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FiberEuse Tech: un nuovo approccio circolare per il riciclo della vetroresina

FiberEUse, Design Week
FiberEUse, Design Week, Superstudio, 2021, credits L.Prina Cerai

Innovare nel campo dell’economia circolare non significa solo ideare e brevettare nuovi materiali ma anche diversi tipi di approccio e processo: come la startup Fibereuse Tech che promuove soluzioni di economia circolare nel settore della plastica rinforzata con fibre di vetro

A maggio dello scorso anno è nata Fibereuse Tech, startup innovativa e spinoff del Politecnico di Milano, a seguito del progetto europeo FiberEUse finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Horizon 2020 con 9,8 milioni di euro, che ha visto la collaborazione di 21 partner provenienti da 8 paesi dell’Ue.

Una ricerca scientifica che si è evoluta con un approccio olistico al problema del riciclo e del riuso della vetroresina.

Il focus è sempre stato fin dall’inizio affrontare in modo nuovo lo smaltimento dei rifiuti di vetroresina (Gfrp, Glass Fiber-Reinforced Plastic) e la ricerca scientifica di questo progetto si è trasformata prima in una grande mostra alla Design Week milanese e poi in startup di deep tech oggi, che ha appena vinto il premio nella categoria Eit Manifattura presso Eit Jumpstarter 2023.

Perchè la vetroresina è difficile da riciclare

La vetroresina è un materiale composito costituito da fibre di vetro che sono inserite in una matrice di resine termoindurenti, di solito a base di poliestere, vinilestere o epossidi, che polimerizzano a temperatura ambiente.

Grazie alle sue doti di leggerezza, solidità, resistenza e scarsa conducibilità elettrica, è diventata famosa negli anni ’50 diffondendosi in vari settori, a partire da quello nautico ai trasporti, dalle costruzioni fino all’eolico.

Attualmente è un materiale considerato rifiuto speciale per lo smaltimento, anche perchè ha una matrice di composizione mista e la reazione di polimerizzazione, con cui le resine termoindurenti diventano solide, non è reversibile, quindi gli scarti di vetroresina non possono essere fusi e rimodellati, come in genere succede per i materiali termoplastici.

I rifiuti vengono conferiti in discarica o avviati al recupero energetico tramite inceneritori oppure utilizzati per il co-processamento del cemento.

Un approccio demand-driven

La grande innovazione di Fibereuse Tech è la tecnologia che ha creato basata su un sistema cyber–fisico per il controllo e l’ottimizzazione in continuo del processo di frantumazione meccanica, con un interesse applicativo rivolto al riciclo della vetroresina.

Sovvertendo la classica catena di valore del riciclo che parte da uno scarto per trasformarlo, grazie all’economia circolare, in materia prima seconda, il suo sistema si basa su un un approccio demand-driven.

Questo significa ottimizzare il processo in base alle proprietà del prodotto finale che reintegrerà il materiale riciclato, un po’ come partire dalla fine per arrivare all’inizio.

Per farlo viene usato un software che riceve in ingresso dati provenienti da un analizzatore dimensionale di particelle e fornisce in uscita i parametri di processo migliori, con i quali il frantumatore opera per realizzare un materiale granulato con la miglior distribuzione dimensionale, a seconda della funzione delle specifiche richieste dall’applicazione finale.

Campi di applicazione

La tecnologia di Fibereuse Tech da una parte ottiene granulati di dimensione e concentrazione di fibra desiderata, pronti per essere riprocessati e usati: da sci a piatti doccia o vasche da bagno, da oggetti di design a componenti di arredo urbano.

È utile sottolineare che si tratta di una strategia di economia circolare che è finalizzata a creare un maggior valore aggiunto finale, ovvero il riuso non solo della fibra ma dell’intero componente tramite la riprogettazione della struttura e il remanufacturing.

Risultati e prospettive circolari future

Il progetto europeo FiberEUse nei suoi quattro anni di vita aveva già sviluppato soluzioni in campi diversi: dallo sport al design, dall’arredamento alle costruzioni, fino all’automotive, presentati alla Milan Design Week 2021 con manufatti di design come quelli qui in foto.

Ha così dimostrato su larga scala la fattibilità di creare delle nuove catene di valore a partire dal riuso di materiali provenienti da prodotti a fine vita.

Nei prossimi anni si prevede che i volumi di pale eoliche post-uso a fine vita siano in forte crescita, con stime che parlano addirittura di 70.000 tonnellate di materiale composito da pale eoliche da processare in Europa nel 2025.

Gli obiettivi di Fibereuse Tech non sono solo di sfruttare scarti industriali ingenti di vetroresina post consumo, come quelli delle pale eoliche, minimizzando gli impatti economici e ambientali per la loro dismissione, ma di renderli compatibili con le proprietà richieste all’interno di prodotti ad alto valore aggiunto appartenenti a un altro settore.

Un nuovo modo di affrontare i processi di economia circolare grazie a un dialogo cross-settoriale per dare vita a nuove occasioni imprenditoriali.

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Luisa Prina CeraiLuisa Prina Cerai: piemontese trapiantata a Milano, storica dell'arte, lavora come freelance nella comunicazione tra uffici stampa e digital. Si occupa di circular storytelling come consulente e nel suo progetto instagram @Pensierocircolare | Linkedin
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