitari per mappare l’area di studio e stimare la potenziale biodiversità dell’habitat e la sua idoneità per gli impollinatori).

3Bee assicura dunque che l’Oasi della Biodiversità sarà costantemente monitorata seguendo le linee del protocollo di monitoraggio della biodiversità terrestre Element-E, già riconosciuto dall’Ue, per definire un piano a lungo termine per la sua rigenerazione e conservazione all’interno dell’area.

In Toscana grazie a Cartiere Carrara…

Anche Cartiere Carrara è scesa in campo per difendere la biodiversità del proprio territorio. anche grazie alla collaborazione con Compagnia delle Foreste e Rete Clima.

Con il progetto Kilometroverde Lucca, un tratto di un chilometro lungo il lato sud dell’autostrada A11 compreso fra Lucca e Capannori è stato ripopolato con specie arboree e arbustive autoctone, ricostruendo un tipico bosco toscano, la cui diffusione si è molto ridotta negli ultimi decenni a causa dell’espansione agricola e industriale.

La messa a dimora e la manutenzione di questo nuovo tratto boschivo sono avvenute a cura di dipendenti e collaboratori dell’azienda.

A Badia Pozzeveri, in prossimità del polo produttivo di Capannori, ha invece preso vita il progetto delle Piantagioni Policicliche, una serie di colture a ciclo continuo, in cui convivono alberi e arbusti con tempi di crescita e di taglio diversi, in modo tale che sia garantita una copertura naturale costante nel tempo.

Crediti immagine: Depositphotos

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