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Auto elettriche, per accendere il mercato servono prezzi più bassi, ma i produttori non vogliono

incentivi auto non inquinanti
Immagine da Depositphotos

L’ultima ricerca realizzata da Transport & Environment (T&E), organizzazione indipendente, mostra che le case automobilistiche stanno dando priorità alle vendite di veicoli più grandi e costosi, rallentando il mercato

Il mercato dell’auto elettrica in Europa cresce poco perché agli automobilisti non piacciono i veicoli a batteria? Per niente vero! Piuttosto, la strategia dei produttori di auto europei di massimizzare i loro profitti frena il mercato.

Infatti, nonostante la scarsità di modelli economicamente accessibili, la quota di mercato europea delle auto elettriche è cresciuta di 2,5 punti percentuali, raggiungendo il 14,6% nel 2023.

Transport & Environment ha realizzato una ricerca sul mercato delle auto elettriche, basata sui dati di Dataforce, che illustra come nel 2023 il 28% delle vendite europee di auto elettriche si è collocato nel segmento D, quello delle auto di grandi dimensioni (in Italia il dato è del 29%).

Molto diverso il mercato delle auto endotermiche con una quota del 13% (7% in Italia); inoltre, altro freno al mercato dell’auto elettrica, il prezzo medio di un veicolo in Europa, dal 2015 a oggi, è aumentato del 39% (+18.000 euro) mentre in Cina è diminuito del 53%.

Questo perché i produttori europei si concentrano in modo sproporzionato sulle auto di grandi dimensioni e sui Suv, che comportano un prezzo di mercato più alto.

Dalla ricerca di T&E, basata sui dati di produzione di GlobalData, risulta inoltre che nel corso del 2024 i modelli disponibili sul mercato a meno di 25.000 euro saranno prodotti, per l’Europa, in sole 42.000 unità.

Per T&E la quota di mercato delle Bev in Europa potrebbe essere già oggi al 22% se il settore delle auto aziendali – che in molti Paesi rappresenta la maggior parte delle vendite di auto nuove – fosse all’avanguardia nell’elettrificazione.

Invece, con una diffusione dell’elettrico del 14%, il settore aziendale appare invece in leggero ritardo rispetto al mercato privato (15%).

Anche la tassazione svolge un ruolo importante nell’incentivare la diffusione delle auto a zero emissioni, ma in Paesi come la Germania le case automobilistiche si sono opposte a una riforma fiscale per l’auto aziendale che aumenterebbe la pressione sui modelli benzina e diesel.

Dal parco automobilistico aziendale si potrebbe, quindi, partire per spingere fortemente la crescita del mercato dell’auto elettrica in Europa. Per Andrea Boraschi, direttore dell’ufficio italiano di T&E, “Le auto aziendali sono il candidato perfetto per accelerare l’elettrificazione. Sono già fortemente sovvenzionate grazie agli sgravi fiscali e le aziende hanno spesso la forza finanziaria per investire nei veicoli elettrici. Ecco perché l’UE deve presentare una legge che copra un’ampia porzione del mercato delle corporate fleets, orientando i giganti del leasing e le aziende con grandi flotte di auto“.

Crediti immagine: Depositphotos

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