Home Energy and Mobility Energia: in Italia la quota coperta dalle fonti fossili segna il minimo...

Energia: in Italia la quota coperta dalle fonti fossili segna il minimo degli ultimi 50 anni

eolico - energie rinnovabili
Immagine da Depositphotos

I consumi energetici in Europa sono in calo di oltre il 3% rispetto all’anno precedente e, di conseguenza, anche le emissioni di CO2 segnano un -6%: ma non sono dati così buoni come sembrano perché il clima è sempre più mite – anche in inverno – e la produzione industriale è ai minimi trentennali

Nuovo massimo storico per la produzione energetica da fonti rinnovabili in Italia: secondo i dati dell’analisi trimestrale del sistema energetico italiano, relativa al 2023, di Enea emerge infatti che eolico e fotovoltaico sono arrivati a coprire il 17,5% della domanda totale su base annua, grazie alla crescita della capacità installata.

Inoltre, a causa di fattori contingenti – un clima sempre meno duro e una produzione industriale ai minimi termini degli ultimi trent’anni – si è registrato un forte calo delle emissioni di anidride carbonica (-8%) e una riduzione dei consumi di energia primaria (-2,5%).

Nonostante nel 2023 il petrolio sia tornato a essere la prima fonte energetica con il 35% del totale, nell’insieme, la quota di domanda coperta dalle fonti fossili – petrolio, gas e carbone – ha segnato il minimo degli ultimi 50 anni (71%).

Alla liuce di questi dati, la transizione del sistema energetico italiano ritrova vitalità, facendo registrare una crescita del 25% rispetto al 2022 nell’indice Ispred (Indice Sicurezza-Prezzi-Decarbonizzazione che misura l’andamento della transizione energetica) dell’Enea.

Calo delle emissioni inquinanti: i motivi della decrescita

Questo calo delle missioni inquinanti, per Francesco Gracceva che coordina le analisi in Enea (qui potete trovare l’analisi trimestrale completa), è legata al calo dei consumi che ha come risultato “un minor impiego di fonti fossili come gas (-10%), carbone (-30%) e petrolio (-2%)“.

Grazie a un inverno 2022 tiepido, infatti, si è registrata una diminuzione dei consumi di gas per riscaldamento nel primo trimestre 2023; inoltre, la contrazione della produzione industriale è stata quasi drammatica in alcuni settori energivori, scendendo sotto i livelli del 2020.

Dunque, la diminuzione delle emissioni di CO2 (-8%) è imputabile al minor utilizzo di fonti fossili: oltre i tre quarti del calo si è registrato nei settori Ets (generazione elettrica e industria energivora), le cui emissioni sono stimate in calo del 16%, il resto è riconducibile alla contrazione dei consumi di gas nel settore civile (non-Ets), le cui emissioni sono stimate in calo del 3%.

Più nel dettaglio, il 70% della riduzione delle emissioni riguarda il settore elettrico, in gran parte per fenomeni congiunturali come il riaggiustamento del mix delle fonti dopo le tensioni del 2022 sui mercati dell’energia.

Tuttavia, anche se per i prossimi anni Enea prevede che il trend positivo di decarbonizzazione continui nel settore della generazione elettrica, pur se a ritmi più contenuti, “resta comunque difficile realizzare quel tasso di riduzione delle emissioni, intorno al 5% medio annuo, necessario per raggiungere il target di decarbonizzazione atteso al 2030” conclude Gracceva.

Crediti immagine: Depositphotos

Condividi: