Home Imprese Sostenibili Seminatori di scienza: SeedScience per superare le barriere di diffusione della conoscenza

Seminatori di scienza: SeedScience per superare le barriere di diffusione della conoscenza

Studenti in una scuola in Tanzania
Foto di Roberta Baria

L’associazione no-profit italiana SeedScience è impegnata dal 2018 nello sviluppo del diritto all’istruzione e della riappropriazione dei propri territori da parte dei giovani in alcuni Paesi del continente africano

Come abbiamo visto in alcuni precedenti articoli dedicati ai temi delle migrazioni, della redistribuzione delle risorse e della giustizia sociale oggi è più che mai urgente fornire risposte sistemiche – che tengano conto delle specifiche realtà locali – alle esigenze di superamento delle differenze a livello globale.

In questo ambito si colloca l’attività di sviluppo del diritto all’istruzione, di una didattica centrata sullo studente e di miglioramento della qualità della vita delle popolazioni in via di sviluppo di SeedScience, impegnata in questo progetto dal 2018 e trasformata in associazione no-profit nel 2019.

Dal 2018 SeedScience si dedica alla formazione degli insegnanti nel continente africano, rendendo le materie tecnico-scientifiche, le cosiddette Stem (science, technology, engineering and mathematic), più accessibili a studentesse e studenti in Ghana, Uganda e Tanzania.

Progetti di ampio respiro sostenuti da partner e patrocinatori importanti, tra i quali l’Università di Tor Vergata, Asvis, Deascuola, Edison, National Geographic, Chiesa Valdese, solo per citarne alcuni. Una rete di cooperazione formata attualmente da 40 soci e dai partner dei Paesi africani e dagli insegnanti formati da SeedScience.

‘associazione si impegna anche a stimolare la curiosità degli studenti qui in Italia, coinvolgendoli direttamente nello sviluppo di progetti creativi e significativi, creando un legame autentico con le realtà locali africane e promuovendo un dialogo costruttivo in cui entrambe le parti imparano reciprocamente.

Non solo, nell’ambito degli obiettivi Esg che l’Europa si è posta, SeedScience è favorevole alla possibilità di coinvolgimento diretto nei propri progetti anche del mondo delle imprese, soprattutto quelle da sempre attente e impegnate nella realizzazione concreta di tali obiettivi.

Studenti in una scuola in Tanzania
Foto di Roberta Baria

Il trasferimento delle conoscenze alla base dello sviluppo locale

Il progetto è nato, in prima battuta, dall’impegno nel sociale di Michele Raggio, romano, co-fondatore e presidente di SeedScience, che con la sua laurea in chimica e un dottorato in scienza dei materiali viaggiando in Africa per attività di volontariato ha via via compreso quanto fosse importante trasferire in loco, a insegnanti e a ragazze e ragazzi tutte le necessarie conoscenze per favorire la loro emancipazione e la costruzione del loro futuro.

In questi primi anni di attività SeedScience ha formato – in presenza e online 170 insegnanti che a loro volta hanno potuto insegnare a 13.000 studenti.

Il grande punto di forza di SeedScience è la metodologia educativa applicata nelle comunità, che naturalmente si ripercuote molto positivamente sulle possibilità di sviluppo locale: la passione e la preparazione con cui gli insegnanti trasmettono le materie scientifiche, utilizzando materiali sostenibili e accessibili, ha reso evidente l’efficacia di un approccio didattico interattivo e coinvolgente.

In particolare – sostiene Michele Raggioilluminante è stata la consapevolezza di non avere bisogno di costosi laboratori didattici, perché i materiali per gli sperimenti possono essere facilmente ottenuti dalla natura o tra prodotti disponibili in normalissimi negozi locali“.

Nei diversi passaggi di conoscenza e appropriazione degli strumenti e della metodologia di lavoro, insegnanti e studenti vengono sensibilizzati ad alcune tematiche ambientali, a partire dalla gestione e riduzione dei rifiuti.

SeedScience contribuisce significativamente e attivamente alla promozione di un’educazione scientifica sostenibile, perché mette in condizione anche le comunità meno servite di accedere allo studio, che diventano così protagoniste del proprio progresso, del rispetto e della protezione degli ecosistemi e delle biodiversità.

seedscience meeting
Partecipanti durante un incontro della formazione online

È sempre sorprendente vedere come anche le ragazze desiderose di studiare le materie Stem abbiano sfidato gli stereotipi culturali, le non poche difficoltà logistiche e le distanze per perseguire i loro obiettivi – ricorda Marta Abbà, specializzata in Fisica Ambientale, educatrice volontaria di SeedScience – è essenziale coinvolgere entrambi i generi, consentendo a tutti e tutte di partecipare attivamente senza discriminazioni di alcun tipo“.

In particolare in Ghana, grazie alla sensibilità del partner locale Patriots e all’8 per mille della Chiesa Valdese è stato sviluppato in progetto dedicato alle ragazze dal significativo nome Girls in Stem, nel quale ragazze universitarie fungono da mentori nei confronti delle giovani africane.

La scelta dei primi tre paesi africani in cui operare (ma nulla vieterà di ampliare lo scenario) deriva dalle loro condizioni di stabilità socio-economica che permettono di interagire in maniera trasparente e collaborativa con i governi, con le istituzioni e le Ong locali per realizzare un progetto di base di tre anni o più e che si svolge in tre fasi annuali.

