Home Agricoltura 4.0 Una coltivazione acquaponica che non utilizza plastica, ma materiali naturali

Una coltivazione acquaponica che non utilizza plastica, ma materiali naturali

Una soluzione di coltivazione acquaponica che non utilizza polimeri ma, al loro posto, composti naturali a base di lignina e cellulosa. Ne parliamo con i fondatori dell’azienda Aquaponic Design che ha presentato l’innovazione a MyPlant&Garden

Tra le tante pareti verdi, vive e vegete, viste alla fiera MyPlant&Garden di quest’anno ne ha fatto capolino una esposta all’interno del percorso di Myplantech, spazio dedicato alle soluzioni green.

A idearla Aquaponic Design, spin off dell’Università di Bologna, ateneo che in fatto di fuori suolo vanta una solida tradizione. La soluzione di questa startup spicca anche per l’innovazione del materiale scelto, un composto a base di lignina e cellulosa.

Per la struttura: in fiera è stata infatti esposta una parete composta dai moduli Deep Water Tower – Dwt 2.0, veri e propri tubi cui è stata aggiunta anche fibra di cocco e cera d’api.

Qui vengono innestate le piantine a radice che crescono floride anche grazie a un sistema di riciclo dell’acqua. Moduli a base derivante dal legno quindi, ma resistente tanto che viene assicurato per 15 anni.

Tra le altre caratteristiche, troviamo la resistenza ai raggi Uv, l’idoneità al contatto alimentare (quindi è possibile volendo anche coltivare degli ortaggi), la compostabilità. Si tratta di un upgrade significativo perché Aquaponic Design ha così abbandonato i polimeri in plastica della precedente versione.

Le pareti verdi sono facilmente componibili con mini-braghe che si impilano il cui diametro è di 90mm. Un sistema, sempre ideato da Aquaponic Design, assicura una riserva idrica e nutrizionale alle radici delle piante, anche in caso di interruzione della corrente di alimentazione o di guasti alla pompa che distribuisce acqua alle torri.

Il team è composto dai tre soci e Ceo, Francesco Lombardo, Luca Settanni e Gian Marco Tamborra (in preciso ordine alfabetico), dal Cto Andrea Casadio e dal Cio Matteo Gardini.

La sede di  Aquaponic Design è a Bologna presso Le Serre dei Giardini, ovvero il centro culturale di Kilowatt.

E come nome nomen la startup si occupa di acquaponica, ma anche di idroponica, bioponica, nonchè di biolaghi e anche di coltivazione in container, per creare serre in contenitori che, una volta rigenerati, riescono a fungere vera e propria funzione di serra coinbentata, illuminata, riscaladata o raffreddata.

Un ambiente forse estremo, ma di sicuro sulla strada della riqualificazione.

(m.c.cer)

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