Home Eco Lifestyle La neve che vorremmo e quella che invece è sempre più sporca

La neve che vorremmo e quella che invece è sempre più sporca

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Immagine da Depositphotos

Previsioni del tempo a parte, la neve è un elemento che sta fortemente soffrendo sia per la crisi climatica che per l’inquinamento dell’uomo. Ecco perché dobbiamo diventare sempre più consapevoli di come salvaguardarla

La neve sta cambiando e non sono solo gli sciatori a essersene accorti. Lo sa bene Alberto Grandi, professore associato all’Università di Parma dove insegna Storia delle imprese, che si è messo a scrivere la storia della neve, non solo per tracciare come questa era sin dall’antichità, ma per dimostrare come questo elemento naturale abbia avuto momenti davvero epici e ha rappresentato, almeno fino alla metà del XX secolo, una realtà economica di rilevanza internazionale.

Il libro, pubblicato da Aboca, si intitola L’incredibile storia della neve e della sua scomparsa e sintetizza in maniera magistrale come le nostre abitudini non siano ormai sostenibili. Anche nei confronti della neve che oltre a essere scarsa è sempre più inquinata.

Lo ha messo in evidenza uno studio condotto da ricercatrici e ricercatori dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dell’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con l’Università delle Svalbard, dopo aver identificato la presenza di contaminanti definiti emergenti, riconducibili ai prodotti per la cura personale nella neve delle isole Svalbard.

La varietà dei siti selezionati sia in prossimità di insediamenti umani sia in luoghi più remoti, ha permesso di studiare la presenza e il comportamento dei contaminanti emergenti, composti tutt’ora in uso ma monitorati dalla comunità scientifica in quanto potenzialmente dannosi per l’ecosistema.

I risultati hanno rivelato la presenza di diversi composti, come fragranze e filtri Uv, che derivano dai prodotti per la cura personale di largo consumo, fino alle latitudini più estreme. Tra questi il Benzofenone-3, l’Octocrilene, l’Etilesil Metossicinnamato e l’Etilesil Salicilato.

La maggior parte dei composti ha concentrazioni maggiori a quote più basse, tranne l’Octocrilene e il Benzofenone-3, due filtri Uv comunemente utilizzati nelle creme solari, che al contrario sono più abbondanti sulla cima dei ghiacciai, dove arrivano dalle basse latitudini trasportati dalla circolazione atmosferica.

Informazioni queste che rendono lo sciatore un po’ più consapevole a scegliere anche  aziende di cosmetica che sono avanti con la ricerca.

Crediti immagine: Depositphotos

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