Si tratta di un format che prevede la presenza diretta di Michele Raggio o altro formatore SeedScience per i primi tre mesi, nel primo anno, e poi il proseguimento del lavoro con gli insegnanti locali per il secondo anno e, infine, la piena appropriazione degli strumenti e delle metodologie da parte di organizzazione e docenti locali, nel terzo anno.

Il sistema  educativo del Ghana, per esempio, che prevede l’obbligatorietà degli studi fino a 11 anni (mediamente dai 4 ai 14 anni compresi), dà l’opportunità agli studenti di decidere se proseguire negli studi scientifico o meno e quindi dopo i primi tre mesi di insegnamento interattivo con la metodologia SeedScience i ragazzi hanno già la possibilità di sviluppare il pensiero critico e di verificare il proprio interesse e la propria passione per le scienze e decidere come proseguire.

Di vitale importanza sono, dunque, le figure dei ScienceSeeders, gli insegnanti già formati secondo la metodologia di SeedScience, che in alcuni casi si organizzano in SeedScience Club.

Un’idea nata direttamente da loro per dare continuità alle attività didattiche con gli studenti, fuori dallo schema del programma istituzionale, con una frequenza regolare (ogni mese/due mesi) e approfondimenti di tematiche specifiche, di questioni di genere, di connessione continua con il mondo circostante.

seedscience storytelling
Studenti e insegnanti durante un’attività di storytelling del progetto Respire

Il ruolo dei partner e delle tecnologie a supporto delle attività locali

Nell’approccio di SeedScience risulta particolarmente importante e significativa la scelta dei partner locali, che hanno la responsabilità delle attività degli insegnanti, alcuni dei quali, a loro volta, al termine del percorso possono essere assunti stabilmente per la prosecuzione delle attività e diventare a loro volta mentori a tutti gli effetti per affrontare sfide educative uniche e adattare le diverse attività mano a mano che se ne presentano le occasioni.

Ma è altrettanto evidente quanto sia possibile imparare, per i volontari di SeedScience, lavorando in luoghi così diversi dai propri, dalle proprie zone di comfort, dove però ci si può sentire a casa proprio perché si impara a navigare tra diverse culture e lingue, arricchendo le proprie competenze interculturali relazionali e la propria capacità di prendersi cura degli altri.

E questo è ancora più significativo in rapporto al continente africano, che risulta strategico sullo scacchiere internazionale in questa fase storica (ma che è anche preda di appetiti non condivisibili) dove i giovani istruiti ed educati adeguatamente faranno la differenza.

Tra le esigenze emerse nella formazione degli insegnanti c’è anche quella di educarli all’utilizzo di applicazioni tecnologiche utili per la loro attività professionale, perché ancora oggi molti utilizzano i loro smartphone solo con applicazioni di base, social o di messaggistica, ma manca l’abitudine a utilizzarlo per lavoro.

Per questo è stato fondamentale approfondire e realizzare una serie di allineamenti, scegliendo di introdurre anche una piattaforma di formazione online (in questo caso Omprakash, di cui l’associazione è diventata anche partner) che progressivamente è diventata uno strumento importante nelle diverse interazioni, in particolare attualmente con Mauritius, con un’équipe di otto educatrici.

Se il periodo della pandemia da Covid-19 aveva in qualche modo costretto a introdurre la formazione online oggi questa modalità resta attiva in parallelo, in Ghana e Uganda, permettendo agli insegnanti di partecipare alla formazione anche in modalità asincrona, con l’impegno di almeno tre incontri in presenza e cinque online, in questo caso con la partecipazione di italiani, non solo insegnanti, ma anche altre persone che desiderano approfondire le proprie conoscenze.

Mai restare fermi: i progetti Nature Ambassadors & Respire

Ma SeedScience non può restare ferma e nel 2023 ha lanciato un nuovo progetto che durerà per tutto il 2024, quello dei Nature Ambassadors (sostenuto da National Geographic Society) per supportare gli insegnanti in attività educative outdoor in grado di fornire agli studenti una maggiore consapevolezza del valore della biodiversità locale, stimolando un atteggiamento da esploratori nel loro territorio.

Si tratta di un progetto nato direttamene dall’esperienza pregressa di SeedScience in collaborazione con un team internazionale di educatori e biologi della conservazione, che prevede lo svolgimento di lezioni all’aria aperta, un lavoro di ricerca a livello degli ecosistemi e la creazione di strumenti di divulgazione e storytelling, come video, disegni e fumetti che saranno oggetto di un workshop finale di ampio respiro per la presentazione dei risultati del lavoro e per attivare un progetto di conservazione e protezione.

E, come sottolinea Marta Abba, “sarà anche l’occasione per mostrare come quell’ambiente, quelle realtà rappresentino il loro oro“, che si affiancano alle altre risorse e materie prime, per uno sviluppo armonico e non invasivo del continente, anche attraverso forme di turismo responsabile.

Parallelamente, in Italia si sta realizzando a Pantelleria e Lampedusa il progetto di citizen science Respire, gestito dall’Università di Camerino e sostenuto da National Geographic (sotto la leadership dell’esploratrice Martina Capriotti).

In questo progetto sono attive diverse figure di esploratori, docenti, ricercatori, un fotografo il cui compito è di raccogliere informazioni per costruire un percorso educativo che permetta ai ragazzi dell’isola di approfondire la conoscenza delle specificità e delle peculiarità nelle quali sono immersi, per poterle comunicare all’esterno attraverso un lavoro di storytelling.

Il tutto con l’aiuto del fotografo Marco Carmignan e grazie a un evento che verrà realizzato tra poco meno di due anni. E noi ci torneremo.

Condividi: